Trimestrali USA: ecco uno dei maggiori rischi per le aziende
Cerca
Close this search box.

Trimestrali USA: ecco uno dei maggiori rischi per le aziende

Trimestrali USA: ecco quale può essere uno dei maggiori rischi per le aziende

La stagione delle trimestrali USA rivelerà un aspetto molto importante, che allo stesso tempo rappresenta un grande rischio per le azioni in Borsa, ossia i margini di profitto delle aziende. In questi mesi le società americane sono state messe sotto pressione da un forte aumento dei costi di input derivanti dall’impennata dei prezzi delle materie prime energetiche, dei materiali, dei trasporti e dei salari. Ciò che farà la differenza riguarda la capacità di aver trasferito i maggiori costi al consumatore finale attraverso il potere di determinazione dei prezzi.

Questo punto è cruciale, perché in teoria un’azienda può benissimo aver aumentato i ricavi, ma ridotto gli utili. Infatti, secondo Jonathan Golub, responsabile della strategia azionaria USA di Credit Suisse, il fatturato dell’S&P 500 crescerà del 10,3% su base annua, ma si vedrà un aumento del 5,5% degli utili per azioni, il che suggerisce un calo significativo del margine.

 

Trimestrali USA: ecco le società con margini più a rischio

Quello dell’inflazione è un aspetto di cui non si è tenuto conto quando sono state fatte le stime sugli utili mesi fa, quindi sono stati in parecchi che hanno dovuto correre a rivedere le loro proiezioni. Questo potrebbe non essere abbastanza e alla fine i rilasci delle trimestrali USA rischiano di deludere gli investitori. Golub ritiene che la migliore crescita dei margini rispetto allo stesso periodo del 2021 nelle trimestrali USA dovrebbe essere quella delle società cicliche, che aumenterebbero i ricavi del 23% e degli utili per azione del 51,7%. Questo perché esse comprendono molti produttori di energia e materie prime che hanno profittato del rally dei prezzi.

Le società non cicliche invece dovrebbero vedere un aumento dei ricavi del 4,5% e un calo dei guadagni per azione dell’1,1%, secondo l’esperto. Tali aziende fanno parte di settori come quelli tecnologici, che hanno sofferto di più in questi mesi, anche per via dell’aumento dei tassi d’interesse. Golub considera le Big Tech come Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon, Meta e Nvidia un’area di preoccupazione per i margini, con i ricavi del gruppo previsti in aumento del 7,6% e gli EPS in discesa del 4,3%. Tutto ciò ha una rilevanza importante nell’S&P 500 nel suo complesso, visto il peso cospicuo delle azioni di queste aziende. Infatti, senza il gruppo delle Big Tech, le vendite del principale indice americano dovrebbero crescere del 10,9% e gli utili per azione del 9,9%, sottolinea Golub.

Secondo Ed Yardeni, Presidente di Yardeni Research, il margine di profitto a temine dell’S&P 500 si attesta a circa il 13,3%, vicino a un massimo record e più o meno dove si è trovato alla fine dello scorso anno. A suo giudizio, se ci dovesse essere un intoppo sui margini del secondo trimestre, si creerebbe una discrepanza tra le stime degli utili e quella dei ricavi. In questo contesto, è chiaro che gli investitori preferiranno quelle società che riescono a far crescere i loro profitti con lo stessa velocità con cui cresce l’inflazione.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *