Titoli di Stato francesi: la pressione aumenterà dopo il downgrade?

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I titoli di Stato francesi sono sotto pressione in questi giorni sui mercati obbligazionari. La scorsa settimana Fitch ha tagliato il rating della seconda economia europea da AA- ad A+, mentre Sebastien Lacornu è diventato il quinto primo ministro negli ultimi due anni. Di conseguenza, lo spread degli Oat francesi a 10 anni rispetto agli equivalenti Bund tedeschi è balzato fino a 84 punti base, il livello più alto dallo scorso gennaio. Oggi la situazione appare più calma, con il divario tra i due titoli di Stato che si è ristretto fino a sotto 80 basis point. In questo articolo: 

  • Titoli di Stato francesi: cosa significa il declassamento di Fitch
  • Quanto sarà importante il nuovo governo?

 

Titoli di Stato francesi: cosa significa il declassamento di Fitch

Il downgrade di Fitch potrebbe agitare gli investitori nelle prossime settimane. L’agenzia di rating americana ha motivato la decisione citando la crescita del debito pubblico francese (arrivato al 114% del PIL e dietro solo a quello di Grecia con il 152% e Italia con il 137%), la polarizzazione politica e le prospettive fiscali incerte. Ora nel merito creditizio, la Francia si trova allo stesso livello del Belgio e a un gradino più basso della Gran Bretagna. La mossa di Fitch arriva dopo un anno che l’agenzia ha espresso un outlook negativo per via della politica fiscale della nazione. L’ultimo precedente in cui Parigi è stata declassata non è incoraggiante. Ciò è avvenuto nel 2023 ed è stato seguito nell’anno successivo da misure simili di S&P Global Ratings e Moody’s.

Venerdì 19 settembre è atteso l’appuntamento con Dbrs, mentre esattamente una settimana dopo scenderà in campo Scope. Quanto a Moody’s e S&P bisognerà attendere invece rispettivamente ottobre e novembre. Ecco di seguito il calendario schematizzato con le date e, tra parentesi, il rating attuale e l’outlook delle agenzie sulla Francia:

  • 19 settembre: Dbrs (AA, alto)
  • 26 settembre: Scope (AA-, stabile)
  • 24 ottobre: Moody’s (Aa3, stabile)
  • 28 novembre: S&P (AA-, negativo)

Se le altre agenzie dovessero seguire la linea di Fitch, i titoli di Stato potrebbero subire ulteriore pressione per il semplice fatto che alcuni gestori patrimoniali hanno un vincolo di mandato ben preciso, ossia acquistare solo obbligazioni con rating elevato. “Se l’incertezza politica persiste, c’è il rischio di almeno un altro declassamento”, ha detto Mohit Kumar, capo economista e strategist per l’Europa di Jefferies. “Se la Francia scende al di sotto di AA- da due o più agenzie di rating, potremmo assistere a una vendita forzata da parte dei conti istituzionali”.

 

Quanto sarà importante il nuovo governo?

Il mercato non ama molto lo stallo politico in un Paese. Quando lo scorso anno il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha indetto le elezioni a sorpresa dopo la batosta presa dal governo alle urne europee, gli investitori hanno cominciato a vendere i titoli di Stato francesi. I due esecutivi che hanno preceduto Lecornu non sono riusciti, nell’attuazione dei loro provvedimenti fiscali e di spesa, a mettere d’accordo un parlamento frastagliato, nonostante le numerose concessioni fatte alle richieste delle fazioni opposte al governo.

L’Assemblée National è sparpagliata tra centristi che appoggiano Macron, il blocco che comprende l’estrema sinistra del Front Populaire e i socialisti moderati, e le forze di destra del Rassemblement National capitanate da Marine Le Pen. Ognuno degli schieramenti non ha i numeri per poter governare e quindi è necessario scendere a compromessi cercando un terreno comune in fronti politicamente all’estremo opposto. In generale c’è scarsa fiducia che si riesca nell’ardua impresa, visti gli sforzi del passato caduti nel vuoto. “Rimaniamo negativi sulla Francia perché non vediamo come il nuovo governo Lecornu sia in grado di attuare in modo credibile le riforme fiscali”, ha detto Kumar di Jefferies. 

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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