Svizzera pensa a fondo sovrano da 1.000 miliardi

Nel corso degli ultimi anni la Banca Nazionale Svizzera ha accumulato enormi riserve di denaro. L’unico modo per ridurre questi circa 1.000 miliardi di franchi sarebbe quello di creare un fondo sovrano elvetico. La proposta arriva da tre economisti che avrebbero trovato la maniera di sfruttare questo denaro garantendo rendimenti migliori per la Confederazione e i Cantoni.

I tre esperti sono il professore dell’università di Basilea Yvan Lengwiler ex consulente della BNS e membro dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, il professore emerito ginevrino Charles Wyplosz e Stefan Gerlach, capoeconomista della banca privata EFG nonché ex Vicegovernatore della Banca Centrale irlandese. Questi ultimi agiscono con il nome di SNB-Observatory e hanno pubblicato un documento di circa 20 pagine sul sito snb-observatory.ch in cui spiegano come la Banca Nazionale Svizzera possa ora sfruttare le riserve a proprio vantaggio.

 

Fondo sovrano Svizzera: ecco l’obiettivo

L’obiettivo su cui i tre economisti si concentrano è quello di utilizzare questo fondo per un potenziale guadagno che andrebbe a giovare i contribuenti svizzeri attraverso degli sgravi fiscali. Un fondo sovrano simile è quello norvegese, il più grande al mondo per asset con oltre 1.100 miliardi di euro che nel primo semestre del 2021 ha reso il +9,4%, registrando profitti per circa 94 miliardi di euro. In quest’ultimo il 72,4% è investito in azioni, il 2,4% in immobili non quotati, il 25,1% in fixed income e lo 0,1% in infrastrutture di energia rinnovabile non quotate.

Gestire questo fondo non è cosa facile affermano i tre esperti: la loro idea sarebbe quella di affidarlo al Sovereign Wealth Fund, entità al di fuori della Banca Nazionale Svizzera. Tuttavia, anche in questo modo non sarebbe molto semplice perché il fondo dovrebbe gestire solamente attivi in valuta estera e non essere abilitato a convertirli in franchi svizzeri. Successivamente non sarebbe possibile far coprire il rischio di valuta attraverso l’uso di derivati. Questi paletti servono inoltre a far avere al SWF l’approvazione da parte della politica monetaria della BNS.

Inoltre, secondo SNB-Observatory, il fondo sovrano dovrà essere un ente pubblico che gestisce il patrimonio e pienamente responsabile delle sue azioni. A quest’ultimo saranno assegnati dei rischi massimi da poter prendere attraverso i quali calcolare i migliori guadagni possibili. L’assegnazione del mandato potrebbe inoltre prevedere restrizioni sui tipi di investimenti e obiettivi come la sicurezza delle fonti energetiche o la cooperazione nel settore tecnologico. La BNS, quindi, darebbe in gestione una parte delle sue attività in valuta estera a SWF che in cambio emetterà obbligazioni in franchi. Resta ora da vedere vedere quanto sarà difficile ottenere l’approvazione dalla Banca Centrale elvetica.