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Titoli di Stato USA: Vanguard vede rendimenti al 5%, ecco perché

Titoli di Stato USA: Vanguard vede rendimenti al 5%, ecco perché

I rendimenti dei titoli di Stato USA a 10 anni si stanno avvicinando alla soglia psicologica del 5%, livello visto l’ultima volta a ottobre del 2023. Da allora gli investitori hanno preso ad acquistare i Treasury americani sulle aspettative che la Federal Reserve tagliasse i tassi di interesse nel 2024. A dicembre dello scorso anno il ritorno delle obbligazioni era del 3,78%. Il sentiment però è cambiato negli ultimi mesi, in particolare ad aprile quando i trader hanno iniziato a scontare un ritardo della Fed nell’invertire la sua politica monetaria. Adesso il mercato si aspetta al massimo due tagli del costo del denaro con il primo potrebbe non arrivare prima di settembre.

L’aspettativa è suffragata dalle dichiarazioni degli esponenti di spicco della Banca centrale che sottolineano come l’inflazione sia ancora lontana dagli obiettivi di lungo periodo del 2% e pertanto non ci sia alcuna fretta a muoversi sul versante dei tassi. In sostanza, questi rimarranno alti per un periodo di tempo più lungo di quanto ci si attendeva qualche mese fa e gli investitori vendono i titoli di Stato USA facendo salire i rendimenti. Il prezzo delle obbligazioni è inversamente correlato ai tassi sul mercato. Quando questi ultimi salgono, i proprietari di titoli a reddito fisso vendono i loro bond in quanto il rendimento che percepiscono è più basso rispetto a quello dei titoli di nuova emissione. Inoltre, in un contesto di grande pressione si fa sentire maggiormente il peso del debito statunitense, che è destinato a crescere aumentando l’offerta e, quindi, spingendo ulteriormente i prezzi al ribasso e i rendimenti al rialzo.

 

Titoli di Stato USA: rendimenti al 5% obiettivo possibile

I Treasury possono arrivare veramente a rendere il 5%? Secondo il grande gestore patrimoniale Vanguard questa eventualità è plausibile, perché se i rendimenti dovessero salire oltre il livello critico del 4,75% potrebbero convincere gli investitori ad abbandonare le loro aspettative sul rally, lasciando il posto a un sell-off diffuso. “Molti sarebbero costretti a vendere le loro partecipazioni per limitare le perdite”, ha affermato Ales Koutny, CFA di Vanguard.

Tuttavia, la domanda di nuove emissioni all’asta di titoli di Stato USA è ancora forte. Nell’ultima tornata del 20 ottobre, i bond sono stati assegnati a un rendimento del 4,818%, al di sotto del 4,843%. Questo è di buon auspicio in considerazione della quantità importante che il Tesoro americano dovrà emettere nel prossimo futuro. Nel frattempo, però, le cose possono cambiare e l’andamento dell’inflazione, con la conseguente reazione della Fed in termini di politica monetaria, determineranno con ogni probabilità il corso degli eventi nel mercato delle obbligazioni. In genere, il sentiment rimane negativo su tutta la gamma dei titoli di Stato sebbene, come rileva un sondaggio condotto da JPMorgan Chase, un nugolo di investitori stia trovando delle opportunità nei titoli ad alto rendimento.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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