La storia di Steve Parish, il chairman del Crystal Palace, è un unicum nel calcio moderno. Imprenditore nel settore pubblicitario ed esperto di marketing, è tifoso prima che presidente e co-proprietario. Da quando è alla guida dello storico club fondato nel 1905, sta cercando di imprimere un cambio di mentalità ad un ambiente che ha vissuto oltre un secolo di saliscendi ed è ancora legato ai risultati degli anni Novanta, quando le Aquile guidate dal bomber Ian Wright sono riuscite ad agguantare un terzo posto e una finale di FA Cup. Mentalità vincente, senso di appartenenza e attaccamento alla maglia: sono questi gli ingredienti di un manager dal passato davvero singolare.
Chi è Steve Parish, il chairman del Crystal Palace
Classe 1965, nato e cresciuto a Forest Hill, Parish studia alla Colfe’s School di Horn Park, ma lascia la scuola a soli 18 anni e comincia la carriera lavorando nel campo della computer grafica. Il successo arriva quando acquisisce una quota e poi la maggioranza di Adplates Ltd e trasforma la piccola società londinese in Tag, agenzia globale di marketing e pubblicità presente in 19 Paesi, con oltre 2.500 impiegati e un fatturato annuo di oltre 180 milioni di sterline.
Nel 2011 Parish vende Tag a Williams Lea, brand del gruppo Deutsche Post DHL, per circa 150 milioni di sterline: con quei soldi corona il suo sogno, l’acquisto del Crystal Palace, la sua squadra del cuore da quando era piccolo. Oltre agli affari e al calcio, l’imprenditore diventa un volto noto al grande pubblico nel 2017, quando entra come “Drago” nel cast della versione britannica del reality show Dragons’ Den, il primo business format al mondo in cui gli imprenditori concorrenti propongono idee, prodotti o servizi innovativi ad un gruppo di esperti businessman.
Da quanto tempo gravita nel calcio
Parish è un appassionato di football sin da bambino: è uno dei pochi presidenti-tifosi della Premier League. Il suo approdo al Palace risale al giugno 2010, ma nonostante sia diventato chairman continua ad andare in trasferta con lo stesso gruppo di tifosi con cui si imbarcava in giro per gli stadi inglesi quando era un semplice fan degli Eagles.
Parlando al Telegraph del caso della Superlega, la competizione a numero chiuso alternativa alla Champions League fuori dall’egida di FIFA, UEFA e leghe nazionali, l’imprenditore ha definito il progetto “svilente”: “Mi scoraggia molto che queste persone abbiano dimenticato da dove vengono e abbiano dimenticato che non sono sempre stati i club più grandi. E il concetto che prendi qualcosa che è, nel suo cuore, una competizione e crei dei parametri artificiali per cambiarla”.
Quanto ha investito negli Eagles
Inizialmente Parish non vuole acquistare la società. Il club è però sull’orlo del fallimento e a rischio liquidazione. Messo alle strette da amici e supporter, il manager concorda l’uscita del precedente proprietario Simon Jordan e fonda il consorzio CPFC 2010 con Martin Long, Stephen Browett e Jeremy Hosking, negoziando il takeover con l’amministratore Brendan Guilfoyle di P&A Partnership e un accordo da 3,5 milioni di sterline per acquistare Selhurst Park dalla Lloyds Bank.
Oggi la proprietà del Crystal Palace è allargata: Parish possiede il 10%, la maggioranza del 45% è di John Textor (imprenditore statunitense CEO di Facebank ed ex presidente esecutivo di FuboTV) con la sua Eagle Football Holdings Limited per un investimento di 30 milioni. Le quote restanti sono divise al 10% dai manager statunitensi Josh Harris (co-fondatore di Apollo Global Management) e David Blitzer (senior executive di Blackstone), già insieme nella proprietà dei Philadelphia 76ers nella NBA e dei New Jersey Devils nella NHL. Al loro arrivo alla fine del 2015, Blitzer e Harris iniettano 50 milioni di sterline nelle casse del club.
Parish e i suoi collaboratori puntano a migliorare la sostenibilità economica e la struttura del club. Il chairman si impegna nella costruzione di una nuova Academy con un investimento da 20 milioni di sterline, nel supporto alle giovanili e alle Ladies della squadra femminile (portate in Women’s Super League) e nella ristrutturazione di Selhurst Park con un piano tra i 75 e i 150 milioni, affidato allo studio KSS. La capacità dello stadio verrà portata da 26mila a 34mila posti. Sul fronte del calciomercato, gli acquisti più costosi della gestione Parish sono quelli di Christian Benteke (pagato 31,2 milioni al Liverpool), Eddie Nketiah (29,7 milioni all’Arsenal) e Mamadou Sakho, difensore centrale franco-senegalese preso per 28,2 milioni sempre dal Liverpool.
A quanto ammonta il suo patrimonio
Stando ai numeri del Sun, il patrimonio di Parish ammonta a 45 milioni di sterline. Una ricchezza che arriva dall’attività imprenditoriale, dalla vendita di Tag e dall’attività di commentatore sportivo per TalkSport e Times Radio. Padre di due figlie, Jessica e Isobel, nate dal suo primo matrimonio, il manager è finito spesso sulle copertine dei tabloid per la sua relazione con la famosa conduttrice televisiva e giornalista Susanna Reid, come lui tifosa degli Eagles.
Nel complesso il patrimonio dei proprietari del Crystal Palace – quindi non solo Parish ma anche John Textor, David Blitzer e Josh Harris – è stimato in 4,25 miliardi. Le disponibilità del chairman e dei suoi soci americani hanno fatto diventare il Palace una solida squadra di Premier con maggiori probabilità di finire a metà classifica piuttosto che in zona retrocessione.
I risultati sportivi nel corso della sua presidenza
Prima dell’arrivo di Parish, il club di Selhurst è abbonato alle retrocessioni dalla Premier alla Championship in tutti i modi possibili: con stagioni disastrose, per differenza reti, persino da quart’ultimi quando la EFL decide di ridurre il numero di squadre del campionato. Dal 2010 ad oggi, Parish si rivela il chairman di maggior successo nella storia del Crystal Palace. Dopo due campionati interlocutori in Championship, nella stagione 2012-2013 centra finalmente la promozione in Premier: sotto la guida di Ian Holloway, la squadra arriva quinta in regular season e vince la finale dei play-off battendo il Watford per 2-1 dopo i tempi supplementari.
Da allora il Crystal Palace è fisso in Premier League per dodici stagioni consecutive e in continua progressione. Il miglior risultato della sua presidenza è il decimo posto del 2023-2024 con l’arrivo del tecnico austriaco Oliver Glasner in panchina. L’ambizione dei Glaziers è entrare nella prestigiosa e sempre più affollata classe media della Premier (quella di proprietà come Aston Villa, Newcastle, Brighton e West Ham) e sfidare le ricche Big Six che da sole valgono oltre 20 miliardi e dominano il contesto interno e il mercato.









