Dopo aver presentato l’account teenager per ragazze e ragazzi, lanciato l’abbonamento a pagamento per togliere la pubblicità e testato l’opzione per resettare i contenuti suggeriti nel feed, Meta ha ufficializzato le sponsorizzate a tempo su Instagram e Facebook. Il gigante high-tech ha introdotto la novità in concomitanza con la riduzione del prezzo dell’abbonamento per le versioni senza pubblicità dei due social network. È una mossa per adattarsi alle norme del Digital Markets Act (DMA), il regolamento europeo sui mercati digitali che disciplina le politiche commerciali delle grandi piattaforme.
Cosa sono le sponsorizzate a tempo su Instagram e Facebook
Gli utenti europei che scelgono di usare Instagram e Facebook gratuitamente ma con gli annunci pubblicitari, vedono le classiche inserzioni basate su un numero minimo di dati personali (l’età, la posizione, il sesso, il modo in cui si interagisce con gli annunci) e la novità di pause pubblicitarie con annunci che non possono essere saltati: sono appunto sponsorizzate a tempo perché l’utente è “costretto” a guardare le video-inserzioni per un determinato periodo mentre scorre post e storie. Il modello è quello di YouTube con le sue campagne pubblicitarie non ignorabili.
Il risultato? Sembra di stare davanti alla televisione: la nuova funzione impedisce di skippare gli annunci pubblicitari e sottopone gli utenti a una sorta di intervallo come nella vecchia fruizione televisiva verticale. La pausa è segnalata dall’icona “Ad break”: un timer con conto alla rovescia che mostra quanto tempo manca per poter ricominciare a scrollare. Meta fa sapere che la pause pubblicitarie “sono un nuovo modo di vedere gli annunci” e che “a volte potrebbe essere necessario visualizzare un annuncio prima di poter continuare a navigare”. L’obiettivo è permettere agli inserzionisti di raggiungere una fetta più ampia di pubblico, tenuta fuori dagli annunci meno personalizzati.
Prima del lancio definitivo, la funzione è stata sperimentata su Instagram nel feed principale e non nei reel o nelle storie, dove gli annunci (abbastanza fastidiosi) sono frequenti ma ancora evitabili. “Ogni anno le aziende europee guadagnano 107 miliardi di euro di entrate grazie agli annunci personalizzati sulle nostre piattaforme, promuovendo la crescita economica e sostenendo i posti di lavoro – sottolinea Meta in una nota decisamente polemica con il regolamento comunitario –. Ogni euro speso per gli annunci produce 3,79 euro di ricavi per gli inserzionisti in Europa. Questo valore è disponibile solo attraverso la pubblicità personalizzata, ma è a rischio di declino perché se la regolamentazione dell’UE rende la pubblicità digitale meno efficiente, l’intera comunità imprenditoriale europea ne risente”.
Quanto costano gli abbonamenti a Instagram e Facebook
Con l’arrivo delle sponsorizzate a tempo, l’abbonamento per avere Instagram e Facebook senza pubblicità scende a 5,99 euro al mese sul web e a 7,99 euro mensili sui dispositivi iOS e Android. Ogni account aggiuntivo costa 4 euro o 5 euro, sempre a seconda del device con cui avviene l’acquisto. La riduzione del 40% del costo degli abbonamenti privi di pubblicità (in precedenza i prezzi erano di 9,99 euro e 12,99 euro) è stata un’esplicita richiesta del Digital Markets Act. Per bilanciare le perdite e mantenere attivo il giro d’affari degli spazi commerciali in Europa, Meta ha deciso di inserire gli annunci “meno personalizzati” che non possono essere skippati.
Non potendo contare sulla profilazione basata sui dati forniti dagli utenti al momento dell’iscrizione, Meta struttura le sue sponsorizzate a tempo esclusivamente sul contesto, cioè su quello che una persona sta vedendo in una particolare sessione su Instagram e Facebook. Gli annunci a tempo che obbligano l’utente alla visualizzazione per alcuni secondi, risultano quindi “meno rilevanti per gli interessi” delle persone iscritte ai social. In questo modo, però, chi naviga sulle due piattaforme di Meta può preservare maggiormente la propria privacy, fornendo meno dati possibili sul proprio conto. Le sponsorizzate a tempo sono dunque il frutto del compromesso raggiunto: maggiore riservatezza in cambio di pubblicità non skippabile, meno personalizzata e poco interessante.









