SpaceX si prepara a compiere il passo più ambizioso della sua storia finanziaria. Il 1° aprile 2026 il gruppo di Elon Musk ha avviato formalmente il processo per quotarsi al Nasdaq, con una valutazione obiettivo di 1.750 miliardi di dollari e una raccolta potenziale fino a 75 miliardi. Se l’operazione dovesse concretizzarsi già a giugno, si tratterebbe della più grande quotazione mai realizzata sui mercati internazionali.
L’operazione, internamente battezzata “Project Apex”, coinvolge almeno 21 banche d’affari e punta a superare di quasi tre volte il primato detenuto dall’ipo di Saudi Aramco del 2019. Una cifra di tali dimensioni, osservano gli analisti di Ark Invest, “non riflette i risultati attuali della società, bensì le aspettative sul suo potenziale industriale”. Con ricavi stimati per circa 18,5 miliardi di dollari nel 2025, SpaceX verrebbe infatti collocata a circa 95 volte il fatturato trailing, un multiplo che non trova precedenti tra le società di questa scala. La questione centrale, sottolinea il report, è quindi stabilire se le ipotesi incorporate in questa valutazione siano realistiche o se il mercato stia già scontando scenari estremamente ottimistici.
In questo articolo:
- Starlink e i lanci spaziali: i pilastri industriali di SpaceX
- L’incognita xAI e il premio strategico della valutazione
Starlink e i lanci spaziali: i pilastri industriali di SpaceX
Secondo Ark Invest, il principale motore economico di SpaceX è Starlink, la rete globale di internet satellitare che ha superato i 10 milioni di abbonati nei primi mesi del 2026. I ricavi attesi per l’anno in corso sono superiori a 20 miliardi di dollari, una cifra che da sola supera il fatturato complessivo stimato del gruppo nel 2025.
Gli analisti di Ark ritiengono che il mercato della connettività satellitare possa raggiungere, a regime, 160 miliardi di dollari annui e che Starlink sia posizionata per conquistarne una quota dominante. Si tratta di un’ipotesi plausibile, ma non priva di rischi, considerata l’intensità di capitale del business e la crescente competizione internazionale.
L’altro pilastro resta il settore dei lanci. Nel 2025 SpaceX ha effettuato 165 missioni orbitali, dispiegando circa l’85% di tutti i veicoli spaziali messi in orbita nel mondo. Il report sottolinea come il costo di lancio sia sceso del 95% dal 2008, passando da 15.600 dollari per chilogrammo a meno di 1.000 dollari grazie a Falcon 9. Il progetto Starship potrebbe ridurre ulteriormente i costi sotto i 100 dollari per chilogrammo, aprendo applicazioni oggi economicamente non sostenibili. Tuttavia, questa prospettiva dipende dal pieno successo tecnico e operativo del programma, ancora in fase di sviluppo.
L’incognita xAI e il premio strategico della valutazione
La parte più speculativa della valutazione riguarda la fusione con xAI, annunciata nel febbraio 2026. L’operazione integra capacità di lancio, telecomunicazioni e infrastrutture per modelli di intelligenza artificiale in un’unica piattaforma. Il report di Ark Invest sottolinea che i data center orbitali potrebbero offrire capacità di calcolo a costi inferiori del 25% rispetto alle strutture terrestri, evitando i vincoli legati a energia, autorizzazioni e disponibilità di suolo. Musk ha indicato l’obiettivo di installare fino a 100 gigawatt di potenza computazionale all’anno. È una visione di lungo termine che, allo stato attuale, resta più una possibilità strategica che un business dimostrato.
Per questo il documento della società guidata da Cathie Wood adotta un approccio favorevole ma prudente. I business esistenti – Starlink e i servizi di lancio – sarebbero già sufficienti a sostenere gran parte del caso di investimento, mentre le ambizioni più radicali rappresentano un potenziale upside.
Resta però un punto essenziale per chi guarda alla futura ipo di SpaceX: il valore creato negli ultimi anni è maturato soprattutto nel mercato privato, e gli investitori retail entreranno probabilmente a prezzi ben superiori a quelli riservati agli istituzionali. Come spesso accade nelle mega-quotazioni, il debutto potrebbe essere accompagnato da una volatilità significativa. La scommessa su SpaceX non riguarda tanto ciò che l’azienda è oggi, quanto ciò che il mercato ritiene possa diventare nei prossimi dieci anni.









