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Stellantis: più lontana dall’Italia, più in alto in Borsa

L'immagine mostra la catena di montaggi di uno stabilimento Stellantis all'estero. In primo piano una Jeep

Il flusso di notizie e polemiche su Stellantis nel corso dei primi due mesi del 2024 è stato intenso. Dalle accuse del governo di voler abbandonare l’Italia, agli accordi in Cina per la produzione di auto elettriche, fino ai risultati trimestrali e ai dati di vendita. Nulla di tutto ciò ha turbato il rally di Borsa delle azioni Stellantis.
Sul FTSE Mib il titolo della casa automobilistica nata dall’unione di FCA con Peugeot ha raggiunto i nuovi massimi storici a 24,55 euro, guadagnando nel solo mese di febbraio quasi 20 punti percentuali. Da inizio 2024 il rialzo di Stellantis è del 16% alla rilevazione delle ore 10:00 del 23 febbraio.

 

Utili record nel 2023 e dividendi in aumento

I risultati di Stellantis, pubblicati a metà mese, hanno evidenziato risultati record. I ricavi si sono attestati a 189,5 miliardi di euro, in crescita del 6%, con 6,2 milioni di veicoli consegnati (+7%) e un utile netto di 18,6 miliardi di euro in aumento dell’11%. In crescita anche l’utile operativo a 24,3 miliardi di euro con un più contenuto 1%, mentre sui margini ha pesato lo sciopero di sei settimane negli USA di metà anno per il rinnovo del contratto.

In questo contesto prosegue l’aumento della remunerazione degli azionisti della casa automobilistica, sia mediante la distribuzione di dividendi che tramite riacquisto di azioni sul mercato. In particolare, i dividendi sono passati da 2,9 miliardi nell’anno della fusione tra Peugeot ed FCA a 3,3 miliardi nel 2022, 4,2 miliardi nel 2023 e 4,8 nel 2024 quando verrà distribuito un dividendo di 1,55 euro per azione. Per quanto riguarda i buyback, il Consiglio di amministrazione ha approvato un ulteriore riacquisto di azioni proprie, dopo quelli degli anni passati, per 3 miliardi di euro.

 

La Cina si avvicina a Mirafiori

Nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, ha annunciato che Leapmotor potrebbe produrre i suoi veicoli elettrici destinati al mercato europeo nello stabilimento di Mirafiori. La produzione dovrebbe partire nel 2026. Con Leapmotor il gruppo automobilistico italo-francese ha siglato un accordo nell’ottobre scorso che prevede l’acquisizione da parte di Stellantis del 21% del gruppo cinese al fine di creare una joint-venture con sede in Olanda.

Una mossa tesa a calmare gli animi in Italia, con il governo e i sindacati che assistono allo spopolamento produttivo delle fabbriche italiane a favore di produttori esteri più convenienti (Polonia, Spagna, Serbia, Marocco) o della Francia, presente con un rappresentate governativo all’interno del Cda della compagnia automobilistica. E se il governo Meloni “minaccia” di entrare nel capitale del gruppo, Tavares batte cassa sugli incentivi, in particolare a favore delle auto elettriche, a suo giudizio trascurate in Italia.

 

L’analisi tecnica e le strategie operative sulle azioni Stellantis

Nonostante le tensioni sindacali e con il governo italiano, il mercato preferisce guardare ai risultati e ha premiato l’azione con nuovi record storici e un rialzo del 16% da inizio anno. Gli analisti mantengono giudizi positivi sull’azione. Il consensus di Bloomberg vede una preponderanza di giudizi “buy” (76,9%), con un 14,7% di “hold” e un 8,8% di “sell”. Il target price medio si posiziona a 26,99 euro, contro la chiusura di contrattazioni a 24,23 euro del 22 febbraio.

Meno certo appare il quadro restituito dalla stagionalità, calcolata con lo strumento Forecaster. Nell’arco del mese che da oggi porta al 24 marzo prossimo, le statistiche a 5 e 10 anni evidenziano una perdita di valore per l’azione. In particolare, posizioni long avrebbero avuto successo in tale arco temporale solo nel 40% dei casi (sui 5 anni) e nel 50% dei casi (sui 10 anni). Le performance realizzate sarebbero state pari rispettivamente a 2,4% e 7,3%. Il quadro, c’è da dire, è migliore sulle brevi distanze, ossia sull’arco dei 3 anni. L’indicatore di velocità, ulteriore strumento fornito da Forecaster, non evidenzia peraltro criticità nel trend rialzista del titolo mentre una leggera sopravvalutazione, a livello di analisi fondamentale, viene evidenziata dagli indicatori del Discounted Cash Flow e di Peter Lynch.

Il quadro tecnico su grafico settimanale è rialzista, con l’indicatore RSI in area di ipercomprato ma senza evidenza di andamenti divergenti con il prezzo dell’azione. I volumi sono cresciuti nel corso dell’ultimo rialzo che potrebbe continuare fino alla parte alta del canale ascendente di lungo periodo tracciabile a partire dal supporto dinamico che unisce i minimi del 20 marzo 2020 e dell’8 luglio 2022. In base a questa osservazione Stellantis potrebbe allungarsi fino a quota 26 euro prima di prendere fiato. Solo con un ritorno sotto 23,30 euro, sul fronte opposto, il quadro grafico di breve periodo subirebbe un primo deterioramento.

L'immagine mostra il grafico a candele settimanali di Stellantis che ha raggiunto nei giorni scorsi i nuovi record storici
L’andamento di Stellantis. Grafico settimanale. Fonte: Bloomberg

Azioni Stellantis: le strategie operative con i Certificati Turbo24 di IG

Chi propendesse per la possibilità di una nuova estensione di Stellantis verso i 26 euro potrebbe valutare un ingresso su prese di beneficio fino a 24 euro. Lo stop loss potrebbe essere posizionato a 23,30 euro. Per questo tipo di operatività può essere utilizzato un Certificato Turbo24 di IG con facoltà long su Stellantis che abbia il livello di Knock-Out (KO) inferiore alla zona scelta per lo stop loss indicato.

Nel dettaglio, il Certificato Turbo24 Long con ISIN DE000A23L8E4 propone un livello di KO a 15,3735 euro e leva 3. Per trovare la corretta size di ingresso a mercato, ricordiamo di controllare il moltiplicatore, sotto la voce info. L’ammontare massimo che si potrà perdere non supererà in ogni caso l’investimento iniziale: perché ciò accada le quotazioni di Stellantis dovranno raggiungere il livello di KO del Certificato.

 

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