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Stellantis: la gigafactory spingerà al rialzo le azioni?

Stellantis: la gigafactory spingerà il titolo sopra le resistenze?

In una seduta che a Milano vede il FTSE Mib in ribasso di circa un punto percentuale, soffrono le azioni Stellantis. Le quotazioni del titolo della casa automobilistica non beneficiano così di alcune buone notizie arrivate nelle ultime ore. Andiamo a vedere di cosa si tratta.

Stellantis ha confermato il suo impegno nel nostro Paese, tramite l’investimento di Automotive Cells Company, per lo stabilimento di batterie a Termoli. Insieme ai partners TotalEnergies, Saft e Mercedes Benz l’obiettivo è di trasformare l’attuale fabbrica in una nuovo impianto dedicato alla produzione di celle per gli accumulatori delle auto elettriche. Nello specifico i vari partners si sono impegnati a portare la capacità industriale di Acc ad almeno 120 gigawatt entro il 2030 e allo stesso tempo ampliare lo sviluppo e la produzione di celle e moduli per batterie ad alte prestazioni di nuova generazione.

Tutto questo dovrebbe posizionare Automotive Cells Company come leader europeo nel settore e allo stesso tempo confermare quanto detto dal Governo alcune settimane, che è quello di sostenere Stellantis nella sua trasformazione in un’azienda di tecnologie dedicate alla mobilità sostenibile. Sul fronte dell’alimentazione delle auto elettriche, ricordiamo che la fabbrica per le batterie di Termoli sarà una delle tre che Stellantis conta di avere in Europa. Le altre due si troveranno in Francia e in Germania.

 

Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi del grafico del titolo. Se il 2021 era stato caratterizzato da un forte trend rialzista, il nuovo anno si è aperto all’insegna della correzione per le azioni Stellantis, con i prezzi che sono passati dai 19,25-19,35 euro ai 12,15 euro toccati il 7 Marzo.

Il recupero che è partito da questa fascia di prezzi, che è stato letto come un normale rimbalzo tecnico, si è spento a contatto con le forti resistenze ed ex supporti situati sulla soglia dei 15 euro; dal punto di vista operativo sarà quindi con il break di questi livelli che si avrebbe un segnale di forza che darebbe continuazione al trend di breve in direzione dei prossimi target rialzisti posti nei pressi dei 16 euro e a seguire 16,25-16,30 euro. Al contrario il mancato superamento dei 15 euro potrebbe dare il via ad una nuova fase di debolezza con discese verso i 14,20 euro e a seguire 13,70 euro; solo in caso di rottura di quest’ultimi sostegni il titolo andrebbe a rimettere sotto pressione i minimi degli ultimi 12 mesi in area 12,15 euro.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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