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Tassazione dei dividendi azionari: ecco come avviene

Tassazione dei dividendi azionari: ecco come avviene

La tassazione dei titoli azionari distingue vari casi e situazioni. Innanzitutto, bisogna considerare chi è il soggetto che percepisce i proventi.  A tal proposito, la distinzione va fatta tra persona fisica che percepisce i proventi non nell’esercizio di impresa e persona fisica o giuridica che esercita attività di impresa. I guadagni possono essere rappresentati dalle plusvalenze derivanti da acquisti e realizzi oppure da dividendi distribuiti. In questa guida ci concentriamo sulla tassazione dei dividendi. Ecco come avviene nelle varie situazioni.

 

Tassazione dividendi da soggetti non esercitanti attività d’impresa

Nel caso in cui i dividendi sono percepiti da soggetti non esercitanti attività di impresa, l’aliquota risulta essere del 26% a titolo di imposta. Ad esempio, se la società XYZ distribuisce utili per 100.000 euro come quota per l’azionista Mario, semplice risparmiatore, la tassazione sarà così determinata:

 

Utile 100.000
Ires 24% 24.000
Dividendo lordo 76.000
Aliquota 26% 19.760
Dividendo netto 56.240
Tassazione effettiva 43,76%

 

Tali soggetti, però, possono usufruire di un regime transitorio per gli utili prodotti antecedentemente al 1° gennaio 2018 derivanti da partecipazioni qualificate in società o enti IRES. In questo caso, il dividendo imponibile concorrerebbe alla formazione del reddito su cui applicare l’aliquota del 26% nella misura del 40% se gli utili si sono formati prima del 2008, del 49,72% se formati dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2016 e del 58,14% dal 1° gennaio 2017 al 31° gennaio 2017.

Se il dividendo è percepito in una società estera facente parte dei Paesi della white list viene applicata una ritenuta di frontiera convenzionale del 15%. Quindi si avrebbe:

 

Utile 100.000
Ritenuta di frontiera 15% 15.000
Dividendo lordo 85.000
Aliquota 26% 22.100
Dividendo netto 62.900
Tassazione effettiva 37,10%

 

Nel caso di società semplici ed equiparate la tassazione viene effettuata per trasparenza; quindi, la quota che concorre alla formazione del reddito da dichiarare ai fini delle imposte è del 100%. Nell’esempio di cui sopra si avrebbe:

 

Utile 100.000
Ires 24% 0
Dividendo lordo 100.000
Irpef 43% 43.000
Dividendo netto 57.000
Tassazione effettiva 43%

 

Tassazione dividendi percepiti nell’esercizio di attività di impresa

Diverso è il caso in cui i dividendi sono percepiti nell’esercizio dell’attività di impresa. Qui bisogna distinguere tra soggetti IRPEF (imprenditori individuali e società di persone) e soggetti IRES (società di capitali, enti commerciali e non commerciali). I soggetti IRPEF pagano l’imposta sul 58,14% del dividendo percepito e non si applicano le ritenute, quindi si avrebbe:

 

Utile 100.000
Ires 24% 24.000
Dividendo lordo 76.000
Dividendo imponibile 58,14% 44.186

 

Anche per tali soggetti vale l’applicazione dello stesso regime transitorio in vigore per le persone fisiche che non esercitano attività di impresa con la differenza che per i primi non si distingue tra partecipazioni qualificate e non qualificate.

I soggetti IRES, invece, vedono concorrere solo il 5% dei dividendi percepiti alla formazione del reddito su cui grava l’aliquota del 26%, con l’esclusione degli enti non commerciali che invece scontano l’imposta in sede di dichiarazione dei redditi senza applicazione di alcuna ritenuta. Riprendendo lo stesso esempio, quindi, le società di capitali e gli enti commerciali sarebbero così tassati:

 

Utile 100.000
Ires 24% 24.000
Dividendo lordo 76.000
Dividendo imponibile 5% 3.800
Aliquota 26% 988
Dividendo netto 75.102
Tassazione effettiva 24,90%

 

Nel caso invece degli enti non commerciali il dividendo imponibile di 3.800 euro verrebbe portato in dichiarazione dei redditi e tassato in quella sede.

 

Versamento dell’imposta

In tutti i casi di cui sopra in cui viene applicata l’imposta sostitutiva, il soggetto che si impegna ad effettuare il prelievo è la società emittente. Nel caso in cui i titoli vengono depositati presso la Monte Titoli Spa, l’onere spetta al soggetto depositario.

Il versamento della ritenuta va effettuato dal sostituto d’imposta entro il 16 del mese successivo al trimestre di riferimento in cui sono stati erogati i dividendi, tramite modello F24 da inviare telematicamente utilizzando i seguenti codici:

 

  • 1035 – Ritenute su utili distribuiti da società – Ritenute a titolo di acconto e/o imposta;
  • 1036 – Ritenute su utili distribuiti a persone fisiche non residenti o a società ed enti con sede legale e amministrativa estere.

 

Il sostituto d’imposta, poi, deve comunicare gli utili e i proventi corrisposti nonché le ritenute applicate nel modello 770, quadro SK. La certificazione degli utili corrisposti tramite il modello CUPE deve essere rilasciata ai percettori relativamente a strumenti assimilati che non sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a imposta sostitutiva. L’obbligo non sussiste anche con riferimento alle partecipazioni detenute nell’ambito di gestioni individuali di patrimoni mobiliari.

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