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Tesla: il free cash flow potrebbe essere in pericolo

Tesla: il free cash flow potrebbe essere in pericolo, ecco perché

Le azioni Tesla quest’anno hanno vissuto una via crucis a Wall Street, soprattutto se le performance si rapportano agli anni passati. Finora la società di Palo Alto ha perso circa il 33% di capitalizzazione e i fattori che hanno inciso sono diversi. Il primo probabilmente allude alla politica di rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. Questo colpisce l’azienda in vari modi. Intanto, diminuisce i flussi reddituali futuri attualizzati ad oggi, in quanto il tasso di sconto è maggiore. In secondo luogo aumenta il costo del finanziamento per gli investimenti futuri. Questi 2 elementi si fanno sentire in modo particolare dal momento che Tesla è un’azienda tecnologica e quindi punta molto sulla crescita. In terzo luogo riduce la domanda di auto da parte dei consumatori, che vanno incontro a un rallentamento dell’economia con una Fed più aggressiva.

Un altro fattore che ha pesato sulle azioni del produttore di veicoli elettrici riguarda il calo della produzione dello stabilimento di Shanghai per effetto delle chiusure imposte dal Governo cinese a causa del Covid-19. Ad aprile le consegne che sono uscite dalla fabbrica cinese sono state appena 1.512, in calo abissale rispetto ai quasi 66 mila veicoli prodotti nel mese di marzo.

Infine, il titolo in Borsa ha risentito molto della questione legata all’offerta di Elon Musk di 44 miliardi di dollari per acquisire Twitter. Il mercato ha percepito un duplice danno da questa operazione per Tesla: uno riguarda il calo di attenzione dell’Amministratore Delegato dell’azienda nella gestione della società una volta divenuto proprietario del social network; un altro fa riferimento alla vendita delle azioni Tesla che Musk potrebbe effettuare per finanziare almeno in parte l’acquisizione.

 

Tesla: c’è un problema di cash flow?

Tutti questi fattori contrari hanno abbattuto le quotazioni azionarie, ma rischiano di compromettere i numeri aziendali, con particolare riferimento al flusso di cassa. Minori volumi di vendita infatti significano meno soldi in entrata, quindi un free cash flow più basso o addirittura negativo. Negli ultimi 12 mesi la società ha generato per 11 mesi più denaro circolante rispetto a quanto ne ha bruciato. Per questo secondo trimestre le stime sono incerte. Gli analisti ritengono che il free cash flow sarà di 1,3 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 2,2 miliardi dei primi 3 mesi dell’anno. Le previsioni però potrebbero essere troppo ottimistiche perché si basano su consegne che forse sono alte. A Wall Street ad esempio si pronosticano vendite per 303 mila unità nel secondo trimestre ma, stando agli ultimi numeri, le proiezioni dovrebbero essere comprese in un range tra 240 e 270 mila consegne. I dati che arriveranno la prossima settimana dalla Cina relativamente al mese di maggio chiariranno di più la situazione, ma i risultati potrebbero deludere.

 

Tesla: vanno comprate le azioni in Borsa?

Gli analisti che coprono il titolo a Wall Street sono divisi, con la metà che ne consiglia l’acquisto. Alcuni venti favorevoli potrebbero spingere il titolo in Borsa in questo frangente. Uno è relativo alla percezione generale che l’affare Musk-Twitter alla fine non si farà. Il miliardario 50enne continua a sollevare dubbi sugli spam relativamente alla piattaforma e questo per molti rappresenta il pretesto per ritirarsi dall’affare.

Un altro elemento positivo riguarda le previsioni sulle vendite dei veicoli passeggeri cinesi che dovrebbero riprendere a giugno con la rimozione dei blocchi Covid-19. Infine vi è la chiarificazione di Elon Musk in merito all’email inviata ai dirigenti aziendali dove verrebbe ipotizzata una riduzione del 10% della forza lavoro, il che stride con i piani di crescita produttiva di Tesla. Su Twitter poi Musk ha affermato che in realtà il numero dei dipendenti aumenterà per il 2022 e i livelli di personale stipendiato rimarranno inalterati.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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