Telecomunicazioni: crescita minacciata dalla carenza di cavi in fibra ottica - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Telecomunicazioni: crescita minacciata dalla carenza di cavi in fibra ottica

Telecomunicazioni: la carenza di cavi in fibra ottica una minaccia per la crescita

Il settore delle telecomunicazioni è fortemente minacciato dalla carenza a livello globale dei cavi in fibra ottica, che ha comportato un aumento dei prezzi e ritardi nelle consegne che si estendono anche fino a oltre 20 settimane. I prezzi della fibra infatti sono cresciuti fino al 70% da marzo del 2021, da 3,7 a 6,30 dollari per km di fibra, soprattutto in Europa, India e Cina. Questo ha fatto rivedere i piani alle aziende operanti nel settore, che hanno dovuto tagliare gli investimenti nonostante la domanda dei servizi internet e di dati sia notevolmente aumentata.

La domanda rimane forte. Nei primi 6 mesi dell’anno il consumo dei cavi è salito dell’8,1% rispetto allo stesso periodo del 2021, con la Cina che rappresenta il 46% della domanda globale. La situazione rischia di farsi perniciosa perché le grandi big tech di Wall Street come Amazon, Google, Microsoft e Meta stanno estendendo i loro data center proprio per venire incontro alle richieste dei servizi. Questo in un contesto in cui i Governi di tutto il mondo stanno puntando sulla banda larga ultra veloce e sul 5G, che richiedono una quantità molto elevata di cavi in fibra ottica.

 

Telecomunicazioni: ecco perché vi è carenza di cavi 

Gli osservatori di mercato si chiedono a questo punto quale sia il motivo per cui vi è questa carenza di cavi in fibra ottica nel settore delle telecomunicazioni che ha prodotto l’impennata dei prezzi. Secondo la società di analisi e ricerche Cru Group, alla base di tutto vi è il rincaro di alcuni componenti critici che entrano nella tecnologia delle fibre, a causa di una carenza di elio. Questo è un elemento essenziale nella produzione di vetro lungo, attraverso cui viene trasportata la luce nelle fibre flessibili.

La carenza di elio, a sua volta, è stata determinata da interruzioni negli impianti di produzione in Russia e Stati Uniti, con un incremento dei prezzi dell’elio del 135% negli ultimi due anni. Nello stesso tempo sono cresciuti del 50% anche i prezzi del tetracloruro di silicio, altro componente essenziale nella produzione di fibre. Cru Group sottolinea che le quotazioni hanno raggiunto il livello massimo da luglio 2019, con il Nord America che è stato meno colpito rispetto a Europa, Cina e India.

 

Come si stanno muovendo le società

Le società che hanno una presenza importante nel settore dei cavi si sono trovate spiazzate di fronte a questa situazione. Wendell Weeks, Amministratore Delegato di Corning, il più grande produttore di cavi in fibra ottica al mondo, ha affermato che la società sta cercando di aumentare la produzione di fronte a una grande richiesta che arriva dai governi, dalle società di telecomunicazioni e dai grandi gruppi tecnologici. Tuttavia, precisa il CEO, “non è mai successo nulla di simile a questa crisi inflazionistica”.

Secondo Martijn Blanken, Amministratore Delegato di Exa Infrastructure, società internazionale di infrastrutture digitali, l’aumento dei prezzi della fibra è diventato in alcuni casi così irregolare che occorre effettuare un controllo giornaliero. Al riguardo, l’azienda aggiunge delle clausole con i clienti in modo da non ritenersi responsabile per tali aumenti, ha rimarcato Blanken.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *