Titoli di Stato cinesi: perché i fondi d'investimento sono in fuga?
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Titoli di Stato cinesi: perché i fondi d’investimento sono in fuga?

Titoli di Stato cinesi: perché i fondi d'investimento sono in fuga?

I fondi d’investimento stanno fuggendo dai titoli di Stato cinesi nelle ultime settimane, con lo scoppio della guerra Russia-Ucraina. Questo va in netta controtendenza con quando succedeva all’inizio dell’anno dove il debito sovrano della Cina veniva considerato come un rifugio per ripararsi dalle turbolenze dei mercati. 

A dare questa veste di porto sicuro la divergenza della politica monetaria della People’s Bank of China rispetto a quella della Federal Reserve. La Banca Centrale cinese infatti era intenta a fornire supporto all’economia, che ha dato segni eloquenti di rallentamento per effetto soprattutto della crisi che ha colpito Evergrande e gli altri sviluppatori immobiliari. Al contrario, la Fed aveva da combattere l’inflazione più alta degli ultimi 40 anni e pertanto il suo atteggiamento da falco avrebbe creato tensioni sul mercato dei titoli di Stato con rendimenti più alti e prezzi più bassi. 

Da quando Putin ha invaso l’Ucraina, gli investitori hanno cominciato ad allontanarsi da Pechino, con 35 miliardi di yuan, pari a 5,5 miliardi di dollari, che sono defluiti il mese scorso dalle obbligazioni cinesi. Si è ipotizzato anche che una parte consistente delle vendite possa provenire da investitori russi, poiché le sanzioni occidentali hanno interrotto l’accesso della Banca di Russia a gran parte delle sue riserve estere. 

Così il rendimento a 10 anni è cresciuto dello 0,15% dal minimo di gennaio al 2,83%, aumentando il differenziale rispetto ai T-Note USA dello stesso periodo. Becky Liu, responsabile della strategia macro cinese presso Standard Chartered Bank Plc, sottolinea come i tassi cinesi non siano riusciti a seguire il calo dei Treasury Bond americani, con l’inizio della guerra Russia-Ucraina.

 

 

Titoli di Stato cinesi: cosa pensano gli analisti

Molti investitori in questo momento cominciano a vedere meno spazio d’intervento da parte della PBoC per allentare la politica monetaria, dopo il taglio del tasso chiave sui prestiti e aver aumentato la liquidità per rifocillare l’economia. E i trader a partire da ottobre 2021 si erano posizionati acquistando titoli di Stato proprio sulla base dell’accomodamento quantitativo della Banca Centrale. 

Il gestore di portafoglio China Asset Management in una nota ha scritto che vede più rischi che opportunità, perché i tassi non saranno tagliati e il coefficiente di riserva obbligatoria non verrà ridotto, con la conseguenza che il rendimento a 10 anni salirà fino al 3% per la crescente offerta di credito. Goldman Sachs a tal riguardo ha abbassato la sua valutazione sui titoli di Stato cinesi all’inizio della settimana, nell’attesa che i fondi possano vendere per compensare le perdite derivanti dagli investimenti russi a cui non avrebbero accesso. 

Viceversa, Overseas-Chinese Banking Corp. vede nel debito cinese delle opportunità nell’ottica di una diversificazione di portafoglio. La banca afferma che, per ridurre l’esposizione alla volatilità globale, i titoli di Stato cinesi potrebbero essere una soluzione grazie alla bassa correlazione tra yuan e dollaro USA.

 

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