Trimestrali USA: la disfatta di Netflix è la fine di un'epoca?
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Trimestrali USA: la disfatta di Netflix è la fine di un’epoca?

La disfatta di Netflix è la fine di un'epoca?

Sarà una giornata di passione quella che a Wall Street attenderà il titolo Netflix, all’indomani dei dati trimestrali che hanno certificato come quel boom di abbonati che aveva caratterizzato in particolar modo il 2020 sia evaporato. Nello specifico la piattaforma di streaming ha chiuso il primo trimestre del 2022 con un utile netto che passa dagli 1,7 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2021 agli attuali 1,6 miliardi di dollari, con un utile per azione a 3,53 dollari contro attese poste a 2,89 dollari. Per quanto riguarda i ricavi questi si attestano a 7,87 miliardi di dollari leggermente sotto le attese degli analisti. In questo contesto nei primi 3 mesi del nuovo anno Netflix ha perso 200 mila abbonati. Quali i motivi di questo crollo? Innanzitutto la sospensione dei servizi in Russia, che costa quasi 700 mila abbonati, ma anche la presenza di nuovi competitors nel settore (Amazon Prime e Disney+ in primis) uniti agli aumenti che la società ha effettuato nell’ultimo periodo.

A deludere il mercato anche l’outlook che vede un ulteriore perdita di abbonamenti (quasi 2 milioni) nel trimestre in corso. Per cercare di porre un freno a questa erosione di abbonati, il management inizia a pensare ad una versione più economica del servizio di streaming in cui saranno presenti inserzioni pubblicitarie, seguendo l’esempio di alcuni competitors come Disney+. Infine si è alla ricerca di un modo per trarre profitto dalle 100 milioni di famiglie che accedono ai suoi servizi attraverso account condivisi e che forse rappresentano il vero tallone d’Achille per la società.

 

Azioni Netflix: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come questi numeri impatteranno sul titolo fin dall’apertura odierna. Il titolo Netflix, dopo aver chiuso la seduta di ieri in rialzo del 3,2%, con i prezzi sempre vicini ai minimi degli ultimi 2 anni in area 330 dollari, è atteso in apertura di giornata con le quotazioni in ribasso di oltre il 25% e vicini alla soglia dei 250 dollari. Dal punto di vista operativo importante diventerà la tenuta di questi livelli per evitare che il titolo possa proseguire il suo sell-off in direzione dei prossimi target ribassisti posti nei pressi dei 220-225 dollari, dove si andrebbe a chiudere un gap up lasciato aperto il 22 gennaio 2018. Al contrario un primo segnale di positività lo avremmo solo con il recupero dei 300 dollari sopra i quali aumenterebbero le possibilità di un importante rimbalzo in direzione dei 330 dollari e a seguire 350 dollari.

 

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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