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Sterlina d’oro: storia e quotazioni

La sterlina d'oro con Giorgio III sul fronte e San Giorgio sul rovescio

La sterlina d’oro è la sovrana delle monete da collezione e soprattutto da investimento. Non solo come classico regalo di battesimo ed elemento decisivo per la diversificazione del portafoglio, ma per la storia che si porta alle spalle: oltre 500 anni di re e regine che hanno seduto sul trono del regno britannico. Per altro, la sovrana ha avuto numerose imitazioni, da quella di Fiandra coniata nel Brabant e diffusa in Austria nei Seicento a quella milanese emessa con la Restaurazione per il regno Lombardo-Veneto. Ma nessuna ha mai raggiunto lo splendore (e le valutazioni di mercato) di quella inglese.

 

Sterlina d’oro, la storia della sovrana originale

La gold sovereign esiste in svariate tipologie che comunemente si dividono in vecchio conio e nuovo conio. La data spartiacque è il 1957: le sterline d’oro coniate prima di questo anno sono di vecchio conio, quelle che vengono dopo e presentano l’effige di Elisabetta II sono di nuovo conio. Le prime sovrane della storia risalgono al 1489: le fa emettere Enrico VII, il loro valore nominale è di 20 scellini, pesano 240 grani o mezza oncia troy (15,6 grammi), sono d’oro a 23 carati (purezza al 96%) e poi a 22 carati (92% in purezza), per quello che diventa lo standard o crown gold. Anche il peso diminuisce nel corso del tempo fino agli attuali 7,98 grammi di peso e 2,2 cm di diametro.

La coniazione continua sotto i successori di Enrico VII. Particolarmente significative sono le monete d’oro di Giacomo I e Carlo I dette unite, per simboleggiare l’unione dei due regni di Scozia e d’Inghilterra. La sovrana ha una battuta d’arresto che dura più di cent’anni quando, nel 1663, Carlo II sostituisce la gold sovereign con la ghinea (guinea in inglese). La produzione della sterlina d’oro riprende nel 1817 sotto Giorgio III sulla scia delle guerre napoleoniche: quella con San Giorgio che uccide il drago sul rovescio, nel design inciso da Benedetto Pistrucci, diventa la prima sovrana battuta dalla Royal Mint di Londra in concomitanza con l’ingresso del Regno Unito nel gold standard. Oltre alla sovrana, la Zecca conia anche la quintupla sovrana (da 5 sterline), la doppia sovrana (da 2 sterline), la mezza sovrana (da 10 shilling) e il quarto di sovrana, la moneta più piccola da 5 scellini.

Quando il Regno Unito esce dal gold standard, la produzione di sterline d’oro diminuisce e rimane attiva soltanto tra l’Australia, l’India, il Canada e il Sudafrica. La ripresa avviene nel 1957 e dura fino ai nostri giorni, rigorosamente per investitori e collezionisti. In tal senso, dopo la scomparsa di Elisabetta II presente su queste monete dal 1953, ovvero l’anno della sua incoronazione, è molto attesa la prima sovereign di Carlo III. Nel frattempo, la sovrana commemorativa del 2022, con il ritratto del re opera dello scultore Martin Jennings, è in vendita sul sito della Royal Mint.

The Memorial Sovereign 2022 con re Carlo III
The Memorial Sovereign 2022 con re Carlo III (foto: The Royal Mint)

 

Sterlina d’oro, quotazioni e valore

Naturalmente le sterline d’oro antiche del vecchio conio hanno una rarità diversa da quelle del nuovo conio, sempre in base al loro stato di conservazione. Tuttavia, le sterline pre-1957 di norma valgono meno di quelle post-1957 perché il loro valore è dato esclusivamente dal peso e dalla quantità d’oro presente nella moneta. Non mancano però pezzi dall’elevato valore numismatico. Ad esempio una delle più rare è quella di Giorgio III: le monete del periodo tra il 1817 e il 1820 superano i 2.000 euro di valore, quelle d’oro proof anche di più. Molto ricercate sono pure le sovrane del 1827 e del 1828 con Giorgio IV. Non sono da meno le sovereign vittoriane: la doppia sovrana del 1893 con la regina Vittoria anziana e velata è quotata sui 1.500 euro.

La serie con Elisabetta II, rimasta sul trono per più di 70 anni, è quella di cui c’è maggiore disponibilità sul mercato. La quotazione di base corrisponde al valore dell’oro che contiene, con alcune eccezioni per le monete numismatiche. In media, le loro quotazioni si aggirano tra i 400 e i 500 euro. Hanno particolare valore le tre sterline d’oro per le celebrazioni del giubileo d’oro, di diamante e di platino della sovrana, emesse nel 2002, 2012 e 2022 con un disegno diverso sul retro. In questo caso, le quotazioni arrivano fino a 900 euro. La sterlina d’oro commemorativa del 2022 con Carlo III è venduta dalla Royal Mint a 129,64 sterline (149,03 euro). Va ricordato che grazie allo status di investment grade, la sterlina d’oro commemorativa è esente da IVA sia in Inghilterra che in Italia.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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