Un gruppo di dipendenti ed ex dipendenti di Snap, una delle app social più famose ed utilizzate per la condivisione di foto e video temporanei, ha lanciato Ghost Angels, un fondo Vc che finanzia startup e nuove imprese in fase early stage. Fondato nel 2025 e lanciato nel maggio 2026, il veicolo è guidato da Max Rivera, ex responsabile dell’espansione globale di Snapchat e attuale agency partnerships manager di Microsoft AI.
Dal 2019 Rivera è angel investor in oltre venti startup AI e software nei settori consumer, fashion tech, neurotech, cybersecurity e B2B. Con il progetto Ghost Angels, ha voluto radunare ex colleghe e colleghi di Snap per finanziare quelle realtà che stanno immaginando i social network del futuro: meno media generalisti per un pubblico di massa e il puro intrattenimento, più universi digitali immersivi cuciti su misura sulle passioni specifiche degli utenti.
In questo articolo:
- Cos’è Ghost Angels, il fondo Vc degli ex Snap
- I finanziamenti alla Nex Gen dei social network
- Chi c’è nel portfolio del fondo di venture capital
- Il futuro è nella rete chiusa: il modello Mozi
Cos’è Ghost Angels, il fondo Vc degli ex Snap
Ghost Angels è un fondo di venture capital che investe nelle fasi pre-seed e seed, fornendo il primo capitale di rischio a startup dell’intelligenza artificiale nei settori social media, tech e consumer, realtà dietro strumenti creativi generativi che vanno dalla musica ai videogiochi, dallo sport alla moda. Il veicolo è composto da angel investors che supportano aziende e creator digitali in fase embrionale o pronti ad entrare nel mercato, con idee di business originali e innovative nei primi stadi di sviluppo o con un modello affinato.
“Il nostro gruppo è multidisciplinare e vanta una vasta esperienza nel settore delle Big tech e delle principali società di intelligenza artificiale – si legge sul profilo LinkedIn di Ghost Angels –. Offriamo ai founders un sostegno che va ben oltre il semplice finanziamento”. Non a caso la maggior parte delle persone coinvolte nel progetto sono ex dipendenti di Snap, affiancati da professionisti di diversi ambiti che conoscono molto da vicino l’evoluzione che stanno vivendo i social network.
Insieme a Rivera, sono presenti nel team Alexandra Levitt (direttrice dello sviluppo aziendale della piattaforma di content marketing Grapevine, fresca di acquisizione da parte di New Engen), Maeve Delahunt (ex Snap, founding partner del programma di mentorship Kind/Red), Will Wu (ex vicepresidente di prodotto di Snap) e Craig Gray, attuale responsabile delle partnership strategiche di Snap. I dipendenti sono una ventina: una struttura snella per scelte operative consapevoli, agili e veloci.
I finanziamenti alla Nex Gen dei social network
L’obiettivo di Ghost Angels è sostenere l’evoluzione delle piattaforme digitali e la next generation dei social network: quelli AI-based che forniranno esperienze di intrattenimento interattivo all’interno di ecosistemi iper-personalizzati, basati sull’autenticità e focalizzati su passioni condivise. Il format del futuro supererà il modello dei feed e si concentrerà su community di nicchia, per esperienze sempre più spontanee, coinvolgenti e immersive.
I progetti più innovativi arrivano da startup che integrano funzionalità ibride e funzionano su nuovi processi di gestione. “Stiamo assistendo alla sperimentazione di diversi modelli di monetizzazione che vanno oltre la pubblicità, con abbonamenti, modelli basati su token e sull’utilizzo, o persino sui risultati – ha spiegato Max Rivera in un’intervista concessa a TechCrunch –. Anche i founders sono sempre più in prima linea, con una strategia di go-to-market founder-led come pilastro fondamentale”.
Rivera ha sottolineato che una delle tendenze più significative che ha notato sulla Nex Gen dei social media è la separazione tra social e media. Presto si passerà dalle attuali piattaforme generalizzate che si reggono sulla pubblicità, con l’algoritmo che guida i contenuti e i consigli e un’impostazione passiva per l’utente fatta di like e follow, a luoghi progettati per interagire con persone che si conoscono davvero.
Chi c’è nel portfolio del fondo di venture capital
Ghost Angels non ha ancora rivelato l’ammontare dei fondi raccolti finora, ma i responsabili hanno fatto sapere di aver già investito in cinque aziende. Il capitale restante verrà impiegato entro il prossimo anno in almeno altre quindici startup. Nel portfolio del fondo spicca un nome: quello di Mozi, il progetto fondato dall’ex amministratore delegato di Twitter Evan Williams e dall’imprenditrice e produttrice Molly DeWolf Swenson, vincitrice di un Emmy con il documentario breve Body Team 12 di David Darg.
Mozi è un social network privato definito Irl: in real life. L’applicazione è progettata per incoraggiare gli utenti a incontrarsi di persona nella vita reale: i contenuti da condividere non sono post, foto e video ma spostamenti, viaggi e programmi futuri. Non si mettono like, non si seguono pagine, non ci sono follower né influencer: su Mozi si è in contatto soltanto con le persone che si conoscono veramente.
Il futuro è nella rete chiusa: il modello Mozi
Williams ha raccontato su Medium che l’idea di Mozi gli è venuta quando stava organizzando una lista di persone da invitare alla sua festa di compleanno e si è reso conto che “nessun social network online rispecchiava le mie relazioni nella vita reale”. Da qui è arrivata l’intuizione di costruire “una mappa delle persone che conosciamo davvero e degli strumenti per rafforzare questi rapporti”.
Le informazioni vengono condivise solo con i contatti personali: è il concetto della rete chiusa. L’applicazione ti avvisa quando nello stesso posto in cui ti trovi (una città, un concerto, un festival, un evento qualsiasi) c’è qualcuno che conosci e che hai piacere a incontrare: persone che altrimenti non si incontrerebbero perché non sapevano di trovarsi nello stesso posto. Come ha spiegato Williams, grazie a Mozi e ai social del futuro “la vita diventa più ricca e connessa, anche con pochi amici sull’app”.









