Giorni di fuoco in casa Tim. BlackRock ha comunicato di aver superato la soglia del 5% del capitale sociale dell’azienda, consolidando la sua partecipazione in un periodo di forte volatilità per il titolo. Questo movimento arriva a ridosso di un calo significativo delle azioni, scese sotto la soglia di 0,40 euro, suscitando interrogativi tra gli investitori. L’intervento di BlackRock ha immediatamente riportato Tim sotto i riflettori della Borsa, evidenziando l’interesse degli investitori istituzionali nelle prospettive future del gruppo.
Dietro la decisione di BlackRock
L’interesse di BlackRock potrebbe essere motivato da due fattori principali. Da un lato, l’acquisto potrebbe rappresentare un’opportunità di acquisizione a prezzi considerati vantaggiosi dopo la recente correzione del mercato. Dall’altro, potrebbe riflettere la possibilità che il dibattito sul consolidamento nel settore delle telecomunicazioni, attualmente sospeso, possa riaprirsi in futuro. Nonostante la recente conferma dello stop alle discussioni tra Tim e Iliad, che ha spinto il titolo della società guidata da Pietro Labriola a perdere quasi il 9% in una sola seduta, gli analisti mantengono aperta la prospettiva di scenari alternativi di consolidamento, sottolineando come la reazione del mercato sia stata probabilmente eccessiva.
D’altronde, non si tratta di un ingresso inedito. BlackRock è azionista di Tim da tempo, con una quota che nel corso degli anni ha conosciuto diverse oscillazioni. La nuova scalata non fa quindi altro che confermare la strategia dell’asset manager di consolidare posizioni in società percepite come strategiche o sottovalutate, in linea con la sua politica globale di gestione dei portafogli azionari.
Dal punto di vista degli analisti, le vendite nei confronti del titolo nelle ultime settimane appare sproporzionata rispetto alle reali prospettive dell’azienda. Le valutazioni recenti dei principali istituti finanziari confermano un quadro più sfumato: se da un lato Oddo BHF ha ridotto la raccomandazione a neutral, evidenziando una probabilità più bassa di consolidamento immediato, Barclays, Equita Sim e Banca Akros mantengono un giudizio positivo, ritenendo che le potenzialità di aggregazione nel mercato italiano restino significative nel medio termine. Gli esperti, quindi, osservano che, pur essendo lo scenario di una fusione Tim-Iliad più complesso e meno probabile, esistono margini per alternative di consolidamento che potrebbero favorire indirettamente l’azienda, come possibili operazioni con altri operatori o un rafforzamento della posizione strategica sul mercato domestico.
Operazioni strategiche e cessioni: Tim tra dismissioni e partnership
Nel corso del 2024, Tim ha intrapreso significative operazioni strategiche, tra cui la cessione della rete fissa a Kkr. Il 1° luglio 2024, è stato perfezionato l’accordo che ha visto il conferimento del ramo d’azienda comprendente l’infrastruttura di rete fissa e le attività wholesale in FiberCop, una società controllata al 58% da Tim. Successivamente, l’intero capitale di FiberCop è stato acquisito da Optics BidCo, una società controllata da Kkr, per un valore complessivo fino a 22 miliardi di euro, comprensivi di earn-out legati al verificarsi di determinate condizioni. Questa operazione ha consentito a Tim una significativa riduzione dell’indebitamento finanziario, confermando l’intenzione del gruppo di focalizzarsi sul core business e di ottimizzare la propria struttura patrimoniale.
Parallelamente, Tim ha avviato un processo di riorganizzazione azionaria. Nel marzo 2025, Poste Italiane ha acquisito il 15% delle azioni della società da Vivendi, portando la sua partecipazione complessiva al 24,81%, diventando così il principale azionista del gruppo. Questo accordo, del valore complessivo di 684 milioni di euro, ha segnato una svolta significativa nella governance di Tim, con implicazioni strategiche per le future direzioni industriali e operative dell’azienda.









