Staking criptovalute: come funziona l'imposta e quali tasse pagare
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Staking criptovalute: come funziona l’imposta e quali tasse pagare

Staking criptovalute: come funziona l'imposta e quali tasse pagare

Lo staking, ossia il meccanismo che sfruttano le criptovalute basate sul protocollo “proof of stake” per verificare e convalidare le transazioni di blocco eseguite e che consente ai possessori di una crypto di guadagnare ricompense, è soggetto a tassazione come reddito di capitale, ai sensi dell’articolo 44 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). Di conseguenza, la remunerazione per lo svolgimento delle attività di staking è tassata al 26%: lo conferma l’Agenzia delle Entrate, che smentisce chi associava questo processo ai redditi diversi, quelli “derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente” in quanto attività di cyber security e regolati dall’articolo 67 del TUIR.

In attesa di una normativa precisa, fino ad oggi c’era stata assenza totale di un dettagliato quadro fiscale in merito alle attività di staking. Sono in molti a chiedersi quale sia l’imposta di riferimento per le remunerazioni che le società intermediarie specializzate ricevono per aver assicurato la correttezza delle operazioni di verifica e convalida delle crypto. La risposta arriva dall’interpello n. 956-771/2022 della Direzione Centrale Piccole e Medie Imprese dell’Agenzia delle Entrate in risposta all’istanza di una start-up umbra che opera nel settore blockchain.

L’Agenzia ribadisce innanzitutto che le operazioni di compravendita di criptovalute sono soggette alle imposte dirette e che alle operazioni in valuta virtuale si applicano le norme che disciplinano i redditi derivanti dalle operazioni in valuta estera tradizionale, come già chiarito nella risposta n. 788/E/2021 e nella Risoluzione n. 72/E/2016. Non si applica l’IVA per i servizi di exchange (l’acquisto e la vendita di valute virtuali) e per l’attività di wallet (la gestione del portafoglio delle chiavi crittografiche) trattandosi di “operazioni connesse con le operazioni di compravendita di criptovalute”.

 

Staking criptovalute: come funziona l’imposta sullo staking

Quanto allo staking, gli interessi e i proventi derivano, come specificato, dall’impiego di capitale. Il riferimento per determinare l’imposta sulle eventuali plusvalenze è l’articolo 67, comma 1-ter del TUIR per le valute estere: l’aliquota è quella del 26% con ritenuta alla fonte, ma soltanto se i proventi derivano da una cessione a titolo oneroso di valute detenute su conti correnti e depositi con giacenza media superiore, al cambio del 1° gennaio e per almeno sette giorni lavorativi consecutivi, a 51.645,69 euro. L’imposta sostitutiva deve essere effettuata dalla società intermediaria che offre l’infrastruttura informatica, che quindi opera da sostituto d’imposta.

Le Entrate definiscono un reddito di capitale (e non redditi diversi) l’attività di staking per la “validazione diffusa” nell’ambito dei processi blockchain: di fatto, un interesse attivo. Il soggetto che non opera tramite intermediari italiani che effettuano ritenuta, è quindi tenuto a quantificare e tassare le plusvalenze nella propria dichiarazione dei redditi. Dunque, riepilogando la precisazione dell’Agenzia delle Entrate: l’attività di staking di criptovalute è tassata come reddito di capitale e non come reddito diverso e su di essa si applica una tassazione del 26%, anziché quella in base alle aliquote personali crescenti.

Va ricordato, infine, che non tutte le criptovalute utilizzano il più veloce ed economico meccanismo “proof of stake”. Le crypto più diffuse che lo usano sono ADA (Cardano), AVAX (Avalanche) e SOL (Solana) ed entro la fine del 2022 anche Ethereum 2.0 di Ether. Bitcoin, invece, si basa su un modello “proof of work”. Negli Stati Uniti la questione dei rendimenti simili agli interessi guadagnati attraverso lo staking è stata sottoposta al Tribunale tributario distrettuale del Tennesse, come abbiamo già segnalato qui. Il caso in questione, Joshua Jarrett v. United States, e le sue implicazioni sono state analizzate da Tom Geraghty e Kali McGuire in questo paper.

 

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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