SpaceX sempre più vicina a Wall Street mentre Amazon sfida Starlink con Globalstar

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La corsa allo spazio non è mai stata così tanto veloce come adesso. SpaceX, la società aerospaziale fondata da Elon Musk, avrebbe presentato in via riservata la documentazione per la quotazione in Borsa negli Stati Uniti. La notizia, riferita da Reuters da due fonti a diretta conoscenza della questione, pone le basi per quella che potrebbe diventare la più grande offerta pubblica iniziale mai registrata nella storia dei mercati finanziari. In parallelo, Amazon sarebbe in trattative avanzate per acquisire il gruppo di telecomunicazioni satellitari Globalstar, in un tentativo dichiarato di ridurre il vantaggio competitivo accumulato da Starlink, la divisione satellitare di SpaceX.

In questo articolo:

  • SpaceX, la più grande ipo della storia
  • Starlink, il vero motore della valutazione
  • Amazon alla sfida con Globalstar: la battaglia per l’orbita bassa
  • Il fattore Musk: opportunità e incognite per gli investitori

SpaceX, la più grande ipo della storia

La potenziale valutazione di SpaceX supera i 1.750 miliardi di dollari, una cifra che collocherebbe il suo debutto in Borsa ampiamente al di sopra della quotazione di Saudi Aramco del 2019, che ad oggi detiene il record assoluto, con l’obiettivo dichiarato di raccogliere oltre 50 miliardi di dollari attraverso l’offerta pubblica iniziale. Per dare una misura della traiettoria percorsa dall’azienda, l’ultima valutazione disponibile risaliva a circa 800 miliardi di dollari, registrata in occasione di una vendita secondaria di azioni. La fusione con la startup di intelligenza artificiale xAI, che ha attribuito all’azienda aerospaziale una valutazione di 1.000 miliardi di dollari e al chatbot Grok una valutazione di 250 miliardi, ha di fatto rilanciato verso l’alto le aspettative del mercato, portandole all’attuale stima di 1.750 miliardi.

La presentazione riservata, strumento previsto dalla normativa statunitense, consente a SpaceX di inviare privatamente i documenti alle autorità di regolamentazione, ottenendo il tempo necessario per rispondere ai feedback e affinare le informazioni prima che queste diventino pubbliche, sottraendosi così, almeno temporaneamente, al controllo degli analisti e della stampa finanziaria. La tabella di marcia verso la quotazione è già definita nei suoi passaggi principali: una giornata dedicata agli analisti è programmata per il 21 aprile, a cui seguirà una visita facoltativa al data center “Macrohard” di xAI a Memphis, nel Tennessee, il 23 aprile. Il 4 maggio è invece prevista una sessione virtuale per discutere di modelli finanziari con gli analisti di ricerca delle banche coinvolte nell’operazione. Gli operatori si aspettano una domanda robusta, proveniente tanto dagli investitori al dettaglio quanto da quelli istituzionali: i primi attratti dal marchio Musk, i secondi desiderosi di acquisire esposizione alle attività spaziali e satellitari in rapida crescita.

Starlink, il vero motore della valutazione

Gran parte del valore attribuito a SpaceX poggia sull’attività satellitare di Starlink, il sistema di comunicazioni che ha aperto gran parte della Terra a Internet a banda larga e che viene sempre più utilizzato anche in ambito militare e di difesa nazionale. “Starlink è l’unica ragione per cui questa valutazione è difendibile“, ha dichiarato senza mezzi termini Shay Boloor, responsabile della strategia di mercato presso Futurum Equities. Il servizio conta oggi oltre nove milioni di abbonati in tutto il mondo, con una base diversificata che include singoli consumatori, imprese, governi e agenzie di sicurezza nazionale statunitensi attraverso la variante Starshield. Questa combinazione di entrate ricorrenti, contratti governativi pluriennali e una rete dati proprietaria costituisce, secondo Boloor, il vero pilastro su cui poggia la tenuta della valutazione.

Sul piano finanziario, i numeri comunicati a gennaio da Reuters attraverso fonti interne confermano la solidità operativa dell’azienda: SpaceX avrebbe generato circa 8 miliardi di dollari di profitto netto su un fatturato compreso tra 15 e 16 miliardi di dollari nel corso dell’ultimo esercizio, con Starlink che contribuisce tra il 50% e l’80% delle entrate complessive del gruppo. L’azienda ha inoltre presentato richiesta di autorizzazione per lanciare fino a 1 milione di satelliti a energia solare progettati come centri dati orbitali ambendo così a posizionarsi come infrastruttura di intelligenza artificiale oltre i confini terrestri. Inoltre, la fusione con xAI potrebbe consentire a Musk di estendere l’infrastruttura AI nello spazio, un tema che ha rapidamente catturato l’attenzione di Wall Street in un momento in cui tutto ciò che è legato all’intelligenza artificiale contribuisce ad alimentare la ripresa dei titoli tecnologici e a sostenere le valutazioni di settore.

Amazon alla sfida con Globalstar: la battaglia per l’orbita bassa

Mentre SpaceX prepara il suo sbarco sui mercati, Amazon avanza sul fronte competitivo con una mossa che, se confermata, potrebbe ridefinire gli equilibri nell’industria delle telecomunicazioni satellitari. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il gruppo di Jeff Bezos sarebbe in trattative per acquisire Globalstar, operatore di comunicazioni satellitari in orbita terrestre bassa con sede a Covington, in Louisiana, noto per i servizi di voce, dati e tracciamento delle risorse offerti a imprese, enti governativi e consumatori. Le azioni di Globalstar hanno reagito con un rialzo del 24% nelle contrattazioni after-hours, portando la capitalizzazione di mercato ben oltre gli 8,81 miliardi di dollari registrati alla chiusura precedente, dopo un valore già più che raddoppiato nell’arco dell’ultimo anno. L’operazione si inserisce nella più ampia strategia di Amazon per rafforzare il proprio progetto Leo che prevede una costellazione di 3.200 satelliti, con 180 già in orbita, rivolta a clienti analoghi a quelli di Starlink: singoli utenti, aziende e governi. L’acquisizione di Globalstar fornirebbe ad Amazon un’infrastruttura satellitare già operativa, accelerando i tempi di competizione con Starlink, che gestisce oggi una rete di oltre 9.500 satelliti. Le trattative, tuttavia, restano in corso sui dettagli più complessi: un fattore che complica la negoziazione è la presenza di Apple come azionista di Globalstar con una quota del 20%, rendendo necessari negoziati paralleli anche con la società di Cupertino. Né Amazon né Globalstar hanno risposto alle richieste di commento.

Il fattore Musk: opportunità e incognite per gli investitori

La figura di Elon Musk rappresenta al tempo stesso il principale elemento di attrattiva e una delle variabili di rischio più discusse in vista della quotazione. Musk è oggi a capo di un impero industriale che comprende Tesla, SpaceX, xAI, Neuralink, The Boring Company e la piattaforma social X, con capitalizzazioni di mercato aggregate che superano abbondantemente i 1.000 miliardi di dollari. Un vero e proprio ecosistema economico, che ha preso il nome di Muskonomy, che pone qualche interrogativo su governance, sostenibilità finanziaria e rapporti con gli enti regolatori. “È comprensibile che gli investitori siano preoccupati dal fatto che Musk gestisca diverse imprese di rilievo, soprattutto considerando la sua immagine pubblica a volte controversa”, ha dichiarato Kat Liu, vicepresidente di IPOX.

Anche sul fronte della valutazione, gli analisti sottolineano la difficoltà intrinseca di attribuire un prezzo a un conglomerato così articolato. “Gli investitori potrebbero utilizzare un’analisi basata sulla somma delle parti, ma, come nel caso di Tesla, la valutazione di SpaceX potrebbe fluttuare notevolmente a seconda di quanto il pubblico creda nella visione di Musk”, ha osservato Angelo Bochanis di Renaissance Capital. I mercati, nel frattempo, hanno già anticipato il proprio giudizio: dopo la notizia del deposito riservato, i titoli del settore spaziale hanno registrato rialzi generalizzati, complice anche il tempismo con la missione Artemis II per la Luna.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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