Tesla: per Elon Musk avrà vantaggi da Twitter ma investitori vendono azioni
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Tesla: per Elon Musk avrà vantaggi da Twitter ma investitori vendono azioni

Tesla: per Elon Musk Twitter sarà un vantaggio, ma investitori vendono le azioni

Tesla sta attraversando un periodo nero in Borsa, al punto che gli investitori si chiedono cosa stia realmente accadendo alla casa automobilistica di Palo Alto. Le azioni hanno chiuso l’ultima seduta con un crollo del 4,09% a 160,95 dollari, rompendo l’importante supporto tecnico di 166 dollari. Gli azionisti sono spaventati per la piega che ha preso la situazione dopo l’acquisizione miliardaria di Twitter da parte di Elon Musk. L’Amministratore Delegato di Tesla ha affermato con un tweet che questa operazione apporterà benefici al produttore di veicoli elettrici nel lungo termine (senza spiegare come, peraltro), ma per ora il titolo a Wall Street ha perso il 30% da quando il miliardario imprenditore è divenuto proprietario della compagnia di social network.

Il mercato ritiene che Musk sia distratto da Twitter e non potrà occupare il tempo per Tesla con la stessa dedizione del passato. Secondo Ross Gerber, capo di Gerber Kawasaki Wealth Management e sostenitore di lunga data di Tesla, il Consiglio di Amministrazione dell’azienda dovrebbe nominare un nuovo CEO ad interim, cosa che è stata caldeggiata il mese scorso. Tuttavia, non è stato fatto alcun nome di un potenziale candidato e per ora Musk non ha espresso l’intenzione di voler lasciare la carica.

Il mercato è preoccupato anche per un’altra questione, che riguarda i debiti di Twitter. Le banche che hanno sostenuto il finanziamento di 13 miliardi di dollari a Musk per l’acquisizione probabilmente quest’anno contabilizzeranno le perdite. Il problema è che la situazione debitoria potrebbe ripercuotersi su Tesla, in quanto il 51enne sudafricano potrebbe attingere ancora una volta alle proprie azioni nella compagnia automobilistica come garanzia per nuovi finanziamenti finalizzati a coprire le falle finanziarie dell’azienda di San Francisco.

 

Tesla: un problema di domanda

Al di là dei grattacapi che Musk ha con Twitter e che si ripercuotono su Tesla, l’attività aziendale del leader dei veicoli elettrici sta comunque vacillando. Ormai sembra assodato che, salvo miracoli, l’obiettivo di consegnare 1,5 milioni di auto nel 2022 salta. Nei primi tre trimestri, Palo Alto ha venduto quasi 930 mila unità e dovrebbe sfornare quasi 570 mila esemplari per sopraggiungere al traguardo. “Arrivare a 1,5 milioni per l’anno sarà difficile”, ha dichiarato Sam Fiorani, Vicepresidente per le previsioni globali dei veicoli di AutoForecast Solutions. “Stiamo esaminando la paura della recessione, aumento dei pagamenti di interessi, acquirenti non ansiosi di spendere un sacco di soldi”, ha affermato.

Il mercato di Tesla si è intoppato a Shanghai, il suo principale centro di produzione, al punto che l’azienda sta pianificando una riduzione dei veicoli prodotti nel territorio cinese. Inoltre, attualmente Tesla sta attuando una politica di incentivi negli Stati Uniti che fino a poco tempo fa sarebbe stata inimmaginabile, ossia uno sconto sull’auto di 3.750 dollari se comprata ora piuttosto che nel 2023. Secondo Toni Sacconaghi, analista di Bernstein, Tesla ha un problema di domanda, per cui dovrà “tagliare ulteriormente i prezzi per stimolare la domanda in Cina, oltre a ridurre in modo permanente il costo dei modelli negli Stati Uniti per qualificarsi per i vantaggi nascosti nell’Inflation Reduction Act”. L’esperto ha un rating di vendita sul titolo in Borsa.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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