Stellantis riorganizza il management in un clima difficile, con le pressioni del governo italiano affinché l’azienda chiarisca la sua posizione in Italia e il preoccupante rallentamento delle vendite che ha indotto la società ad annunciare un profit warning la scorsa settimana. L’obiettivo del rimpasto ai vertici è quello di rilanciare un business che sta perdendo rapidamente quota, mentre la concorrenza cinese sul fronte delle auto elettriche si fa sempre più insidiosa. “In questo momento darwiniano per l’industria automobilistica, il nostro dovere e la nostra responsabilità etica sono di adattarci e prepararci per il futuro, agendo meglio e più velocemente dei nostri concorrenti, in modo da offrire una mobilità sostenibile, sicura e accessibile”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, nel comunicato relativo ai cambi di management. La proprietà dell’azienda franco-italiana intanto, sta cercando un sostituto per lo stesso amministratore delegato portoghese, il cui mandato scade a inizio 2026. Al riguardo è stato istruito un processo formale guidato dal Comitato speciale del Consiglio di amministrazione, presieduto da John Elkann, che dovrà decidere entro il quarto trimestre 2025.
Stellantis: ecco cosa cambia nel management
Il cambiamento più significativo a livello manageriale è la sostituzione del direttore finanziario Natalie Knight, che lascerà l’azienda dopo un anno e tre mesi. La manager era stata la prima ad avvertire del deterioramento del business e delle aspettative, in occasione di una telefonata con gli analisti il 30 aprile. Da quel momento le azioni Stellantis hanno accelerato il calo in Borsa, intensificatosi con il profit warning dell’inizio della scorsa settimana. L’azienda ora si aspetta un margine operativo per il 2024 compreso tra il 5,5% e il 7%, in netta riduzione rispetto alla precedente stima del 10%. Inoltre la cassa subirà deflussi tra i 5 e i 10 miliardi di euro, mentre in precedenza si attendeva un flusso positivo. Il posto di Knight verrà preso da Doug Ostermann, che vanta un’esperienza quasi ventennale nel settore automobilistico e finanziario. In precedenza è stato direttore operativo di Stellantis China.
Antonio Filosa manterrà la carica di a.d. del marchio Jeep, ma nel contempo sostituirà Carlos Zarlenga come direttore operativo per il Nord America. Zarlenga però non lascerà l’azienda, in quanto ha contribuito in passato alle ottime performance di Stellantis in Sud America con l’aumento di ricavi, qualità e quota di mercato. Quindi si attende un ulteriore annuncio della società per la designazione di un prossimo incarico.
Jean-Philippe Imparato conserverà il ruolo di amministratore delegato di Pro One e viene nominato direttore operativo di Enlarged Europe succedendo a Uwe Hochgeschurtz. Quest’ultimo abbandonerà l’azienda. Imparato ha alle spalle quasi 34 anni di esperienza nella gestione di brand, business unit e reti commerciali maturata all’interno dell’azienda e avrà un ruolo chiave in un periodo critico della transizione energetica.
Gregoire Olivier terrà la carica di liaison officer di Leapmotor, alla quale si aggiunge il ruolo di chief operating officer per la Cina grazie, alla sua conoscenza ed esperienza maturata nel mercato cinese. Santo Ficili viene nominato a.d. di Maserati e Alfa Romeo e membro del Top executive team, sfruttando la sua vasta conoscenza del settore automobilistico e delle attività commerciali.
“I nuovi membri del leadership team contribuiranno alla determinazione di tutta la squadra nell’affrontare le sfide future, rafforzando e accelerando il nostro percorso di trasformazione per diventare la mobility tech company di riferimento”, ha dichiarato Tavares. Mentre il presidente Elkann ha precisato come il Cda abbia votato all’unanimità il cambiamento del management e il supporto a Tavares. “Siamo fiduciosi che i passi intrapresi per semplificare l’organizzazione rafforzeranno la nostra squadra di vertice che è impegnata a riportare le performance della società ai vertici del settore”.
Quanto realmente inciderà questa riorganizzazione sulle sorti di Stellantis? Secondo Tom Narayan, analista di RBC Capital Markets, il problema vero attiene alle sfide che il gruppo dovrà affrontare in merito ai prezzi aggressivi in Nord America e alle elevate scorte. “Non è chiaro come questi cambiamenti di gestione invertiranno le tendenze, anzi aggiungeranno ulteriore incertezza per le prospettive di Stellantis”, ha detto.
Le pressioni del governo
Oggi intanto Tavares è atteso di fronte alla Commissione per le attività economiche del Parlamento italiano per fare chiarezza sui piani dell’azienda in Italia. Stellantis prevede che quest’anno la produzione nel Belpaese scenda sotto 500 mila unità, rispetto a una quota di 751 mila del 2023. All’interno della maggioranza che appoggia il governo Meloni c’è fermento, perché alcuni partiti spingono affinché venga convocato un vertice con l’azienda per definire alcuni aspetti roventi. Da oltre un anno i colloqui svoltisi in un clima teso non hanno portato a nulla, se non ad alimentare ulteriori attriti. Palazzo Chigi vorrebbe che le auto prodotte in Italia superassero 1 milione di unità, cifra vista l’ultima volta nel 2017. Le posizioni su questo punto restano però molto distanti.









