Truffe finanziarie: il sistema bancario è sotto scacco?

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Le truffe aumentano, ma difendersi è sempre più difficile. Il sistema è sotto scacco? Si è parlato di “Truffe finanziarie tra risparmiatori e istituzioni“, mercoledì 18 marzo all’Università degli studi di Milano-Bicocca, in un confronto tra un team di docenti universitari e un romanzo: “Jakfly. Milano non perdona”, un thriller scritto da un consulente finanziario, Nicola Scambia, e incentrato proprio su una storia di truffe perpetrate dai colletti bianchi che si mimetizzano ai margini della finanza legale. L’assunto del convegno era il seguente: si può utilizzare la fiction narrativa per fare educazione finanziaria anti truffe? La risposta è stata affermativa e inquietante insieme. “La soluzione ideata dall’autore del libro appare non solo la più efficiente, ma anche l’unica che possa portare a un risultato concreto. La legge ha già fatto tanto in ambito operativo e non si può fare molto di più”, ha dichiarato Andrea Tina, avvocato cassazionista e presidente dell’Arbitro Bancario e Finanziario di Milano, l’ente dedicato alla risoluzione stragiudiziale delle controversie tra utenti e intermediari finanziari.

 

In questo articolo:

 

  • La dimensione delle truffe finanziarie in Italia
  • Urgenti, evolute e doppie
  • La disintermediazione aiuta i truffatori
  • Portiamoli al cinema
  • Armi spuntate contro le nuove truffe finanziarie

 

La dimensione delle truffe finanziarie in Italia

All’inizio dell’evento un audio riproduceva una chiamata da una banca che avverte di un rischio di truffa e chiede di agire in fretta: “Qui c’è una truffa che si gioca sulla fretta”, dice una voce esterna e suggerisce anche una strategia di difesa, la stessa (spoiler) che adotterà il protagonista di Jackfly: “Respira. Fa una pausa. Respiro. Fa un’altra pausa. Respira. Riattacca. Prima di rispondere, cliccare, inviare, fermati e fai tre respiri. Quando qualcuno ti mette fretta, fai una pausa, perché la fretta è unica arma che hanno”.

Paola Bongini, professoressa di Banca e finanza all’Università Bicocca, riprende le cifre della Polizia Postale: 64 mila vittime, con perdite superiori ai 269 milioni di euro nel 2025. “Le truffe non sono un fenomeno marginale né isolato e sono in crescita esponenziale grazie alla digitalizzazione. I bonifici istantanei consentono una grande facilità e velocità d’uso, ma aumentano l’esposizione alle truffe, che si possono raccogliere in quattro grandi categorie di frodi. La prima riguarda i falsi investimenti online, in cui si viene contattati via sms o social media da presunti esperti o personaggi famosi, magari replicandone le voci con l’IA. Di recente è toccato anche alla presidente di Borsa italiana – riprodotta con l’IA – che invitava a entrare in un gruppo whatsapp per ricevere consigli di investimento. Il primo investimento di solito dà un risultato immediato positivo, dopodiché scatta il classico schema Ponzi e parte la truffa vera e propria. Che non colpisce soltanto persone con poca cultura o pochi risparmi, ma anche professionisti, imprenditori, avvocati, i quali magari non denunciano per vergogna”.

 

Urgenti, evolute e doppie

La seconda tipologia è quella dell’urgenza: si viene contattati da soggetti che si spacciano per operatori bancari o addetti anti frode che mettono paura e fretta alle vittime, sostenendo che la loro filiale è probabilmente coinvolta in una frode e li spingono a trasferire il denaro in un altro conto. Poi c’è il fishing evoluto, attraverso sms che provengono dallo stesso numero di telefono della propria banca, clonato, e infine la doppia truffa, quando il truffato viene contattato da un soggetto che promette il recupero del denaro perso, ovviamente a fronte di una commissione. “Le truffe fanno leva su meccanismi di tipo cognitivo, che ci portano a prendere decisioni sbagliate nel momento sbagliato, quindi anche le strategie di difesa devono puntare agli aspetti psicologici e deve pubblicizzare questi casi e questi rischi” spiega Bongini.

 

La disintermediazione aiuta i truffatori

Gabriele Nuzzo, docente di Diritto commerciale alla Bicocca, ha sottolineato come il dilagare delle truffe sia favorito dalla disintermediazione: il rapporto diretto con il cassiere o l’impiegato allo sportello non esiste più, il cliente può contare su comodi servizi di home banking, ma è solo. Secondo Nuzzo “il suggerimento dei tre respiri funziona bene nel durante, ma dal punto di vista giuridico occorre interrogarsi sul prima e sul dopo la truffa. La regolamentazione comunitaria negli ultimi anni è intervenuta efficacemente con la direttiva Psd2 sui pagamenti digitali per garantire l’identificazione di chi si serve di sistemi informatici. Il problema, però, è lo spostamento dalle truffe legate alla violazione dei dati di autenticazione del cliente a quelle in cui è il cliente stesso a eseguire i pagamenti fraudolenti: qui la protezione è ridotta e ci si sposta alla fase post truffa, dove bisogna intervenire con strumenti giurisdizionali o paragiurisdizionali, come l’Arbitro bancario e finanziario.

 

Portiamoli al cinema

“Anch’io, consulente, sono stato truffato. Da persone insospettabili in giacca e cravatta”, ha confessato Nicola Scambia, 30 anni di carriera come consulente finanziario alle spalle, ieri nei panni di narratore. “È stata un’esperienza che oggi considero formativa e mi ha spinto ad avvicinarmi a un sindacato che raccoglie continuamente nuove denunce di truffati. Questa attività mi ha spinto prima a scrivere il romanzo e poi a immaginare l’educazione anti truffe come un ecosistema: al romanzo è seguita una guida pratica, poi una serie di video su TikTok e un fumetto per parlare ai ragazzi che con il loro telefonino e un conto online possono perdere tantissimi soldi in un momento. Ma questo non basta perché gli italiani leggono poco, quindi occorre portare questi contenuti in tv o al cinema, perché se le persone si possono immedesimare nelle storie di truffe riescono anche a sviluppare gli anticorpi. Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di riconoscere le truffe al primo contatto”.

 

Armi spuntate contro le nuove truffe finanziarie

È qui che Andrea Tina ha fatto emergere i limiti del sistema finanziario e regolatorio nel contrasto di queste forme subdole di estorsione. “Gli strumenti di pagamento elettronici hanno reso più semplici e veloci i pagamenti e anche le truffe. Oggi abbiamo un elevato livello sicurezza dei dati, grazie alla doppia autenticazione per verificare l’identità dell’operatore – ha spiegato il presidente dell’Arbitro bancario e finanziario di Milano – però si riducono i casi di sottrazione dei codici di sicurezza e aumentano invece le situazioni in cui la disposizione di pagamento è compiuta dal titolare del conto, che è convinto di essere al telefono con un carabiniere che lo sta aiutando. Ci sono episodi eclatanti, come quello, recente, del cliente che si reca presso la filiale della propria banca per eseguire bonifici per 170-180 mila euro ciascuno, diluiti su più giorni. Di fronte a questo tipo di situazioni non esistono segnali di allerta, come succede quando si verificano 10 addebiti identici, che fanno scattare il blocco del sistema. Purtroppo l’ambito operativo in cui ci muoviamo quando l’utilizzatore è convinto di investire in maniera legittima è estremamente ristretto e difficilmente prevenibile. L’unica soluzione è incrementare le iniziative di educazione finanziaria per dare maggiore consapevolezza e anche maggiore responsabilità agli utenti. Anche perché un ulteriore aumento dei controlli provocherebbe un aumento dei costi d’uso del conto corrente e un aumento dei costi fiscali. Meglio concentrare gli investimenti sull’educazione, perché la miglior tutela è quella che può venire dagli stessi utenti”.

Una conclusione che Emanuela Rinaldi, moderatrice e professoressa di Sociologia dei processi culturali all’Università Bicocca, ha trasformato in appello istituzionale: “Dal 2024, l’educazione alla legalità è diventata parte integrante dei programmi di educazione civica nelle scuole. Oggi tuttavia l’educazione civica è un contenitore di iniziative molto eterogenee, che forse andrebbero coordinate in modo diverso. I punti di attacco delle truffe si moltiplicano, come vediamo dalle truffe affettive che partono su Tinder, con conseguenze non solo economiche ma anche psicologiche e relazionali. Bisognerebbe portare al ministero progetti più espliciti nel collegare l’educazione civica all’autonomia economica e alla legalità. Del resto la struttura di base delle truffe non è mai cambiata: urgenza, contesto, call to action. È sempre stato così, lo ritroviamo perfino in Pinocchio, nell’episodio nel campo dei miracoli. Con un finale tragico, perché Pinocchio muore impiccato, e noi lo dovremmo assolutamente evitare”. Il libro “Jakfly. Milano non perdona”, edito da Armando editore, sarà in libreria il 27 marzo 2026.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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