Tether: non solo stablecoin adesso investirà in oro, ecco come

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Tether sta puntando sull’investimento in oro. Secondo quanto riferito da persone che hanno familiarità con la questione, la più grande società di stablecoin del mondo ha tenuto colloqui con diversi gruppi minerari e di investimento relativamente al metallo prezioso. L’obiettivo è quello di distribuire una parte dei grandi guadagni ottenuti con l’emissione della stablecoin nei lingotti, approfittando anche della febbre dell’oro che sta caratterizzando il mercato delle materie prime in questo periodo. Il metallo giallo continua ad aggiornare i suoi massimi storici, sfruttando la sua tradizionale funzione di bene rifugio in un clima di tensioni economiche e geopolitiche e l’aspettativa che la Federal Reserve tagli i tassi di interesse. Inoltre, le istituzioni stanno sempre più accumulando oro tra le riserve, a dispetto del dollaro Usa in costante declino. In questo articolo:

 

  • Cosa bolle in pentola
  • Tether: le sue posizioni attuali sull’oro

 

Cosa bolle in pentola

L’amministratore delegato di Tether, Paolo Ardoino, è da tempo un grande estimatore dell’oro. Alcuni mesi fa lo ha paragonato al Bitcoin naturale. “Preferisco pensarlo così rispetto a come fa tanta gente che definisce Bitcoin oro digitale”, ha detto. A suo avviso, il metallo dovrebbe essere un asset più sicuro di qualsiasi valuta sovrana e può svolgere un ruolo complementare a Bitcoin.

Ora Tether si è posta come obiettivo di investire nel mining dell’oro, ma anche nella raffinazione e nelle società di royalty. In definitiva, Ardoino mira a entrare nell’intera catena dell’approvvigionamento. Nello specifico, l’emittente di USDT ha tenuto colloqui con Terranova Resource, un veicolo di investimento per l’estrattore dell’oro delle Isole Vergini Britanniche, hanno suggerito le persone informate. Inoltre sta prendendo in considerazione accordi di royalty con Elemental Altus, società canadese specializzata nel settore. 

 

Tether: le sue posizioni attuali sull’oro

In realtà, Tether ha già delle posizioni importanti sull’oro. Sulla base di quanto risulta dai suoi rendiconti finanziari, in un caveau di Zurigo custodisce lingotti d’oro per 8,7 miliardi di dollari che utilizza a garanzia della sua stablecoin. Non solo. Attraverso il suo veicolo finanziario Tether Investments – che si occupa di impiegare i guadagni ottenuti dalla società – ha acquisito una partecipazione del 37,8% proprio in Elemental Altus del valore di 105 milioni di dollari. Secondo un comunicato di oggi, Tether prevede di acquistare altri 100 milioni di dollari in azioni. L’accordo è soggetto all’approvazione degli azionisti e dovrebbe concludersi nel quarto trimestre. “Il recente investimento di Tether si è basato sulla sua strategia di aumentare l’esposizione all’oro”, ha dichiarato Juan Sartori, presidente esecutivo di Elemental Altus. Infine, il leader delle stablecoin gestisce XAUt, un token crittografico supportato al 100% da oro fisico raccolto direttamente in Svizzera. Secondo il suo sito web, la società ha emesso circa 1,3 miliardi di dollari di XAUt fino ad oggi.

Tether comunque non è l’unica azienda che cerca di abbinare l’oro agli asset digitali. Blue Gold, società quotata al Nasdaq che si occupa dell’estrazione del metallo prezioso, ha un piano per lanciare token digitali garantiti dall’oro. Una soluzione di questo tipo “potrebbe davvero decollare a livello globale come forma di valuta, perché sarà possibile una conversione in un bene reale come l’oro”, ha affermato Andrew Cavaghan, amministratore delegato della società.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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