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Tasso Euribor manipolato: rimborsi difficili, ecco perché

Nell'immagine, Manuela Malavasi, partner dello studio BonelliErede ed esperta in diritto bancario

“Le parole sono importanti”, recitava in un film di fine anni ’80 il regista e attore Nanni Moretti. Ancora di più lo sono in ambito giuridico dove ogni vocabolo che compone una sentenza, un parere, un’ordinanza, va considerato con attenzione, pesato e confrontato. Borsa&Finanza lo ha fatto con Manuela Malavasi, partner dello studio legale BonelliErede ed esperta in diritto bancario, in relazione alla vicenda del tasso Euribor manipolato da alcune banche (non italiane, è importante dirlo e se ne capirà il perché).

Il fatto risale al periodo tra il 29 settembre 2005 e il 30 maggio 2008, durante il quale quattro banche (Barclays, Deutsche Bank, Société Générale e Royal Bank of Scotland) hanno manipolato il tasso Euribor, come accertato dalla Commissione europea con la decisione pubblicata il 4 dicembre 2013. Dieci anni dopo, il 13 dicembre 2023, la Corte di Cassazione ha emesso l’ordinanza 34.889 su cui sono nate delle interpretazioni superficiali.

Il provvedimento è stato letto come un via libera alle richieste di rimborso da parte di chi ha acceso mutui, leasing o finanziamenti a tasso variabile e quindi parametrati all’Euribor, durante il periodo in cui il tasso è stato manipolato. Non è proprio così e alcune sentenze di Tribunale successive lo hanno messo in luce.

 

Manuela Malavasi, primo piano.
Manuela Malavasi, partner dello studio legale BonelliErede

Avv. Malavasi, partiamo da qui. Cosa dice in realtà l’ordinanza della Corte di Cassazione?

“L’ordinanza della Cassazione è stata emessa in seguito a due gradi di giudizio che hanno rigettato la censura di nullità del tasso di interesse di un leasing determinato tramite rinvio all’Euribor che, secondo quanto accertato dalla Commissione europea, era stato manipolato. La Corte d’Appello in particolare ha respinto la censura di nullità perché generica e per il fatto che la banca italiana chiamata in giudizio non era tra le banche che avevano partecipato alla manipolazione del tasso Euribor. La Corte di Cassazione ha affermato che la Corte d’Appello ha sbagliato nel ritenere generica la censura sulla nullità, in quanto la decisione della Commissione europea è una prova privilegiata dell’illecito anticoncorrenziale avvenuto. In altre parole, secondo la Cassazione l’oggetto del divieto di intese illecite anticoncorrenziali e della conseguente nullità è qualunque contratto o negozio a valle che costituisce applicazione delle intese illecite a monte”.

 

Quindi i contratti di leasing, mutuo o finanziamento a tasso variabile indicizzati all’Euribor e stipulati nel periodo in esame sono nulli?

“La Cassazione non lo ha detto espressamente ma la lettura che ne viene data è nel senso della nullità. La motivazione sul punto è breve, anche perché il giudizio riguardava molteplici altre censure. In particolare, la Corte di Cassazione non ha spiegato perché un contratto bancario fatto da una banca estranea alle condotte anticoncorrenziali possa considerarsi applicazione dell’intesa illecita laddove, peraltro, il cartello accertato dalla Commissione europea riguardava il mercato dei derivati sui tassi di interesse e non quello dei mutui e finanziamenti e non era necessariamente finalizzato ad aumentare l’Euribor”.

 

Questo è un punto importante. Le banche coinvolte hanno manipolato l’Euribor, ma potrebbero averlo fatto sia in aumento che in diminuzione?

“Il tasso Euribor viene calcolato giornalmente sulle indicazioni di un gruppo di primarie banche europee. Le banche oggetto della decisione della Commissione europea potrebbero aver manipolato il tasso al rialzo o al ribasso, nell’arco temporale in questione, a seconda delle singole situazioni temporanee in cui si trovavano. Al rialzo, se la loro posizione complessiva era di ricevere dei pagamenti calcolati in base all’Euribor, al ribasso se era di farli”.

 

Dunque la Corte di Cassazione, non soffermandosi sulle ragioni della sua ordinanza che lega la nullità dei contratti alla condotta illecita, ha lasciato aperto lo spazio per differenti interpretazioni?

“Sì, tanto è vero che le prime pronunce che ci sono state dopo la decisione della Cassazione non sono state uniformi. Alcune, come per esempio quelle della Corte d’Appello di Catanzaro o della Corte d’Appello di Cagliari hanno affermato la nullità, altre, tra le quali quelle del Tribunale di Torino e del Tribunale di Milano, molto ben motivate e articolate a mio parere, non ritengono applicabili i principi espressi dalla Cassazione ai singoli casi”.

 

Tutto ciò come si risolve? C’è peraltro un rinvio della stessa Corte di Cassazione alla Corte d’Appello di Milano.

“Sì, la sentenza della Cassazione ha cassato con rinvio quindi ha affermato un principio di diritto che poi dovrà essere seguito dalla Corte d’Appello di Milano. Ritengo che bisognerà guardare con attenzione alla giurisprudenza dei prossimi mesi su giudizi simili a quelli oggetto dell’esame della Cassazione, per vedere quale sarà l’orientamento giurisprudenziale prevalente. La Corte d’Appello di Milano si pronuncerà fra due o tre anni e fino ad allora avremo tante altre sentenze”.

 

Queste tempistiche lunghe potrebbero far intervenire la prescrizione. In quel caso cosa succederebbe alle speranze di rimborso?

“L’azione di nullità è un’azione imprescrittibile, quindi la nullità in sé può sempre essere fatta valere, però è soggetta a prescrizione decennale la pretesa di rimborso che deriva dalla nullità. Ciò che si può fare per non perdere il diritto è interrompere la prescrizione con una lettera di richiesta di rimborso o di contestazione all’istituto, senza bisogno di intraprendere un’azione giudiziale”.

 

Qual è il suo parere sull’esito di questa vicenda?

“A titolo personale, mi sembra che ci siano molteplici argomenti giuridici per ritenere che i contratti bancari con tasso di interesse variabile indicizzato all’Euribor che è stato considerato manipolato non debbano essere considerati nulli, quindi in sintesi per non applicare i principi della Cassazione”.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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