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Terre rare: scoperto in Norvegia il più grande giacimento europeo

Terre rare: la Norvegia scopre il più grande giacimento europeo

L’azienda mineraria Rare Earths Norway ha scoperto il più grande giacimento di terre rare in Europa. Secondo quanto comunicato dalla società, il complesso di carbonatite di Fen nel sud-est del Paese conta 8,8 milioni di tonnellate di ossidi di terre rare totali, 1,5 milioni legati a magneti che possono essere utilizzati nelle auto elettriche e nelle turbine eoliche. Il ritrovamento è avvenuto dopo tre anni di esplorazioni mirate con il supporto della società di consulenza WSP.

La scoperta è di gran lunga superiore a quella avvenuta in Svezia lo scorso anno e rappresenta “una pietra miliare” per l’azienda, ha affermato l’amministratore delegato Alf Reistad. “È importante ricordare che oggi non c’è alcuna estrazione di terre rare in Europa”. Riguardo l’impatto ambientale della perforazione, Reistad ha cercato di fornire rassicurazioni. “Stiamo lavorando con partner leader, come la Montanuniversität Leoben in Austria, per sviluppare questo giacimento con la tecnologia mineraria e di lavorazione dei minerali più sostenibile al mondo, riducendo al minimo l’impatto ambientale dalla miniera al magnete” ha detto.

 

Terre rare: cosa significa la scoperta norvegese per l’Europa

Le terre rare sono dei magneti permanenti, sensori elettrici, convertitori catalitici indispensabili per la produzione di tecnologie green come turbine eoliche e pannelli fotovoltaici. Attualmente, il 70% dell’estrazione globale di questi minerali è appannaggio della Cina, che raggiunge il 90% nella lavorazione degli stessi. Questo significa che l’Europa è fortemente dipendente da Pechino per i suoi piani di transizione energetica. L’allarme è stato sollevato anche dall’Agenzia Internazionale per l’Energia, che ha sottolineato come ci sia una concentrazione geografica relativamente alta riguardo la produzione di elementi utili per forme di energia che non siano i combustibili fossili.

La scoperta del giacimento norvegese può dare una spinta importante al Vecchio continente per avere una maggiore indipendenza. L’obiettivo di Rare Earth Norway è quello di coprire almeno il 10% della domanda annuale di terre rare all’interno della regione entro il 2030. In questo contesto, la società ha affermato anche che il deposito di terre rare a Telemark, a circa 210 chilometri (130 miglia) a sud-ovest di Oslo, metterà probabilmente la Norvegia in una posizione cruciale nella catena del valore non solo delle terre rare, ma di altre materie prime critiche come il litio. “Le forniture di litio e terre rare saranno presto più importanti del petrolio e del gas” ha sentenziato Reistad.

 

I progetti per il futuro

Rare Earth Norway continuerà le esplorazioni presso il complesso di Fen, con perforazioni previste per il mese prossimo. Contestualmente valuterà la fattibilità economica del progetto attraverso un lavoro di studio i cui risultati sono attesi entro la fine dell’anno. Inoltre, l’azienda ha in gestazione la creazione di uno stabilimento pilota vicino al giacimento, in cui testerà nuove tecnologie e ottimizzerà la lavorazione dei minerali, con una formazione e istruzione costante del personale. L’esplorazione, lo sviluppo di nuove tecnologie e l’estrazione mineraria di prova dovrebbero comportare un investimento complessivo di 10 miliardi di corone norvegesi nella prima fase, che si completerà entro il 2030.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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