Secondo trimestre Usa: il Pil rallenta ma supera le attese
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STATI UNITI, IL PIL RALLENTA MA CONTINUA A CORRERE

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+2,1% nel II trimestre a fronte dell’1,8% stimato dagli analisti. Rivisto il Pil 2018: target del 3% fallito

Rallenta ma continua a correre l’economia americana. Che non riesce a sostenere i ritmi dei primi tre mesi dell’anno, +3,1%, ma supera le attese degli analisti che avevano previsto una crescita dell’1,8%. Il Pil Usa rilevato dal dipartimento del commercio, dato preliminare annualizzato, è invece pari a +2,1%. Una frenata dovuta sostanzialmente al crollo delle esportazioni e alla riduzione delle scorte, mentre consumi delle famiglie e spesa pubblica sono aumentati a ritmi più rapidi. Quello del secondo trimestre 2019 è il dato più debole degli ultimi due anni. E si affianca a quella che è un’altra notizia importante che riguarda il Prodotto Interno Lordo degli Stati Uniti.

RIVISTO IL PIL DEL 2018, TARGET DEL 3% FALLITO
Il dipartimento infatti ha pubblicato una revisione dei conti nazionali degli ultimi 5 anni: emerge che l’amministrazione Trump, nel 2018, ha fallito il target di crescita dell’economia americana del 3%, che poi è anche l’obiettivo del 2019. Il Pil Usa è cresciuto del 2,5% nel quarto trimestre del 2018 rispetto all’anno precedente, e non del 3% come inizialmente indicato. E’ un record negativo: dal 2005 non era mai successo che la crescita americana avesse fallito il superamento della soglia del 3%. Rivisto al rialzo invece il dato del 2017: +2,8% in quello che è stato il primo anno di presidenza di Donald Trump.

SERIE STORICA
Il secondo trimestre 2018 è il migliore degli ultimi 5 anni: +4,2%. Negativi i primi tre mesi del 2015: -0,2%. Dal 1947 al 2019 la media del tasso di crescita del Pil negli Stati Uniti è pari al 3,21%. Il massimo storico è stato raggiunto nel primo trimestre del 1959: +16,7%. Per il minimo bisogna risalire al primo trimestre del 1958: -10%.

REAZIONE DEL MERCATO
La pubblicazione dei dati sul Pil Usa è avvenuta un’ora prima dell’apertura di Wall Street. In avvio di seduta le borse americane hanno mostrato prudenza, anche in virtù del raffreddamento delle aspettative nei confronti della Fed e di un suo intervento energico nel taglio dei tassi di interesse, atteso per la fine del mese. Sul mercato europeo poco movimentato il cambio euro dollaro, che tratta fra 1,112 e 1,115.

 

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