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Tobin tax sulle azioni: cos’è e come funziona

Tobin tax sulle azioni: cos'è e come funziona

Sulle operazioni finanziarie che hanno ad oggetto i titoli azionari grava una tassa sull’entità delle operazioni stesse, ossia l’Italian Financial Transaction Tax, conosciuta meglio come Tobin Tax. Questa è stata introdotta dalla Legge di Stabilità 2012 ed è in vigore dal 1° gennaio 2013. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste, chi la paga e come viene versata.

 

Tobin Tax: definizione e caratteristiche

La Tobin Tax prende il nome del Premio Nobel per l’economia James Tobin, che la propose nel 1972 per colpire tutte le transazioni sui mercati valutari con lo scopo da un lato di stabilizzarli, dall’altro di procurare entrate a favore della comunità internazionale. Con riferimento alle azioni, si applica ai trasferimenti di proprietà e strumenti partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato. L’applicazione è nella misura dello 0,1% se le azioni sono trattate nei mercati regolamentati, dello 0,2% nel caso in cui vengono scambiate nei mercati Over the Counter (OTC).

La tassazione incontra però dei limiti ben definiti. Intanto, riguarda solamente le azioni emesse da società che hanno una capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro. In secondo luogo, a differenza dei derivati, va applicata solo sulle operazioni di acquisto. Quindi, se si vendono azioni allo scoperto, l’aliquota andrà calcolata sull’importo sborsato nel momento in cui si riacquista. In terzo luogo, e sempre a differenza dei derivati, si calcola solamente sulle operazioni multiday e non anche su quelle intraday. In quarto luogo, non riguarda le società estere o quelle italiane che hanno sede legale all’estero. Infine, non comprende le transazioni che sono effettuate per mezzo di broker market maker.

Se ad esempio si acquistano 500 azioni dell’azienda XYZ quotata all’indice FTSE MIB ad un prezzo di 10 euro cadauna e si vendono dopo 7 giorni al prezzo di 11 euro, il calcolo della Tobin Tax sarà così determinato:

 

  • valore d’acquisto 500 x 10 = 5.000 euro
  • valore dell’imposta 0,1% su 5.000 = 5 euro

 

Se le azioni fossero state vendute lo stesso giorno di acquisto il valore dell’imposta sarebbe stato pari a zero. Se invece si fossero vendute allo scoperto le 500 azioni al prezzo di 10 euro e poi si fossero acquistate dopo 7 giorni a 11 euro, il calcolo della Tobin Tax sarebbe così eseguito:

 

  • valore di riacquisto 500 x 11 = 5.500 euro
  • valore dell’imposta 0,1% su 5.500 = 5,5 euro

 

Ovviamente se il riacquisto fosse avvenuto nello stesso giorno della vendita allo scoperto, il valore dell’imposta sarebbe pari zero.

La Tobin Tax si applica nella misura dello 0,02% per quelle operazioni ad alta frequenza, che vengono cioè generate da un algoritmo che in modo automatico sceglie gli ordini da eseguire, sul controvalore degli ordini annullati o modificati che in una giornata di Borsa superano la soglia numerica stabilita con il decreto di cui al precedente periodo. Tale soglia non può in ogni caso essere inferiore al 60 per cento degli ordini trasmessi.

 

Chi e come versa l’imposta

La Tobin Tax viene applicata da parte dell’intermediario autorizzato e va versata entro il 16 del mese successivo all’operazione di acquisto, o riacquisto di azioni in caso di vendita allo scoperto, utilizzando il modello F24. I codici da usare sono:

 

  • 4058 denominato “Imposta sulle transazioni di azioni e di altri strumenti partecipativi – art. 1, c. 491, l. n. 228/2012”;
  • 4060 denominato “Imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative ad azioni e strumenti partecipativi – art. 1, c. 495, l. n. 228/2012”.

 

Nel caso non si versa l’imposta e si adotta il ravvedimento operoso bisogna utilizzare i codici:

 

  • 4061 riguardo le sanzioni, denominato “Imposta sulle transazioni di azioni e di altri strumenti partecipativi – art. 1, c. 491, l. n. 228/2012 “;
  • 4062 concernente gli interessi, denominato “Imposta sulle transazioni di azioni e di altri strumenti partecipativi – art. 1, c. 491, l. n. 228/2012”;
  • 4065 per le sanzioni con riferimento all’ “Imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative ad azioni e strumenti partecipativi – art. 1, c. 495, l. n. 228/2012”;
    4066 per gli interessi riguardo all’ “Imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative ad azioni e strumenti partecipativi – art. 1, c. 495, l. n. 228/2012”.

 

Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2018 bisogna inviare telematicamente il modello FTT pubblicato dall’Agenzia delle Entrate entro e non oltre il termine del 31 marzo di ciascun anno, direttamente dal contribuente o tramite intermediario abilitato. Mentre i soggetti non residenti e che non hanno una stabile organizzazione in Italia o rappresentante fiscale, possono presentare la dichiarazione tramite raccomandata o mezzo equivalente che riporti la data esatta di spedizione.

 

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