Tesla: via libera a split azionario, da fabbriche a buyback ecco le decisioni dei soci - Borsa e Finanza

Tesla: via libera a split azionario, da fabbriche a buyback ecco le decisioni dei soci

Tesla: via libera a nuovo split azionario, da fabbriche a buyback ecco le decisioni dei soci

L’assemblea degli azionisti di Tesla si è conclusa offrendo spunti molto interessanti, a partire dalle previsioni di Elon Musk sull’economia americana. L’Amministratore Delegato dell’azienda ritiene che l’inflazione abbia superato il picco e nei prossimi tempi si assisterà a una recessione relativamente mite della durata di circa 18 mesi. La sua visione sull’inflazione prende a riferimento i prezzi delle materie prime che Tesla deve pagare per la produzione delle auto elettriche.

Il CEO aziendale ha affermato che quando si fanno milioni di auto si acquisiscono molte informazioni su dove stanno andando i prezzi dei materiali e dei beni necessari alla produzione. In questo secondo trimestre dell’anno, la situazione è stata molto turbolenta per varie cause, tra le quali hanno preso il sopravvento la guerra Russia-Ucraina e il ritorno del Covid-19 in Cina, che hanno colpito in particolar modo lo stabilimento di Shanghai e inasprito i problemi alla catena di approvvigionamento.

 

Tesla: lo split azionario

L’aspetto più importante su cui si concentrava l’attenzione degli investitori riguardava però la suddivisione della azioni Tesla con un rapporto 3:1. La società lo aveva annunciato il 28 marzo su Twitter e ora dopo oltre quattro mesi è stato portato in votazione e approvato. Lo split porterà le azioni di Palo Alto a 300 dollari, ma non è stato specificato quando entrerà in vigore.

Per la casa automobilistica questo è il secondo frazionamento in meno di due anni. Quello eseguito nel 2020 aveva generato un rialzo del prezzo delle azioni del 60% da quando è stato annunciato fino al giorno dell’esecuzione. Questa operazione non produce alcuna variazione nella capitalizzazione della società, però potrebbe rappresentare un driver per le azioni in quanto un prezzo più basso rende più accessibile l’ingresso degli investitori retail. Tuttavia, è bene precisare che questo aspetto è meno forte oggi rispetto al passato, dal momento che sono sempre più i broker consentono nelle loro piattaforme di eseguire acquisti per frazioni di azioni.

 

Tesla: 12 fabbriche entro il 2030

Un altro punto molto interessante emerso in assemblea riguarda la comunicazione di Musk circa l’intenzione di Tesla di produrre fino a 20 milioni di auto all’anno entro la fine del decennio. Per fare questo il miliardario imprenditore ha riferito che occorreranno circa 12 fabbriche, con ognuna in grado di produrre da 1,5 a 2 milioni di veicoli annuali. Quelle nuove si aggiungeranno agli impianti di Shanghai, Fremont, Austin e Berlino, oltre allo stabilimento di batterie a Sparks, in Nevada, che Tesla gestisce insieme a Panasonic.

 

Tesla: guida autonoma e Cybertruck

Elon Musk ha risposto alla domanda su come vorrebbe utilizzare il capitale nei prossimi anni, precisando che aumenterà gli investimenti a lungo termine e nella ricerca e sviluppo. Al riguardo ha ribadito che l’azienda è vicino all’obiettivo di una guida autonoma che funzioni come un robotaxi senza alcun conducente a bordo. Tuttavia, ha deluso gli azionisti sul Cybertruck. Tesla rispetterà l’impegno a metterlo in commercio a metà del 2023, dopo che per tre anni l’uscita del pick-up è stata sistematicamente rinviata. Tuttavia, non vi saranno le stesse specifiche a gli stessi prezzi che si conoscevano nella presentazione del 2019. Ad ogni modo, nei prossimi due mesi Tesla “installerà le attrezzature di produzione, gli utensili e tutto il resto nella fabbrica di Austin”, ha affermato Musk.

 

Il riacquisto delle azioni

L’enfant prodige non ha escluso la possibilità che in futuro Tesla effettui un riacquisto delle proprie azioni, a seconda di come sarà il flusso di cassa dell’azienda, che in questo momento appare solito e relativamente stabile. Tuttavia, ha puntualizzato che ancora la società non vorrebbe impegnarsi in un’operazione di buyback, a meno di eventi di forza maggiore che facciano cambiare le prospettive.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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