Il panic selling non si sta ancora diffondendo sui mercati, tuttavia siamo in piena avversione al rischio: i mercaticontinuano a scendere con un Vix che non esplode ma che costantemente aggiorna i suoi massimi in chiusura di seduta. Le Banche centrali assumono un atteggiamento guardingo e non ritengono possibili tagli a breve dei tassi di interesse, poiché sia per la Fed sia per la Bce l’inflazione resta alta e non presenta dinamiche che possano causarne una diminuzione.
Da una parte i dazi di Trump, che di per sé portano a intraprendere percorsi inflazionistici, costringendo le imprese a rivedere i propri listini di vendita (vero soprattutto per gli Usa) e dall’altro la guerra in Iran che si sta trasformando nell’ennesimo shock energetico con ovvia trasmissione ai prezzi dei carburanti e di tutte le catene d’offerta (vero soprattutto per l’Europa).
Questo quadro macro e geopolitico spaventa senza panico ma induce tutti gli operatori a una semplice scelta: vendere e aumentare la liquidità sui conti, in attesa delle opportunità future. Si vende ogni asset. Da qui le perdite settimanali non solo delle Borse ma anche i crolli veri e propri dei metalli preziosi. Si salvano solo due classi di investimento: petrolio e dollaro. Lo abbiamo ben compreso con il Report, che vede annullarsi quasi del tutto la performance da inizio anno, causa la fortissima discesa dell’argento che fa chiudere il trade a oltre -70% in due settimane e che costa sette punti percentuali sul portafoglio. I due bei trade domestici sui CW Call su Eni prima e su Enel poi limitano bene i danni, ma non bastano.
Le borse dunque, Wall Street in primis, violano i supporti che avevamo indicato la scorsa settimana e non assistiamo al solito “buy the dip“. Le medie mobili a 200 giorni sui grafici giornalieri non tengono i prezzi e lo si vede dalle figure sotto riportate su S&P500 e Ftse Mib. Il trend primario rialzista è ora a rischio e l’innalzamento continuo della volatilità implicita ci induce a pensare che anche per quest’anno si assisterà a un forte calo nel bimestre marzo/aprile, così come lo scorso 2025 con l’annuncio della politica protezionistica di Trump del “liberation day“. A questo punto un profondo e veloce calo su supporti mensili appare quanto mai probabile e pertanto lo si cavalca comprando CW Put sugli indici, che si aggiungono a quelli ancora in essere sul cambio Eur/Usd.
Primo trade, strategia ribassista: buy CW Put su S&P500

Figura 1. Grafico giornaliero a candele giapponesi e indicatori di trend e volatilità dell’indice S&P500 al 20 marzo 2026 – Fonte: Pro Real Time
Il primo CW selezionato è il Put at the money con base 6.500 punti sull’indice americano e con scadenza giugno 2026. Il CW negli ultimi 3 mesi ha messo a segno una performance positiva del +21,5% dovuta alla discesa dai massimi.
Ecco qui il CW Put così selezionato:
- Covered Warrant su S&P 500 (Price Return) Index
- Strike 6.500 punti
- Scadenza 19.06.2026
- Codice di negoziazione UG7CMQ
- ISIN DE000UG7CMQ9
Il miglior risk management della combinazione:
- Acquisto del CW entro il giorno della pubblicazione del report
- Target profit: rivendita del CW in portafogli in caso di guadagni uguali o superiori al 20% del totale dei premi pagati
- Stop temporale: il CW andrà in ogni caso rivenduto, anche in perdita, entro due settimane dal suo acquisto se non dovesse raggiungere prima il target profit (es. compro i CW questo lunedì, se nelle due settimane successive non si arriva al target profit si chiude e si rivendono gli strumenti al secondo venerdì dopo l’acquisto)
Secondo trade, strategia ribassista: buy CW put su Ftse Mib

Figura 2. Grafico giornaliero a candele giapponesi e indicatori di trend e volatilità dell’indice Ftse Mib al 20 marzo 2026 – Fonte: Pro Real Time
Il secondo CW che scelgo è il Put domestico sull’indice guida di Piazza Affari, in questo caso è già in the money su base 43.000 punti con la scadenza sempre giugno 2026. Lo strumento mette a segno un +16,95% in tre mesi causa test e violazione della sua media mobile a 200 giorni.
Ecco qui il CW Put così selezionato:
- Covered warrant su Ftse Mib Index
- Strike 43.000 punti
- Scadenza 19.06.2026
- Codice di negoziazione UG6XAE
- ISIN DE000UG6XAE8
Il miglior risk management della combinazione:
- Acquisto del CW entro il giorno della pubblicazione del report
- Target profit: rivendita del CW in portafogli in caso di guadagni uguali o superiori al 20% del totale dei premi pagati
- Stop temporale: il CW andrà in ogni caso rivenduto, anche in perdita, entro due settimane dal suo acquisto se non dovesse raggiungere prima il target profit (es. compro i CW questo lunedì, se nelle due settimane successive non si arriva al target profit si chiude e si rivendono gli strumenti al secondo venerdì dopo l’acquisto)
Conclusioni e money management consigliato

La debacle sul CW Call su argento è evidente, l’operazione chiude malissimo e condiziona l’equity line da inizio anno, che solo grazie al buon profitto sul CW Call su Enel a inizio settimana, subito in grande guadagno in un giorno, non arriva ad essere negativa. Performance YTD dunque a +1,36% che è ben più interessante di quella in euro dell’S&P500 che è invece negativa con un -3,47%. Puntiamo sull’accelerazione della fase orso in partenza delle borse con i CW Put su Ftse Mib e S&P. Anche il CW Put su Eur/Usd se la discesa sarà confermata dovrebbe apprezzarsi e andare in guadagno in settimana.
Per i nuovi e i vecchi lettori di questa analisi settimanale: il Money Management del processo di selezione dei CW prevede la parcellizzazione del capitale di trading in dieci parti e un’allocazione di un 10% del capitale ad ogni operazione. Il rilevamento della performance del Report avviene segnando come prezzi di carico i prezzi di riferimento sui CW alla chiusura del mercato del lunedì, mentre in caso di mancato raggiungimento del target di profitto indicato, si rilevano come prezzi parziali e prezzi finali di chiusura quelli di riferimento del venerdì.
DISCLAIMER
Tutti gli investimenti finanziari comportano un certo livello di rischio, il trading online comporta un alto livello di rischio che potrebbe non essere adatto a tutti gli investitori. In particolare, il trading in strumenti finanziari a leva come i covered warrant, comporta ulteriori rischi di esposizione alle perdite. Prima di decidere di investire è necessario valutare attentamente i propri obiettivi di investimento, livello di esperienza e propensione al rischio. Esiste infatti la possibilità di perdere, in parte o per intero, l’investimento effettuato. Non investire denaro che non ci si può permettere di perdere. E’ fondamentale informarsi sui rischi associati all’investimento che si sta valutando di effettuare.
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