Taiwan Semiconductor fa record di profitti, cosa fare con le azioni TSMC?
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Taiwan Semiconductor fa record di profitti, cosa fare con le azioni TSMC?

Taiwan Semiconductor fa record di profitti: come muoversi sul titolo?

Sui mercati statunitensi si prospetta un’apertura di seduta all’insegna degli acquisti per le azioni Taiwan Semiconductor, che dovrebbe beneficiare dei dati riguardanti l’ultimo trimestre del 2022. Nello specifico il maggiore produttore al mondo di semiconduttori per conto terzi, ha registrato nel periodo ottobre-dicembre 2022 profitti netti record che, attestandosi a 9,72 miliardi di dollari, non solo sono risultati in aumento di quasi l’80% rispetto all’anno prima ma hanno anche battuto il consenso del mercato che era posto a 9,4  miliardi di dollari. La domanda di chip, in particolar modo quelli di ultima generazione che garantiscono una marginalità superiore, ha spinto i ricavi a 20,85 miliardi di dollari, risultando in salita di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel corso della presentazione dei dati la società ha anche annunciato che sta valutando la possibilità sia di costruire un primo stabilimento in Europa, che sarebbe focalizzato sui sistemi hardware per l’auto, che un secondo impianto in Giappone, dopo che il mese scorso aveva annunciato un aumento degli investimenti negli Stati Uniti. L’obiettivo di questa scelta sarebbe quello di rispondere alle richieste dei consumatori che, insieme ai vari governi, stanno cercando di riavvicinare le catene di approvvigionamenti alle loro aree economiche.

 

Azioni Taiwan Semiconductor: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci potrebbe suggerisce l’analisi tecnica sull’azione, quotata anche a Wall Street, nel breve e medio periodo. Il recupero innescatosi sulle azioni TSMC dai minimi di dicembre 2022 in area 73 dollari è proseguito nelle prime settimane del nuovo anno, con i prezzi che si stanno avvicinando alle forti resistenze e top degli ultimi 4 mesi situati in area 83,6-83,7 dollari. Nel breve termine l’eventuale superamento di queste aree resistenziali farebbero proseguire il trend ascendente in direzione degli 87,70 dollari e successivamente andare sui massimi di agosto 2022 nei pressi dei 92 dollari. Sarà solo lasciandosi alle spalle quest’ultimi livelli che si avrebbe un rafforzamento della struttura grafica aprendo di conseguenza le porte a nuovi acquisti.

Al contrario sarà solo con discese sotto i 78,5 euro, dove peraltro verrebbe chiuso il gap ribassista lasciato aperto il 9 gennaio 2023, che si avrebbe un primo indebolimento dell’azione con possibili test sui minimi di dicembre posti sui 73 euro. Nel caso in cui questi livelli supportivi dovessero essere rotti si avrebbe una riattivazione di quel trend primario ribassista in atto fin dal gennaio 2022, quando i prezzi scambiavano sui 145 dollari, con possibili discese in direzione dei 71 dollari e successivamente verso l’area dei 67 dollari.

 

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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