TIM: via libera dell'UE per la vendita delle rete, ecco come sarà NetCo - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

TIM: via libera dell’UE per la vendita delle rete, ecco come sarà NetCo

TIM: via libera dell'UE per la vendita delle rete, ecco come sarà NetCo

La Commissione Europea ha finalmente dato il via libera al gestore patrimoniale statunitense KKR per acquisire NetCo, la rete di telefonia fissa primaria e secondaria di TIM. L’autorizzazione da parte dell’authority è arrivata senza condizioni, il che rimuove tutte le preoccupazioni alla vigilia relative alla concorrenza in ambito europeo. La decisione del braccio operativo dell’Unione Europea conclude un iter che ha visto il semaforo verde del governo italiano a gennaio ai fini della normativa sul Golden Power volta a limitare l’influenza straniera negli asset strategici del Paese, dopo l’approvazione a novembre 2023 da parte del consiglio di amministrazione di TIM per la negoziazione in esclusiva con KKR.

Con l’assenso da parte dell’autorità antitrust UE, sarà la prima volta che un grande Paese europeo ex-monopolista cede la sua rete fissa. Conclusi tutti i passaggi regolamentari, l’operazione dovrebbe concludersi entro l’estate. “Accogliamo con grande soddisfazione il via libera senza condizioni della Commissione Europea sull’acquisizione di NetCo da parte di KKR: sbrogliata la storica matassa”, ha dichiarato il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. L’alto funzionario del governo ha sottolineato che la strategia di Palazzo Chigi di “partecipare all’operazione è stata premiata” e che il closing avverrà a breve.

 

Le ragioni della Commissione Europea

La Commissione ha effettuato un’analisi approfondita prima di prendere la decisione, valutando attentamente quale impatto avrebbe l’acquisizione di KKR sul mercato all’ingrosso dei servizi a banda larga. Alla fine ha concluso che la società finanziaria americana non limiterà l’accesso ai servizi, in quanto non altererà il numero di reti disponibili e di fornitori wholesale. Inoltre, il potere di mercato di NetCo rimarrà sostanzialmente invariato, mentre gli accordi a lungo termine con alcuni operatori come Fastweb e Iliad non implicano un peggioramento delle condizioni di accesso.

Quanto alla concorrenza con OpenFiber, la joint venture tra TIM e KKR, la competizione resterà la stessa. In sostanza, Fastweb continuerà a competere con NetCo e OpenFiber, mentre è probabile che NetCo e OpenFiber seguiteranno a rivaleggiare per attrarre nuovi clienti e per l’espansione della rete, salvo fusione che sarebbe materia di un’altra autorità regolamentare. A quest’ultimo riguardo, il contratto di vendita della rete prevede un earnout da 2,5 miliardi a favore di TIM, qualora KKR trovi entro 30 mesi una qualche forma di intesa, commerciale o azionaria, con Open Fiber.

 

NetCo: ecco come sarà

Facciamo un passo indietro. NetCo nasce nel luglio del 2022, quando l’amministratore delegato di TIM, Pietro Labriola, presenta un piano per il superamento dell’integrazione verticale del gruppo finalizzata alla riduzione dell’indebitamento. A quel punto, l’attività di TIM viene spaccata in due grandi aree: NetCo e ServiceCo. NetCo comprende la rete primaria gestita interamente da TIM, la rete secondaria fornita da FiberCop – società partecipata da TIM per il 58%, da KKR per il 37% e da Fastweb per il 4,5% – e le attività wholesale domestiche e internazionali gestite da Sparkle, società specializzata nei cavi sottomarini. ServiceCo è focalizzata sui servizi attraverso TIM Consumer, TIM Entrerprise e TIM Brasile.

Con la vendita di NetCo, il quadro generale cambia. KKR avrà il controllo gestionale e industriale della rete, ma nel capitale della nuova società nascente prenderà posto il governo italiano attraverso il fondo per le infrastrutture F2i che eserciterà funzioni di controllo, il fondo sovrano di Abu Dhabi e il fondo pensione canadese CPP (Canada Pension Plan).

 

L’accordo quadro dei servizi tra TIM e KKR

Un elemento cruciale di tutta l’operazione è il Master Service Agreement (MSA), l’accordo quadro dei servizi tra KKR e TIM. In base al patto siglato, dopo l’acquisizione saranno disciplinati i rapporti tra NetCo e TIM. Secondo la Commissione, l’MSA non è parte integrante dell’operazione e non conferisce alla società americana il controllo su NetCo. Allora perché è importante? Secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa, gli operatori alternativi potrebbero presentare un esposto sia all’Antitrust italiano che alla DgComp europea in quanto l’MSA violerebbe le norme europee che vietano pratiche commerciali restrittive della concorrenza ai sensi dell’art. 101 del TFUE e lo sfruttamento abusivo di una posizione dominante come previsto dal seguente art. 102. Al riguardo, l’accordo quadro potrebbe essere soggetto a controllo e a vigilanza regolamentare sia in Italia che in Europa.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *