Elon Musk torna sotto i riflettori. Oggi a Wall Street è attesa la nuova trimestrale di Tesla. Un esame importante considerando che gli ultimi due trimestri sono stati deludenti per l’azienda automobilistica americana.
In questo articolo:
- Trimestrale Tesla, le previsioni
- I fattori da considerare
- Trend delle azioni
- Perché la trimestrale di Tesla conta davvero
Trimestrale Tesla, le previsioni
Se le consegne – da sempre il racconto visibile dell’auto elettrica – restano importanti (oltre 497mila veicoli, un nuovo record come dichiarato dall’azienda stessa), la vera domanda è: a che prezzo sta crescendo Tesla? Quanto questo prezzo impatta sulla redditività? Il commento di Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia, si concentra proprio su questo: “Il gruppo di Elon Musk entra nella stagione delle trimestrali con consegne record ma con la redditività che cammina in equilibrio su un filo”. E ancora: “Problemi di natura politica, battaglie legali e debolezza legata ai tagli di prezzo implicano che non bisogna concentrarsi sulla crescita ma sui margini“.
Diodovich avanza una previsione di utile per azione pari a circa 0,55 dollari e ricavi intorno ai 26 miliardi di dollari. Ma la lente d’ingrandimento sarà sui margini: il margine lordo della parte automotive è stimato attorno al 17%, quello operativo vicino al 6%. Se queste cifre fossero confermate, la reazione del mercato sarà determinata molto più dal “quanto resta” che dal “quanto vende”.
In questo senso, bisogna cogliere un aspetto fondamentale: Tesla può continuare a vendere tante auto, ma se ogni auto porta meno guadagno rispetto al passato, il conteggio finale cambia. La crescita dei volumi non compensa automaticamente la compressione del margine. Una consegna record può dare impulso, ma se il guadagno per veicolo scende, i numeri risultanti possono deludere.
I fattori da considerare
Una delle potenziali “scialuppe di salvataggio” per Tesla è sicuramente il dipartimento energy. Diodovich ricorda che Tesla ha installato il record di 12,5 GWh di sistemi di accumulo (batterie/”Megapack”). Performance che potrebbe migliorare i margini complessivi dell’azienda di circa mezzo punto percentuale. Il che, nel contesto dei margini compressi, può fare la differenza.
Ancora: il backlog (la “fila ordini”) dei Megapack è diventato una sorta di assicurazione: se l’auto avrà alti e bassi, l’accumulo energetico può stabilizzare il profilo. I mercati vorranno sapere due cose: quando entrerà a regime lo stabilimento Megapack di Shanghai e quanta domanda “firmata e da evadere” c’è (backlog). In altre parole: non basta il record di installazione passato, serve visione credibile per il futuro.
Inoltre, non vanno dimenticate le variabili politiche e normative. Tesla opera ormai in uno scenario dove la componente “corporate” si mescola con geopolitica, sussidi, regolamentazione. Diodovich sottolinea che “la quota di Tesla in Germania è scesa al 2,8% all’inizio dell’anno, mentre i tagli ai crediti d’imposta negli Stati Uniti hanno costretto a sconti da 7.500 dollari sui modelli core“. Questo significa: mentre in passato Tesla poteva beneficiare di condizioni favorevoli (sussidi, vantaggi competitivi), oggi deve affrontare un mondo più difficile. La call degli utili dovrà quindi chiarire se questo trimestre è il fondo del ciclo di sentiment oppure se la politica resta la variabile più costosa di Tesla.
Infine, Diodovich si sofferma anche sul “pacchetto retributivo da 56 miliardi di dollari di Elon Musk che arriva in appello alla Corte Suprema del Delaware”. Peraltro, “Tesla contesta 345 milioni di spese legali collegate”. È un promemoria che la dimensione del rischio reputazionale e societario non è marginale.
Trend delle azioni
Sul fronte borsistico, Tesla ha vissuto una fase ambivalente. Come evidenzia il Forecaster, il titolo ha registrato un’impennata dell’86% negli ultimi sei mesi, rally che si estende al 106% allargando l’orizzonte temporale a un anno. Tuttavia questo dato va letto con cautela, in quanto il titolo è ancora al ribasso rispetto ai massimi fatti registrare a dicembre 2024, quando le azioni avevano toccato il prezzo di 479,86 dollari. Adesso infatti scambiano in area 447,83 dollari.
Perché la trimestrale di Tesla conta davvero
In questo scenario Tesla non può più permettersi di presentarsi come puro “volume-story“. La sfida è diventata la conversione: volume in fatturato, fatturato in margine, margine in utile reale. Il risultato di stasera sarà letto non solo come un numero, ma come indicatore del percorso futuro: la linea di demarcazione tra chi continua a inseguire la crescita a qualunque costo e chi invece dimostra che la crescita può diventare sostenibile.
Le leve da tenere d’occhio includono l’andamento dei margini (lordo e operativo), la performance del segmento Energy & Accumulo (in particolare il business Megapack), la visibilità dell’espansione internazionale, le condizioni normative e politiche (sedi, incentivi, credito d’imposta, tagli, sconti), e, infine, quanto l’azienda riesce a spostare la narrativa da “auto elettrica” a “ecosistema integrato” (software, guida autonoma, energia, accumulo).
In questa direzione, è importante ricordare che i robotaxi rappresentano oggi la speranza di Tesla per riconquistare il vantaggio sui competitor che non ha più sul fronte delle vendite di veicoli elettrici e l’avanzata di Byd lo dimostra. Anche in questo caso, quindi, sarà importante capire quali e se ci saranno novità importanti in questo segmento di business.









