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Twitter: ecco come è crollata la pubblicità con l’arrivo di Elon Musk

Twitter: ecco come è crollata la pubblicità con l'arrivo di Elon Musk

L’arrivo di Elon Musk in Twitter ha comportato un crollo della pubblicità, da cui dipende la gran parte dei ricavi del social network. Secondo le stime effettuate dalla società di ricerca Pathmatics, a seguito dell’incarico assunto da Musk il 27 ottobre, 14 dei primi 30 inserzionisti su Twitter hanno interrotto la pubblicità. Di questi, quattro hanno tagliato la spesa tra il 92% e il 98,7% nel periodo che va dalla settimana dell’acquisizione dell’azienda di San Francisco alla fine del 2022. Complessivamente, la spesa pubblicitaria delle prime 30 aziende in Twitter è scesa del 42% a 53,8 milioni di dollari tra novembre e dicembre. Le stime di Pathmatics si basano sulle tracciature degli annunci sui browser desktop e sull’app Twitter, sebbene non tengano conto degli incentivi offerti da Twitter e degli account promossi.

 

Twitter: ecco le aziende che hanno tagliato la pubblicità

Ma quali sono le aziende che hanno tagliato o ridotto gli annunci sul popolare social? Coca-Cola è una di queste. Il gigante delle bevande ha interrotto la spesa a novembre, dopo aver acquistato all’inizio di quel mese circa 1,1 milioni di dollari in annunci. HBO aveva comprato lo stesso pacchetto in termini economici, ma il mese dopo la spesa è crollata a 38.000 dollari. L’azienda ha riferito che valuterà la piattaforma sotto la nuova leadership per determinare come comportarsi. Altri che hanno interrotto ogni pubblicità risultano essere: il produttore di ketchup Kraft Heinz, il produttore di farina Stouffers Nestlé, la catena della grande distribuzione Target Corp e l’operatore di grandi magazzini Kohls Corp. Questi ultimi due lo hanno fatto durante il Black Friday, il giorno più importante dell’anno per lo shopping.

Il collegamento con l’arrivo di Musk in Twitter è evidente. Quanto accaduto ha coinciso con il ripristino degli account sospesi e il rilascio della verifica dell’account a pagamento. Tuttavia, il processo di abbandono da Twitter da parte degli inserzionisti era iniziato già a settembre. Ad esempio, la società di telecomunicazioni AT&T aveva già tagliato la spesa per le “preoccupazioni sui contenuti che appaiono successivamente agli annunci”, ha dichiarato l’azienda.

 

E ora che succede?

Secondo Pathmatics, l’esodo da Twitter ha potenziato la pubblicità in aziende concorrenti come Meta Platform e soprattutto TikTok. Ma come si sta muovendo la società guidata da Elon Musk per ovviare al problema riconquistando gli inserzionisti? L’azienda ha introdotto una serie di iniziative che si basano sull’offerta di annunci gratuiti, revocando il divieto di pubblicità politica e permettendo agli inserzionisti di poter esercitare un controllo maggiore sul posizionamento dei loro annunci.

Basteranno queste mosse? Secondo Molly Lopez, proprietaria dell’agenzia pubblicitaria HITE Digital Miami, sono incentivi sorprendenti. “Onestamente, non ho mai visto quel tipo di incentivo da nessun inserzionista”, ha dichiarato. Della stessa opinione è Mark DiMassimo, fondatore dell’agenzia pubblicitaria di New York DiMassimo Goldstein, secondo cui queste misure possono servire a “colmare il vuoto pubblicitario”.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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