Tsmc: trimestrale forte, la crisi dell’intelligenza artificiale ancora non si vede

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Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc), il maggiore produttore mondiale di chip su contratto, ha registrato una crescita degli utili su base annua per l’ottavo trimestre consecutivo, raggiungendo nuovi massimi storici. Il dato si accompagna a una guidance che indica una crescita solida anche nel 2026, sostenuta dalla domanda di semiconduttori avanzati per l’intelligenza artificiale. Nel corso della presentazione dei risultati, il gruppo ha riferito di segnali di domanda particolarmente robusti, con clienti che si stanno muovendo in modo diretto per assicurarsi capacità produttiva.

 

In questo articolo:

 

  • Tsmc, i numeri sopra le attese e prospettive di crescita
  • Tsmc nel mercato globale dei chip
  • L’espansione industriale negli Usa

 

Tsmc, i numeri sopra le attese e prospettive di crescita

Nel periodo ottobre-dicembre 2025 l’utile netto è salito a 505,7 miliardi di dollari taiwanesi, pari a circa 16 miliardi di dollari, superando le stime Lseg SmartEstimate di 478,4 miliardi. Si tratta del settimo trimestre consecutivo di crescita a due cifre. Per il primo trimestre del 2026, il fatturato potrebbe aumentare fino al 40% su base annua, raggiungendo i 35,8 miliardi di dollari.

La società prevede per quest’anno un aumento della spesa in conto capitale fino al 37%, per un totale di 56 miliardi di dollari, con un ulteriore incremento significativo previsto per il 2028 e il 2029. La capacità produttiva resta limitata e il gruppo ha confermato di essere al lavoro per ridurre il divario tra domanda e offerta. Inoltre, sono in corso i lavori per un secondo stabilimento in Giappone, mentre proseguono gli investimenti a Taiwan.

 

Tsmc nel mercato globale dei chip

Il boom dell’intelligenza artificiale ha rafforzato il posizionamento di Tsmc rispetto ai concorrenti. La società, oggi la più capitalizzata in Asia, vanta una market cap di circa 1.400 miliardi di dollari, più del doppio rispetto a Samsung Electronics. Le azioni quotate a Taipei hanno chiuso il 2025 con un rialzo del 44%, contro il +25,7% dell’indice di riferimento, e da inizio anno registrano un progresso di circa il 9%.

Nel corso della conference call, CC Wei, amministratore delegato di Tsmc, ha riconosciuto la persistente carenza di memoria, precisando che l’attenzione del gruppo resta concentrata sugli smartphone di fascia alta, meno sensibili alle variazioni dei prezzi dei componenti. Il management ha inoltre indicato le politiche tariffarie globali come un potenziale fattore di rischio per il 2026. L’espansione internazionale in Giappone, Europa e Stati Uniti potrebbe attenuare l’impatto dei dazi, ma la società ha avvertito che gli stabilimenti esteri opereranno con margini inferiori rispetto a quelli di Taiwan.

 

L’espansione industriale negli Usa

Tra i principali clienti figurano Nvidia e Apple, che nel corso del 2025 hanno annunciato investimenti complessivi per 100 miliardi di dollari negli Stati Uniti. A questi si aggiungono i 65 miliardi già destinati a tre impianti in Arizona, uno dei quali è operativo. La società taiwanese ha confermato l’acquisto di nuovi terreni nello stesso Stato, senza però fornire dettagli sui tempi o sull’entità dei progetti futuri.

Nel frattempo, negli Stati Uniti, il segretario al Commercio Howard Lutnick ha dichiarato che Tsmc sarebbe pronta ad aumentare ulteriormente gli investimenti nel Paese. Secondo quanto riportato dal New York Times, l’amministrazione Trump sarebbe vicina alla chiusura di un accordo commerciale con Taiwan per ridurre l’aliquota tariffaria dal 20% al 15%, chiedendo in cambio un impegno a costruire almeno altri cinque stabilimenti in Arizona. Le autorità di Taipei hanno confermato che un’intesa tariffaria con Washington potrebbe essere raggiunta a breve.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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