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Stellantis: immatricolazioni in rialzo a gennaio, azione verso i 15 euro?

Un'autoveicolo sportivo Alfa Romeo sfreccia su una strada

Il nuovo anno si è aperto bene per Stellantis che a gennaio ha registrato un incremento delle immatricolazioni del 12,3% rispetto allo stesso periodo del 2022, a quota 43.342 unità. Nonostante il buon dato la quota di mercato del costruttore italo-francese è scesa dal 35,8% al 33,9%. Tra i modelli più venduti spicca la Fiat Panda con 10.585 nuove immatricolazioni, seguono a distanza Jeep Renegade con 4.348 e Lancia Ypsilon con 3.582, mentre la Fiat 500 si è fermata a 3.119 autovetture vendute.

Ottimi i risultati di Alfa Romeo per quanto riguarda i singoli marchi, pur all’interno di un volume limitato di vendite. Il marchio sportivo ha registrato un incremento delle immatricolazioni del 156% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Bene anche Jeep con +45,5%. Le cattive notizie sono arrivate invece dal mercato francese dove Stellantis ha registrato una riduzione dei volumi di vendita dell’11%, in scia alla debolezza di Citroen (-27%) e di Peugeot (-14%).

 

Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative

È una giornata all’insegna degli acquisti quella odierna per il titolo Stellantis, che in questo modo dà seguito alla figura di engulfing rialzista formatosi nella seduta di martedì scorso. Grazie all’impostazione rialzista di tutti gli indicatori le attese nel breve sono per una continuazione del movimento che dovrebbe spingere i corsi verso le forti resistenze e top di agosto 2022 situati sulla soglia dei 15 euro. Dal punto di vista operativo l’eventuale break di queste aree andrebbe a rafforzare la struttura grafica dell’azione, aprendo la strada a ulteriori apprezzamenti dei corsi verso 15,50 euro e successivamente in direzione dei 16,30-16,40 euro.

Al contrario segnali di debolezza si avrebbero solo con discese dei prezzi sotto i minimi settimanali situati a 13,80 euro, dove transita anche l’indicatore daily del Supertrend. L’eventuale perdita di questi sostegni aprirebbe la strada a una fase correttiva più decisa che avrebbe un primo target sui 13,45 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo, e a seguire in direzione dei minimi di dicembre 2022 posti nelle vicinanze dei 13 euro. Fondamentale nel caso sarà la tenuta di questi ultimi livelli, per evitare un ulteriore fase di vendite che avrebbe come obiettivo i minimi di ottobre 2022 situati in area 12 euro.

 

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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