Titoli tech: per Cathie Wood tra 5 anni rendimenti spettacolari
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Titoli tech: per Cathie Wood tra 5 anni rendimenti spettacolari

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Cathie Wood è indistruttibile nelle sue idee sui titoli tech e ancora una volta difende a spada tratta il suo portafoglio d’investimento attraverso i fondi ARKK. In un’intervista rilasciata a Class CNBC, la grande investitrice californiana ha affermato che nell’arco di 5 anni si vedranno rendimenti spettacolari nelle nuove tecnologie, su cui ha investito attraverso i suoi ETF.

Wood sottolinea come l’innovazione sia stata in quest’ultimo periodo travolta da un terribile mercato ribassista, ma è anche vero che, dal punto più basso del periodo pandemico fino al picco del febbraio 2021, i fondi ARKK sono cresciuti del 358%. Negli ultimi 12 mesi tuttavia l’ARK Innovation in pratica ha dimezzato il suo valore, mentre l’indice S&P 500 è cresciuto circa del 15% nello stesso lasso di tempo.

A remare contro i rendimenti degli ETF ARKK in modo particolare le attese che la Federal Reserve possa attuare una sfilza di aumenti dei tassi d’interesse a partire dalla prossima riunione del 15-16 marzo, il che mette sotto pressione i titoli tech di cui è pieno il paniere degli asset di Cathie Wood. La regina del tech però mette in evidenza come la sua azienda abbia registrato afflussi importanti dal 17 gennaio di quest’anno, ammontanti a 1 miliardo di dollari. Questo significa che si è abbassato il livello di prezzo su cui si è formata la base degli investitori.

 

 

Cathie Wood: la domanda di petrolio si distruggerà

Secondo Cathie Wood l’innovazione sarà la risposta ai problemi che il mondo in questo momento sta affrontando. A suo avviso la guerra Russia-Ucraina ha innescato un aumento del prezzo di alcune materie prime come il petrolio e alla fine porterà a una distruzione della domanda e a una sostituzione dell’innovazione, come ad esempio il passaggio dai veicoli a combustione a quelli elettrici.

In verità, nel 2020 Wood aveva previsto un crollo delle quotazioni del greggio fino a 12 dollari, ma ha precisato che non poteva considerare lo shock dell’offerta e poi l’invasione dell’Ucraina. Nel lungo termine però mantiene intatta questa previsione, per via di una minore domanda. Intanto in giornata l’oro nero ha segnato quasi 140 dollari al barile, dopo le voci secondo cui gli Stati Uniti potrebbero applicare l’embargo anche senza prendere accordi con gli alleati, ma farlo in maniera del tutto autonoma.

La stock picker di Wall Street si è anche soffermata su come i mercati privati abbiano avuto più rilevanza nell’ultimo anno rispetto a quelli pubblici dal punto di vista della tecnologia. Questo perché i mercati pubblici sono pieni di investitori sensibili ai benchmark, mentre i mercati privati vedono opportunità di crescita esplosiva nelle principali piattaforme di innovazione.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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