Turchia: la Borsa di Istanbul è la migliore del mondo nel 2022, ecco perché - Borsa&Finanza

Turchia: la Borsa di Istanbul è la migliore del mondo nel 2022, ecco perché

Turchia: la Borsa di Istanbul è la migliore del mondo nel 2022, ecco perché

La Turchia trova sempre il modo di far parlare di sé. Da molto tempo è in contraddizione con il pensiero dominante nella conduzione della politica monetaria, ovvero abbassa i tassi nonostante l’inflazione cresca in maniera irrefrenabile. Anzi, il presidente Recep Tayyp Erdogan sostiene che un costo del denaro più alto contribuisce a far crescere l’inflazione perché aumenta gli oneri di finanziamento delle imprese che poi si riflettono nei prezzi al consumo.

Ora la Turchia si è resa protagonista con un dato altrettanto sorprendente: la Borsa di Istanbul ha realizzato nel 2022 un incremento record, in totale controtendenza rispetto a tutti i principali mercati azionari mondiali, i quali hanno visto precipitare le quotazioni. Se si fa il conteggio in dollari, quindi si tiene conto della svalutazione della lira turca, il rialzo del listino di Istanbul è stato dell’80% da gennaio. Se si considera l’andamento in lire turche l’indice è salito di oltre il 150%, realizzando la migliore performance dal 1999.

 

Turchia: ecco perché tutti hanno comprato le azioni

Molti si chiedono quali siano stati i motivi per cui gli investitori hanno acquistato azioni turche in un momento storico nel quale le Borse mondiali hanno sofferto e la situazione interna della Turchia vive un momento di equilibrio precario, con la lira turca arrivata ai minimi storici sul dollaro e il carovita che affossa i consumi e si mangia i risparmi. Possono essere tre le ragioni principali del grande appeal delle azioni della Borsa di Istanbul:

 

  • la prima sta proprio nell’inflazione galoppante, accompagnata dalle politiche accomodanti della Central Bank of the Rupublic of Turkey. A partire da settembre 2021, i tassi sono stati ripetutamente tagliati e ora il tasso di riferimento è al 10,5%. Questo vuol dire che, con un’inflazione dell’85%, il tasso reale è arrivato a -75%, il più basso del mondo. A questo si è aggiunta la svalutazione della moneta. Di conseguenza, gli investitori hanno trovato poco redditizie altre forme di investimento che non fossero le azioni;
  • la seconda ragione consiste nel fatto che gli stranieri sono diventati meno ribassisti, per quanto siano ancora negativi sulla Turchia. Le posizioni short sul più grande fondo della Turchia negoziato in Borsa, ossia l’iShares MSCI Turkey ETF, sono scese il mese scorso al minimo di quasi nove anni, il che dimostra come gli investitori in ETF abbiano ridotto il rischio paese che ha predominato in passato;
  • la terza motivazione riguarda la convenienza delle azioni, che vengono ancora scambiate con uno sconto del 50% rispetto alle azioni degli altri mercati emergenti, in quanto l’altissima inflazione ha avuto un grande impatto sugli utili societari.

 

Azioni turche: vanno comprate ora?

La grande domanda che il mercato si pone è se, dopo questi grandi rialzi, sia o meno il caso di investire sulle azioni turche, anche alla luce del fatto che i conti di trading azionario aperti dagli investitori al dettaglio stanno crescendo. Secondo le statistiche del depositario centrale di titoli della Turchia il numero di tali conti è aumentato del 32% a 3,1 milioni di unità a partire dal 18 novembre. Secondo Evren Kirikoglu, fondatore di Sardis Research Consultancy, “le azioni continueranno molto probabilmente a essere favorite almeno per la prima metà del prossimo anno, anche se l’inflazione inizierà ad allentarsi”. A suo avviso, “è probabile che il governo mantenga bassi i tassi di interesse e la valuta sotto controllo fino alle elezioni di giugno”.

Anche per Burak Cetinceker, gestore di fondi presso Strateji Portfoy, “l’interesse degli investitori al dettaglio per le azioni turche rimarrà probabilmente intatto, a meno che non ci sia un cambiamento significativo nei tassi reali”. Cosa quest’ultima molto difficile che abbia luogo, almeno fino alle urne del prossimo anno. Della stessa opinione risulta essere Pinar Uguroglu Delice, vicepresidente esecutivo di BNP TEB Investment a Istanbul, che reputa “al di sotto dell’aumento dei profitti aziendali” i guadagni delle azioni turche, sebbene gli utili delle società sembrino amplificati con l’aumento del 234% nei primi tre trimestri dell’anno.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *