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Tungsteno: ecco perché è diventato un metallo critico

Tungsteno: ecco perché è diventato un metallo critico

Il tungsteno è un minerale critico poco conosciuto e molto richiesto negli Stati Uniti . Si tratta di un metallo duro che ha la caratteristica di produrre un’alta densità di energia. Viene utilizzato molto  in settori cruciali come la produzione di auto elettriche, i semiconduttori e la difesa. Il problema sono le delicate questioni geopolitiche che la materia prima solleva. L’80% delle forniture mondiali di tungsteno è appannaggio della Cina. Al di fuori del territorio cinese, il più grande produttore è Almonty, un’azienda canadese che entro la fine dell’anno aprirà una miniera in Corea del Sud chiusa dagli anni ’90. L’obiettivo dell’amministratore delegato Lewis Black è quello di arrivare a una fornitura globale di tungsteno del 7%-8%, ma ha sottolineato che “la nuova miniera coreana ha il potenziale per produrre il 50% della fornitura mondiale ex-Cina”.

Per contrastare il dominio cinese ed evitare la dipendenza dalla catena di approvvigionamento di Pechino, il governo americano ha aumentato i dazi sulle importazioni del metallo e, con il Restoring Essential Energy and Security Holdings Onshore for Rare Earths Act del 2022, ha vietato l’uso del tungsteno cinese nelle attrezzature militari a partire dal 2026.

L’Europa ha fatto altrettanto lo scorso anno, estendendo le tariffe sul carburo di tungsteno per altri cinque anni. Il governo cinese ha ignorato le strette e non ha applicato ritorsioni per non alimentare nuove tensioni. Tuttavia, ha invitato l’amministrazione Biden a rimuovere i dazi aggiuntivi.

 

Tungsteno: cosa aspettarsi sui prezzi

Le restrizioni applicate alla Cina hanno contribuito a ridurre l’offerta rispetto alla domanda di tungsteno spingendo i prezzi ai massimi pluriennali. Brandon Beylo, responsabile della ricerca sugli investimenti presso Macro Ops, ha osservato che ci sono solo sei società negli Stati Uniti con la capacità di produrre tungsteno. Gli analisti ritengono che gli Stati Uniti nei prossimi 12-18 mesi passeranno da venditore netto ad acquirente in quanto esauriranno rapidamente le scorte.

Questo significa che dovremo aspettarci un’ulteriore impennata delle quotazioni? Probabile, ma come spiega il fornitore dei prezzi energetici Argus Media, i costi di produzione in Cina stanno aumentando con l’invecchiamento delle miniere, il che apre a opportunità produttive in altre nazioni come la Corea del Sud. A febbraio c’è stato un accordo tra IMC Endmill – un’affiliata di IMC Group di proprietà di Warren Buffett – e il governo della città di Daegu, per un investimento di 130 miliardi di won coreani (93,6 milioni di dollari) in un impianto di produzione di polvere di tungsteno. Altri progetti sono in corso e potrebbero svilupparsi nei prossimi anni.

Tutto ciò potrebbe servire per aumentare l’offerta e contenere i prezzi del tungsteno. Tuttavia, Michael Dornhofer, fondatore della società di consulenza sui metalli Independent Supply Business Partner, non appare troppo convinto e sottolinea come molti progetti al di fuori dalla Cina stiano languendo da molti anni. “Quando si dice che i progetti saranno operativi tra due, tre anni, bisogna solo sperare. Molti sono sul tavolo da 20 anni“, ha affermato.

 

Come investire?

Attualmente non ci sono future sul tungsteno quindi l’alternativa potrebbe essere quella di investire sulla materia prima fisica, sebbene ciò richieda la capacità di stoccare la merce. Di solito un’operazione di questo tipo è più idonea per gli investitori istituzionali. Una possibilità è quella di acquistare le azioni di società quotate che producono il metallo. In Cina ve ne sono parecchie, come Xiamen Tungsten, China Tungsten and Hightech Materials e Guangdong Xianglu Tungsten. Tuttavia questi titoli sono negoziati a Shenzhen. Se si vuole uscire dal mercato cinese, si potrebbe puntare sulla giapponese Nippon Tungsten o sull’australiana Tungsten Mining.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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