Trimestrali USA: cosa aspettarsi da conti del quarto trimestre?

Trimestrali USA: cosa aspettarsi da conti del quarto trimestre?

Trimestrali USA: cosa aspettarsi dai conti del quarto trimestre?

A Wall Street è iniziata la stagione delle trimestrali. Si tratta di un test molto importante per gli investitori, ancor più alla luce di un avvio di 2022 non brillante per gli indici di Borsa USA. Come questo appuntamento possa impattare sulle sorti di Borsa delle società lo abbiamo visto anche nelle ultime ore con il sell off che ha interessato Netflix. Vediamo dunque cosa si aspetta Vontobel nell’idea d’investimento di questa settimana.

 

Trimestrali USA: conti faranno luce su inflazione e variante omicron

Lo scorso 14 gennaio è ufficialmente iniziata la stagione delle trimestrali a stelle e strisce, che tipicamente prende il via con il rilascio dei conti di alcuni dei principali istituti di credito. Stando a quanto riportato da un’analisi di FactSet, le banche dell’ indice S&P 500 riusciranno ad archiviare utili per 31,2 miliardi di dollari, il 2,4% in meno rispetto al 4° trimestre del 2020.

In generale, i risultati del 4° trimestre del 2021 daranno diverse informazioni in merito alla capacità delle aziende di affrontare l’aumento dell’inflazione, la rapida diffusione della variante Omicron del Covid-19 e la conseguente diminuzione della spesa dei consumatori. Oltre a questo, per gli istituti di credito USA vi è la problematica delle riserve. Con la ripresa economica dell’anno scorso, le banche hanno iniziato a rilasciare le riserve costruite nel 2020 per arginare le perdite su crediti causate dalla pandemia. Con la ripresa economica del 2021, queste società hanno cominciato a rilasciare questi fondi, i quali hanno spinto i risultati. Ora questo aiuto sarà ben al di sotto rispetto all’anno scorso.

Più in generale, sempre stando alle previsioni di FactSet, i guadagni societari degli ultimi tre mesi del 2021 registreranno un +22% su base annuale e un +40% sequenziale. I settori migliori dovrebbero essere l’energetico, l’industriale e quello dei materiali, mentre i comparti peggiori saranno quello finanziario e delle utility. Un segnale interessante è quello arrivato nella prima settimana di gennaio 2022, quando 56 compagnie all’interno dell’indice S&P 500 hanno rilasciato una guidance negativa sugli EPS per il trimestre appena concluso, valore al di sotto della media a 5 anni di 60. Per gli analisti, sta finendo il periodo delle comparazioni positive tra i risultati del 2021 e il 2020, con una situazione che è quasi tornata alla normalità.

Sarà anche interessante capire cosa pensano le aziende in merito alle prossime mosse della Federal Reserve, che per contrastare l’aumento dell’inflazione potrebbe iniziare a rialzare i tassi di interesse per almeno tre volte nel corso del 2022, penalizzando soprattutto il comparto tecnologico. Oltre a questo, il prossimo giugno potrebbe iniziare la riduzione del bilancio dell’istituto centrale americano. A dicembre 2021, l’indice dei prezzi al consumo è arrivato al 7% su base annuale, l’incremento più importante dal 1982.

 

S&P 500: nel breve quadro tecnico denota incertezza

Le quotazioni dell’S&P 500 si trovano all’interno di un canale ascendente formato dalla linea di tendenza ottenuta collegando i massimi del 5 e 22 novembre 2021 e da quella disegnata con i minimi del 3 e 20 dicembre 2021. Dopo essere stato respinto dalla parte superiore della figura tecnica, il principale indice di Borsa USA è tornato a testare il lato inferiore, da dove è iniziato un rimbalzo. Nel breve periodo la situazione denota incertezza, in quanto i corsi non riescono a tornare al di sopra della resistenza lasciata in eredità dai top del 5 novembre 2021. Se questo ostacolo dovesse essere oltrepassato, i corsi potrebbero tornare a mirare alla zona dei 4.800 punti. Al contrario, un’indicazione negativa si avrebbe con una flessione al di sotto dei 4.570 punti.

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