Telecom Italia: offerta di Kkr più lontana, cosa fare con azioni in Borsa?
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Telecom Italia: offerta di Kkr più lontana, cosa fare con azioni in Borsa?

Telecom Italia: offerta di Kkr più lontana, cosa fare con azioni in Borsa?

Mercoledì scorso giornata a due facce per Telecom Italia e per il suo nuovo numero uno Pietro Labriola. In una riunione non ufficiale del consiglio durata quattro ore e mezza il direttore generale, che oggi sarà cooptato in cda come ad, ha illustrato la cornice e le caratteristiche essenziali del piano industriale che, oltre a un rilancio commerciale e più efficienza, avrà il suo snodo cruciale nella scissione proporzionale di Telecom Italia.

Il gruppo sarà diviso tra la società dedicata alla rete (NetCo), dove confluirebbero anche Sparkle e Telsy, e una dedicata ai servizi (ServiceCo), di cui farebbero parte anche Tim Brasil, il business del cloud, Olivetti e TimVision. L’obiettivo è creare valore per tutti gli azionisti. La società della rete sarà concepita nella logica di un’aggregazione con Open Fiber, finendo così sotto l’egida di Cdp, già socio in entrambi i soggetti. La società di servizi, invece, si candiderebbe a divenire un perno del futuro consolidamento del settore.

La società di rete, in particolare, potrebbe sobbarcarsi il grosso dei dipendenti (nella ServiceCo andrebbero al massimo 12.500 dei 40 mila totali in Italia, secondo alcuni calcoli) e del debito, viste le metriche che danno a NetCo la possibilità, sulla carta, di sobbarcarsi un debito fino a 4-5 volte l’ebitda, che nel business wholesale di Telecom Italia è di circa 4 miliardi.
La relazione, condensata in 150 pagine, sarebbe stata accolta con favore dai consiglieri, e parole di apprezzamento sarebbero giunte anche dal rappresentante di Cdp, il presidente Giovanni Gorno Tempini.

Il consiglio, in vista del Cda del 26 gennaio che approverà le linee guida, per dare disco verde globale il 2 marzo, appare favorevole al piano nato sotto l’impulso del primo azionista Vivendi e alternativo rispetto a quello del fondo Kkr. La cui manifestazione di interesse rischia di andare così alle classiche calende greche. Fonti di Telecom Italia rimarcano che scadenze in merito non ce ne sono. Fretta, neppure. Nessuno si stupirebbe se anche al Cda del 26 gennaio la richiesta di due diligence del fondo americano andasse ancora inevasa. E se il fondo lanciasse nel mentre l’Opa a 50,5 centesimi?

Sull’ipotesi, però, c’è l’altolà del governo. «Strano leggere che Kkr pensi ad un’Opa non amichevole senza approvazione del board di Telecom Italia, oltretutto in piena elezione del Presidente della Repubblica. Parliamo di un asset strategico» che «va preservato», ha detto la vice ministra dell’Economia, Laura Castelli. Meglio che Cdp, Vivendi e Kkr lavorino «per trovare una soluzione ordinata che tuteli gli interessi di tutti nell’interesse del Paese».

 

Telecom Italia: per quotazioni situazione di stallo

Il titolo Telecom Italia sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 0,4226, per poi ritracciare leggermente nel corso del pomeriggio causa alcune prese di beneficio intraday.

La situazione è piuttosto incerta. Come solitamente avviene in casi di operazioni straordinarie come queste (manifestazione di interesse del fondo Kkr, ma non ancora ufficializzata), unitamente ad azionisti importanti restii a cedere la propria quota (Vivendi) e un Governo pronto a tutelare gli interessi nazionali con il proprio veto, diventa davvero difficile ipotizzare gli scenari futuri. Certo è che se l’azione Telecom Italia venisse valorizzata a 1 euro (come sostengono alcuni uffici studi) anziché 0,5050, molti attori uscirebbero allo scoperto e i risparmiatori otterrebbero un sicuro vantaggio. Purtroppo, però, le quotazioni attuali sono parecchio al di sotto anche della ventilata offerta di Kkr. In pratica, sul mercato, continuano ad esserci più venditori che compratori. Non è un buon segno e pertanto è consigliabile astenersi momentaneamente dall’operatività in attesa delle prossime mosse dei protagonisti.

L’impostazione grafica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 42. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 0,4226 con target nell’intorno dei 0,4368 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 0,4125 con obiettivo molto vicino al livello 0,4000.

 


L’andamento di breve termine del titolo TELECOM ITALIA

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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