Trimestrali USA: stagione positiva ma incertezze sullo sfondo

Trimestrali USA: stagione positiva ma incertezze sullo sfondo

Trimestrali USA: stagione positiva per Big tech ma incertezze sullo sfondo

A Wall Street siamo nel pieno della stagione delle trimestrali USA. Tra le prime società a comunicare i dati di bilancio al mercato le Big tech statunitensi. La risposta degli investitori finora è stata positiva, con il Nasdaq 100 che dopo settimane difficili a ripreso a sollevare la testa grazie ai buoni risultati messi a segno dalle aziende tecnologiche quotate in America. Eppure sullo sfondo rimangono numerose incertezze, legate tanto al ciclo economico che alla gestione della politica monetaria statunitense. Cosa fare adesso? Il peggio è alle spalle o si deve mantenere un atteggiamento prudente? Vediamo la view tratteggiata nell’Idea d’investimento di Vontobel Certificati di questa settimana (Clicca QUI per iscriverti).

 

Trimestrali USA: andamento positivo per le Big Tech 

La stagione delle trimestrali USA è entrata nel vivo e il settore tecnologico è osservato speciale. Secondo i dati Bloomberg aggiornati al 29 luglio, delle 45 società del NASDAQ-100 che hanno pubblicato i risultati del 2° trimestre 2022, il 64,44% ha pubblicato ricavi oltre le attese e il 68,89% lo ha fatto per gli utili. L’andamento è positivo, anche se c’è da evidenziare come le stime potrebbero essere state superate per via di un generale pessimismo tra gli analisti. Ma vediamo i risultati di tre delle principali big tech: Alphabet, Meta Platforms e Microsoft. La società madre di Google ha deluso le stime su ricavi, utili per azione e vendite di pubblicità. Nello specifico, gli EPS sono stati pari a 1,21 dollari (contro 1,28 dollari attesi), i ricavi si sono attestati a 69,69 miliardi di dollari (stime a 69,9 miliardi) mentre i ricavi da pubblicità di YouTube sono stati pari a 7,34 miliardi di dollari (previsioni a 7,52 dollari).

Anche Meta ha fatto peggio delle stime su fatturato (28,82 miliardi di dollari su stime a 28,94 miliardi), EPS (2,46 dollari su 2,59 dollari stimati) e ricavi medi per utente (9,82 dollari contro stime a 9,83 dollari). Da segnalare come il gruppo abbia segnato il primo calo di sempre del fatturato su base annuale. Microsoft ha segnato ricavi per 51,87 miliardi di dollari (previsioni a 52,44 miliardi) ed EPS a 2,23 dollari (2,29 dollari le stime). Interessante evidenziare come delle tre società, solamente quella fondata da Bill Gates abbia fornito una guidance migliore di quanto previsto, mentre le altre due società hanno citato l’incertezza dell’attuale fase economica che provoca una diminuzione della raccolta pubblicitaria.

Le società tecnologiche americane stanno facendo i conti con diversi venti contrari: in primis l’aumento dei tassi della Fed che penalizza le società fortemente indebitate. In secondo luogo lo stato dell’economia, con gli USA che dopo gli ultimi dati del PIL del 2° trimestre sono entrati in recessione tecnica (da confermare con le rilevazioni finali). Un altro problema arriva dalle problematiche delle catene di approvvigionamento. Infine, lo smart working e la stay-at-home economy si sono decisamente ridimensionate. Se la Federal Reserve dovesse iniziare un percorso di rallentamento nel rialzo del costo del denaro (o un taglio dei tassi), le quotazioni dell’indice tech potrebbero beneficiarne, con i corsi che potrebbero dunque risultare a sconto.

 

Azioni Meta Platforms: cosa dice l’analisi del grafico

A dispetto degli ultimi ribassi, le azioni Meta Platforms mostrano una struttura grafica che resta interessante. I corsi hanno iniziato a reagire a ridosso del supporto orizzontale a 155 dollari, lasciato in eredità dai minimi del 22 giugno 2022. Nel breve periodo, se i compratori riuscissero ad accelerare la fase ascendente, si potrebbe assistere ad un ritorno verso i 180 dollari dove verrebbe chiuso il gap down aperto dal 22 luglio 2022. Nel medio periodo invece, la struttura tecnica potrebbe migliorare con un superamento della zona compresa tra i 190 e i 200 dollari. Al contrario, la discesa sotto i 155 dollari verrebbe interpretata negativamente e avrebbe la possibilità di riportare il titolo verso i 140 dollari. 

 

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