Trump Media: le azioni crollano di oltre il 10% a un nuovo minimo

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Le azioni Trump Media & Technology Group sono sprofondate nell’ultima seduta a Wall Street, perdendo oltre il 10% del loro valore. Il titolo ha toccato un nuovo minimo degli ultimi tre anni a 12,15 dollari, portando a sei le sessioni consecutive di ribassi. La società, controllata dall’ex presidente degli Stati Uniti e candidato in corsa per ritornare alla Casa Bianca, Donald Trump, con una quota del 57%, a seguito dell’ultimo sell-off ha una capitalizzazione di 2,37 miliardi di dollari. Quando sono state quotate, a settembre 2021, le azioni Trump Media hanno debuttato a un prezzo di 12,76 dollari e in un mese sono arrivate fino a 175 dollari.

Gli investitori le hanno acquistate sull’aspettativa che Donald Trump tornasse alla Casa Bianca dopo aver perso le elezioni del 2020 con Joe Biden. Un’ipotesi che ha preso sforza con i sondaggi che davano il magnate in netto vantaggio sul rivale democratico nella corsa per le presidenziali 2024. La situazione si è però invertita quando Biden ha rinunciato alla candidatura, cedendo il posto a Kamala Harris. L’attuale vicepresidente degli Stati Uniti ha ribaltato l’esito dei sondaggi e ora figura davanti a Trump come possibile vincitrice alle elezioni del 5 novembre. Tutto ciò ha finito con l’influenzare l’andamento delle azioni Trump Media alla Borsa americana.

 

Trump Media: cosa spiega l’ultimo sell-off

Le vendite dell’ultimo periodo sono scattate quando, a partire da giovedì scorso, sono state abolite le restrizioni sulle vendite degli insider. Tali azionisti interni hanno preferito liquidare le proprie quote non credendo più nella possibilità di un Trump nuovamente alla Casa Bianca. Il leader repubblicano, la cui quota da sola vale oggi 1,4 miliardi di dollari, ha affermato il 13 settembre di non avere alcuna intenzione di cedere le sue azioni dal che se ne deduce che altri importanti azionisti hanno pigiato sul bottone sell negli ultimi giorni. Gli indiziati sono United Atlantic Ventures e Patrick Orlando, il cui fondo ARC Global Investments II ha sponsorizzato la SPAC che si è fusa con Trump Media. Entrambi hanno una partecipazione di circa l’11% ciascuno nella società. Sull’umore del mercato probabilmente ha pesato anche l’annuncio di Trump che, in caso di sconfitta a novembre, non si candiderà più per la presidenza degli Stati Uniti.

 

Cosa aspettarsi ora?

Le possibilità di recupero del titolo sono legate fortemente all’esito delle elezioni, mentre da qui fino alle votazioni sono possibili ulteriori perdite in Borsa. I sondaggi non sono troppo rassicuranti per Donald Trump, anche se le perdite di Trump Media hanno superato di molto la riduzione di probabilità che il 78enne newyorchese la spunti alle urne. Dopotutto, manca più di un mese alle votazioni e negli Stati in bilico di Arizona, Georgia e Nord Carolina, Trump è ancora in testa nelle intenzioni di voto degli elettori. Stando ai contratti di Predictit sulle elezioni USA, una vittoria di Trump è quotata a 46 centesimi, con una vincita potenziale di 1 dollaro in vistoso calo rispetto al picco di 69 centesimi di metà luglio. Le quotazioni di Harris sono invece rimaste stabili nelle ultime due settimane e una sua vittoria è data a 57 centesimi.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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