TikTok resta negli Usa: accordo storico per il controllo americano dei dati

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

TikTok non sarà bannata negli Stati Uniti. La popolare app cinese, di proprietà di ByteDance, ha raggiunto un accordo per la creazione di una joint venture che sarà in maggioranza di proprietà americana. La transazione chiude quasi sei anni di battaglie per portare la piattaforma social sotto il controllo statunitense e garantire la sicurezza dei dati di oltre 200 milioni di americani che la utilizzano.

 

In questo articolo:

 

  • Ecco come sarà la joint venture
  • TikTok: fine di una telenovela

 

Ecco come sarà la joint venture

Secondo l’accordo, ByteDance manterrà solo una quota del 19,9% della joint venture TikTok USDS JV, mentre l’80,1% sarà detenuto da investitori americani. Di questi, il colosso del software Oracle, il gruppo di private equity Silver Lake e la società di investimento MGX deterranno il 15% ciascuno e gestiranno di fatto l’azienda. Secondo quanto dichiarato da TikTok, tra gli altri investitori figurano Dell Family Office (società di investimento di Michael Dell, fondatore di Dell Technologies), Vastmere Strategic Investments, Alpha Wave Partners, Revolution, Merritt Way, Via Nova, Virgo LI e NJJ Capital. Adam Presser sarà l’amministratore delegato, mentre Will Farrell è stato nominato responsabile della sicurezza. Nel consiglio di amministrazione della joint venture farà parte anche Shou Chew, attuale Ceo di TikTok.

In base a quanto stabilito nell’accordo, l’algoritmo che utilizzerà i dati degli utenti americani sarà protetto nel cloud statunitense di Oracle. In pratica, la joint venture rappresenterà un’infrastruttura backend per la società Usa e gestirà i dati degli utenti e l’algoritmo. Per quanto riguarda le attività commerciali che generano fatturato, come l’e-commerce e la pubblicità, queste resteranno sotto il controllo di ByteDance. In cambio dei servizi tecnologici e della gestione dei dati, la nuova joint venture riceverà una quota dei ricavi del gruppo. In definitiva, ByteDance manterrà la proprietà delle operazioni commerciali di TikTok negli Stati Uniti, ma il controllo dei dati passerà interamente alla joint venture.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scritto sui social che TikTok è ora “di proprietà di un gruppo di grandi patrioti e investitori americani” e, nel contempo, ha ringraziato il suo omologo cinese, Xi Jinping, per “aver lavorato a favore dell’approvazione dell’accordo”.

 

TikTok: fine di una telenovela

La battaglia per portare TikTok sotto il controllo degli Stati Uniti inizia nell’agosto del 2020, quando l’allora presidente Trump, al suo primo mandato, accusò l’app, di proprietà del gruppo cinese ByteDance, di rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale. Washington teme che i dati degli utenti americani possano finire nelle mani del governo cinese. Il tycoon firma così un ordine esecutivo che mira a vietare TikTok negli Usa, a meno che le sue attività americane non vengano cedute a soggetti statunitensi.

Nei mesi successivi si avvio una fase caotica di negoziati e ricorsi legali. TikTok fece causa al governo, ottenendo sospensioni temporanee del bando e avviando discussioni con potenziali acquirenti americani, tra cui Oracle e Walmart. Con l’elezione di Joe Biden alla Casa Bianca nel 2021, l’approccio muta: gli ordini esecutivi di Trump vengono revocati, ma le preoccupazioni sulla sicurezza restano. L’amministrazione Biden sposta il dossier su un piano più tecnico e regolatorio, coinvolgendo il Committee on Foreign Investment in the United States, comitato incaricato di verificare se investimenti, acquisizioni o partecipazioni straniere in aziende americane possano rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale, e puntando su misure di controllo dei dati.

Nel 2023 e 2024 il Congresso torna all’attacco, approvando una legge che impone a ByteDance di vendere TikTok negli Stati Uniti o affrontare un divieto totale. La norma viene confermata anche dalla Corte Suprema. Dopo mesi di trattative riservate, nel 2025 arriva la svolta: ByteDance accetta la creazione di una joint venture a maggioranza americana, con il controllo dei dati e dell’algoritmo affidato a investitori e infrastrutture Usa. La soluzione di compromesso annunciata oggi chiude una delle più lunghe e simboliche battaglie tecnologiche tra Washington e Pechino.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari