TIM: CDP prepara offerta per rete fissa Telecom Italia, ecco i dettagli
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TIM: CDP prepara offerta per rete fissa Telecom Italia, ecco i dettagli

TIM: CDP prepara offerta per rete fissa Telecom Italia, ecco i dettagli

Cassa Depositi e Prestiti sta lavorando per preparare un’offerta preliminare riguardo la rete fissa di TIM. In base ad alcune indiscrezioni, una proposta non vincolante potrebbe arrivare entro la prima metà del mese prossimo, ma ancora le discussioni sono in corso. In una nota, l’istituto pubblico ha scritto: “Stiamo lavorando in modo rigoroso con i nostri partner per ultimare il processo di valutazione degli asset in conformità con il memorandum d’intesa stipulato il 29 maggio”.

Tale memorandum si riferisce all’accordo per la creazione di un operatore a banda larga unico, procedendo con la fusione di TIM con Oper Fiber, sotto il controllo di CDP. L’obiettivo è quello di migliorare la copertura e la velocità della banda larga nel Paese, in base al piano promosso dal Governo Draghi. CDP e Telecom Italia a maggio puntavano a un accordo vincolante entro la fine di ottobre. “L’obiettivo è avviare un processo volto alla creazione di un solo operatore delle reti di telecomunicazioni, non verticalmente integrato, controllato da CDP e partecipato da Macquarie e Kkr, che consenta di accelerare la diffusione della fibra ottica e delle infrastrutture Vhcn (Very High Capacity Networks) sull’intero territorio nazionale, permettendo così l’accesso ai servizi più innovativi ed efficienti offerti dal mercato alla generalità della popolazione, agli enti pubblici e alle imprese, contribuendo in tal modo ad uno sviluppo più celere, duraturo e sostenibile del Paese”, si legge nella nota emessa a seguito dei Consigli di Amministrazione di tutte le parti in causa a fine maggio.

Tuttavia, sono incorse diverse problematiche riguardanti sia la divergenza di opinioni sul valore degli assets, sia le elezioni anticipate, alimentando un clima di incertezza e ritardi nell’elaborazione di un’offerta non vincolante. Riguardo la valutazione delle attività, la differenza è ancora abbastanza larga. Il principale azionista di TIM, Vivendi, vorrebbe vendere la rete fissa dando una valutazione di 31 miliardi di euro. CDP, invece, che ha un pacchetto del 10% della società di telecomunicazioni e il controllo di Open Fiber, valuta la rete non più di 20 miliardi di euro, debito compreso.

 

TIM: quanto potrà incidere il nuovo Governo per la rete fissa

A dipanare la matassa potrebbe essere decisivo il nuovo Governo che si formerà dopo le ultime elezioni che hanno visto trionfare lo schieramento guidato da Fratelli d’Italia. Il partito di destra ha già invitato CDP a mettere in atto il piano delineato da mesi e rilevare TIM, creando finalmente un operatore di rete unificato. L’effetto post-voto si è subito visto in Borsa, con il titolo Telecom Italia che nei due giorni successivi all’esito delle urne ha guadagnato il 5,64%.

Ad agosto si parlò di un piano del partito di Giorgia Meloni per delistare TIM e vendere diversi assets per almeno dimezzare il debito che grava sul gruppo. All’epoca, il nuovo probabile premier a Palazzo Chigi aveva affermato che la linea di Fratelli d’Italia è quella di una rete unica, di proprietà pubblica non verticalmente integrata. “La chiave è scorporare la proprietà della rete, che a mio avviso non può essere privata, come non lo è da nessuna parte, per un fatto di sicurezza e tutela dell’interesse nazionale”, aveva affermato.

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