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TerraUSD: la Corea apre indagine su crollo stablecoin

TerraUSD: la Corea del Sud apre un'indagine sul crollo della stablecoin

Il tracollo della stablecoin TerraUSD e del token LUNA è finito sotto inchiesta. La polizia metropolitana di Seoul sta indagando a seguito delle accuse secondo cui un dipendente di Terraform Labs avrebbe sottratto una certa quantità di Bitcoin della società. Ciò arriva dopo che la procura distrettuale di Seoul ha aperto un’indagine a fine maggio, in quanto 2 class action sono state avanzate da un totale di 81 investitori che hanno accusato la società di aver ingannato gli investitori con le loro monete virtuali difettose. “Stiamo esaminando il caso mentre le persone hanno presentato denunce contro i fondatori, accusandoli di frode e violazione dei regolamenti finanziari”, ha affermato un portavoce del distretto.

Sulla base di quanto riferito dalla Commissione per i servizi finanziari della Corea del Sud, sono circa 280 mila gli investitori sudcoreani che avevano acquistato monete LUNA, per un totale di 70 miliardi di token. Queste persone sarebbero state attratte perché potevano depositare token TerraUSD, ottenendo un rendimento del 20%. Il meccanismo però si è inceppato quando la stablecoin algoritmica è implosa determinando una voragine che ha bruciato 40 miliardi di dollari e tramortito tutto il mercato delle criptovalute. A nulla è servito il tentativo del fondatore di Terraform Labs Do Kwon di utilizzare i Bitcoin che aveva in riserva per tentare di arrestare l’emorragia.

Criptovalute: urge una regolamentazione

Dal canto suo, Terraform Labs si è difesa affermando che non vi era intenzione di frodare gli investitori né di violare la regolamentazione finanziaria. Daniel Shin, co-fondatore dell’azienda, ha riferito che l’obiettivo era solo di innovare il sistema di regolamento dei pagamenti con la tecnologia blockchain e non si era a conoscenza di alcun difetto nell’algoritmo delle monete. Tuttavia, le Autorità di regolamentazione della Corea del Sud stanno stringendo sulla società dopo l’accaduto. Anche un sistema di pagamento digitale gestito da Shin, che prende il nome di Chai, è sotto osservazione, in quanto precedentemente collegato all’ecosistema Terra. Shin ha chiarito che il rapporto tra le 2 cose si è interrotto 2 anni fa.

Gli strascichi lasciati dal disastro di Terra però porteranno verosimilmente il Parlamento coreano a movimentarsi affinché sblocchi oltre una dozzina di progetti di legge in sospeso che mirano a tutelare maggiormente gli investitori. Nella documentazione che passerà al vaglio parlamentare si ritiene che gli exchange crittografici saranno responsabili penalmente di eventuali reati che riguardano la frode e il commercio sleale.

Il problema della regolamentazione è avvertito comunque in tutto il mondo. Negli Stati Uniti è vivo il dibattito se e come piazzare una normativa entro fine anno che metta la parola fine alle dinamiche senza regole che avvengono nel mondo delle criptovalute e che possono sfociare in situazioni come quelle di TerraUSD e LUNA. Al riguardo vi è la spinta ad approvare valute digitali controllate dalla Federal Reserve. Il Giappone pochi giorni fa ha approvato una legge sulle stablecoin a protezione degli investitori, dove è stato stabilito il legame obbligatorio con lo yen e l’emissione riservata a banche, società fiduciarie e soggetti autorizzati per il trasferimento di denaro. Altri Paesi stanno affrontando la questione a livello istituzionale e a questo punto sembra proprio che per una regolamentazione vera e propria sia solo una questione di tempo.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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