Il trust familiare: cos'è e come funziona
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Trust familiare: cos’è e come funziona

Trust familiare: cos'è e come funziona

Negli ultimi anni si sta diffondendo il trust familiare. È uno strumento messo a disposizione dei contribuenti, che hanno intenzione di proteggere il proprio patrimonio da eventuali rischi, tra i quali ci possono essere le ipoteche o degli scomodi pignoramenti. Come funziona il trust familiare? Quali sono le caratteristiche che lo contraddistinguono? Ma, soprattutto, quanto costa e quali vantaggi porta per chi decide di realizzarlo? Iniziamo a chiarire, fin da subito, un dubbio: il trust familiare può avere come oggetto non solo dei beni immobiliari. Può comprendere anche del denaro, delle quote societarie o dei titoli di credito. Ma cerchiamo di capire meglio.

 

Come proteggere il patrimonio familiare

Uno degli scopi principali del trust familiare è quello di proteggere un bene. Si raggiunge questo scopo trasferendo la proprietà dello stesso ad un altro soggetto, che ha lo scopo di amministrarlo. L’intento di questa operazione è generalmente quello di destinare i frutti di questo bene ai bisogni della famiglia. All stesso tempo, si vuole anche evitare che il bene possa diventare oggetto di ipoteca o pignoramento.

Attenzione però, nel momento in cui si costituisce un trust familiare vengono fatti salvi i pignoramenti e le ipoteche già trascritte nei pubblici registri. Quando questi procedimenti sono già in corso a nulla serve effettuare un’operazione del genere.

 

Quanto costa un trust familiare

Sicuramente il primo costo di un trust familiare è quello legato alla redazione dell’atto istitutivo. Purtroppo questa spesa non è standardizzabile: non dipende, infatti, dal valore dei beni che vengono segregati, ma è strettamente legato alla complessità dell’operazione che si sta effettuando. Per poter avere un’idea di massima di questi importi è necessario concentrarsi sulle caratteristiche del soggetto che vuole avviare il trust familiare, piuttosto che su quelle dei beni che vengono segregati.

In linea generale, comunque, è possibile affermare che i costi possono partire da un minimo di 10.000/15.000 euro. Attenzione, però, che cifre molto superiori possono essere raggiunte con una certa facilità. Anche perché le esigenze di pubblicità e di data certa determinano l’esigenza che l’atto istitutivo del trust familiare venga redatto davanti ad un notaio. Questo, ovviamente, comporta un costo che difficilmente sarà inferiore a 2.000 euro.

Giusto per voler dare un ordine di idee relative ai costi, e bene tenere in considerazione queste spese:

 

  • un compenso per l’attività di gestione del fondo, che generalmente è fisso per gli immobili, mentre per le partecipazioni societarie è pari ad una percentuale che oscilla dallo 0,05% allo 0,20% in base al valore della partecipazione. Il costo di gestione degli immobili oscilla da un minimo di 1.500 euro per la nuda proprietà ad un massimo di 15.000 euro per una piena proprietà;
  • una tariffa oraria, che generalmente è intorno ai 250 euro, per la gestione straordinaria del fondo del trust.

Quando conviene fare un trust?

Quali sono i casi nei quali realmente conviene fare un trust familiare? Questa operazione deve essere effettuata nel momento in cui chi lo vuole costituire è disposto a spossessarsi dei beni, per metterli al sicuro da eventuali attacchi di terzi creditori.

Spetterà a trustee provvedere a custodire ed amministrare il patrimonio: lo scopo è quello di raggiungere gli obiettivi, che sono stati stabiliti da chi lo ha voluto istituire. Conviene farlo, quindi, quando si è disposti a fare questo passo psicologicamente farlo.

Più facile, invece, determinare quando non è consigliabile fare un trust familiare. Nel caso in cui si volessero raggiungere degli obiettivi illeciti è bene evitare di procedere l’istituzione di un trust familiare. Questa operazione non deve essere fatta per:

 

  • sottrarsi al pagamento di una determinata imposta;
  • frodare gli interessi della famiglia;
  • frodare i creditori.

 

Se costituito per eseguire uno di questi obiettivi, il trust familiare perde completamente i suoi scopi e la sua funzione.

Decidere di costituire un trust familiare per separarsi del proprio patrimonio e proteggerlo deve essere fatto valutando minuziosamente l’operazione che si sta compiendo. In caso contrario si corre il rischio di spendere dei soldi inutilmente.

AUTORE

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Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo, giornalista, ha una laurea in materie letterarie ed ha iniziato ad occuparsi di economia fin dal 2002, concentrandosi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i suoi interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrive di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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