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Trimestrali europee: le società tedesche saranno il punto debole?

Trimestrali europee: le società tedesche saranno il punto debole?

Le società tedesche potrebbero essere la nota dolente delle trimestrali europee nella stagione che sta per aprirsi. Secondo i calcoli di Bloomberg Intelligence, basati sulle stime societarie, gli utili per azione saranno in calo del 7% per quanto riguarda le case automobilistiche BMW e Mercedes-Benz, il colosso della chimica BASF, la casa farmaceutica Bayer e il produttore di chip Infineon Technologies. “La dipendenza della Germania da alcuni settori chiave in difficoltà, in particolare le automobili, sta lasciando esposto il Paese alla ciclicità della domanda a livello globale e alla lenta ripresa economica nazionale” ha scritto Kaidi Meng, senior associate di Bloomberg Intelligence.

 

Trimestrali europee: i problemi delle società tedesche

Ma quali sono in questo momento i problemi che stanno vivendo le singole società tedesche citate? BMW e Mercedes-Benz stanno pagando le preoccupazioni relative al rallentamento della domanda di veicoli elettrici, mentre la concorrenza delle aziende cinesi sta mettendo pressione ai prezzi e riducendo i margini aziendali. “Il 2024 è un anno molto impegnativo per le case automobilistiche” sottolinea Romain Gourvil, analista di Berenberg.

BASF deve affrontare il calo della domanda di beni durevoli a causa degli alti tassi di interesse che riducono in particolare l’attività edilizia. Il settore immobiliare è tra quelli più in difficoltà in Germania. Secondo un rapporto del broker Jones Lang Lasalle, l’appetito degli investitori per le operazioni immobiliari è rimasto basso nel primo trimestre di quest’anno a causa di una serie di crolli di alto profilo e della preoccupazione per i prestiti. Bayer, invece, sta spendendo miliardi di uro per risolvere un contenzioso di oltre 100 mila casi riguardante il suo diserbante Roundup.

Il settore dei chip deve fare i conti con il crollo della domanda dei clienti industriali e questo per Infineon Technologies è un brutto colpo. Il governo di Pechino ha chiesto alle aziende di auto elettriche di rifornirsi presso i produttori di chip locali, mettendo fuori gioco soggetti come la società tedesca che contava molto sulla domanda cinese. Secondo l’analista di Citigroup, Andrew Gardiner, l’industria cinese dei semiconduttori è ancora in fase di sviluppo, ma ciò basta per mettere in discussione la capacità di Infineon di soddisfare la sua guidance per l’intero anno.

 

La Germania anello debole dell’Europa

Le difficoltà delle grandi aziende tedesche sono solo una parte della situazione che sta vivendo la Germania da un paio di anni, diventata ormai il grande “malato” d’Europa. L’interruzione delle forniture energetiche, il rallentamento delle esportazioni in Asia e l’aumento dei tassi di interesse rappresentano alcuni dei venti sfavorevoli più pungenti che hanno colpito l’economia della locomotiva del Vecchio continente portandola in recessione. Le prospettive per l’anno in corso non sono brillanti, con il Ministero dell’economia che ha già avvertito di una ripresa che arriverà molto più tardi di quanto auspicabile.

Uno studio condotto dallo studio legale Weil, Gotshal & Manges, che aggrega i dati di oltre 3.750 società europee quotate in Borsa, ha rilevato come la crisi delle società tedesche all’inizio di quest’anno sia la peggiore dal 2020. “La Germania è sempre stata la nazione con i migliori risultati in Europa mentre il Regno Unito è sempre stato un fanalino di coda. Ora non è così”, ha dichiarato Andrew Wilkinson, senior European Restructuring Partner di Weil. “L’aumento dell’indice di sofferenza europeo in questo trimestre è dovuto alla Germania”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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