Telecom Italia: per Equita rete vale 21 miliardi, cosa fare con titolo in Borsa?
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Telecom Italia: per Equita rete vale 21 miliardi, cosa fare con titolo in Borsa?

Telecom Italia: per Equita rete unica vale 21 miliardi, cosa fare con titolo in Borsa?

La scorsa settimana Telecom Italia, Open Fiber, Cdp Equity, Kkr e Macquarie hanno finalmente firmato un memorandum of understanding non vincolante che mira a costituire un operatore unico di rete fissa (dalla fusione di Telecom Italia NetCo e Open Fiber), non verticalmente integrato, controllato da Cdp e partecipato da Kkr e Macquarie. L’obiettivo è arrivare entro il 31 ottobre a un accordo vincolante che sarà sottoposto ai rispettivi board e che si intende poi sottoporre anche all’approvazione degli azionisti di Telecom Italia (non avrà alcuna partecipazione nella nuova società a garanzia dell’assenza di integrazione verticale).

La firma del Mou “è il primo passo di un piano coraggioso per Telecom Italia”, ha sottolineato l’ad, Pietro Labriola. “Dalla separazione dell’infrastruttura di rete fissa traiamo le risorse per investire nei sevizi e nello sviluppo dei rapporti con i clienti e del mobile, competendo più agevolmente nel mercato dei servizi digitali”, ha continuato Labriola. Con la firma del MoU, scrive l’azienda ai dipendenti, “diventa più concreto il progetto illustrato dal piano industriale” relativo al superamento dell’integrazione verticale e alla focalizzazione di Telecom Italia su tutti i servizi di telecomunicazione per i segmenti delle famiglie e delle Pmi, sullo sviluppo del mobile e la definitiva affermazione come il player di riferimento nel segmento dei grandi clienti e la Pubblica amministrazione.

Il primo passo di un percorso ancora lungo e complesso. Benché non ancora vincolante, il memorandum of understanding rappresenta un passo avanti formale nelle negoziazioni tra le parti. Come prevedibile, non sono stati ancora forniti dettagli sui perimetri e sulle valutazioni, né sulle modalità con cui l’operazione verrà condotta da Telecom Italia, se attraverso un conferimento e cessione della rete a Cdp/Macquarie/Kkr o una scissione proporzionale. Dunque, si tratta di un primo passo, ma in un percorso ancora lungo e complesso, come emerge dai tempi che le parti si sono lasciati per arrivare a un accordo vincolante.

Due elementi a supporto dell’operazione. Comunque, in questa fase iniziale due sono gli elementi di supporto. Infatti, Telecom Italia si impegna fin da subito a un’operazione market friendly: a prescindere dalla struttura che potrà essere da ultimo individuata e condivisa, l’operazione sarà sottoposta all’approvazione dell’assemblea di Telecom Italia. Questo varrebbe, quindi, anche nel caso di cessione della rete a Cdp. Inoltre, Kkr è disponibile a rilevare una partecipazione nella rete unica: questo ridurrebbe l’impegno finanziario per Cdp co-investendo a suo fianco e allenterebbe la pressione negoziale sulle valutazioni da parte di Kkr, trovandosi nella doppia posizione di acquirente e venditore (in quanto già azionista di FiberCop).

Equita Sim valuta la rete 21 miliardi a livello di ev e 5 miliardi l’equity di pertinenza di Telecom Italia. Quanto alla valutazione della rete si parla di un range 16-21 miliardi di euro, con un valore medio intorno a 18 miliardi, ma non manca chi la valuta fino a 25 miliardi. “Nelle nostre ipotesi, con il perimetro di Netco delineato a marzo, noi valutiamo la rete 21 miliardi a livello di ev e 5 miliardi l’equity di pertinenza di Telecom Italia, ribadendo il rating hold e il target price a 0,39 per azione”, ha aggiunto Equita.

 

Telecom Italia: quotazioni hanno creato un pattern Engulfing

Il titolo Telecom Italia sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di venerdì (-1,54%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 0,2860, per poi chiudere sul finale non lontano a quota 0,2871.
Tale movimento ha permesso all’azione di creare un pattern di analisi candlestick denominato “Bearish Engulfing”, indicante una generalizzata tendenza ribassista del mercato. In realtà i corsi stavano già scendendo da alcune giornate dopo il massimo relativo realizzato lo scorso 31 maggio sul livello 0,3062 e ci sono buone probabilità che la discesa continui. Questo per due motivi: il primo deriva dal posizionamento dei prezzi nell’area di supporto 0,2850 da oramai cinque sedute, senza che il titolo mostri alcun tipo di reazione o rimbalzo, neppure nell’intraday. La seconda argomentazione, invece, fa riferimento alla presenza di un gap up rimasto ancora aperto sul livello 0,2820 che, prima o poi, dovrà per forza essere ricoperto.

L’impostazione grafica, comunque, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 53. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 0,2953 con target nell’intorno dei 0,3062 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 0,2860 con obiettivo molto vicino al livello 0,2854.


L’andamento di breve termine del titolo TELECOM ITALIA

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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