Twitter: Musk ritira l'offerta o è un bluff? Ecco cosa fare con le azioni

Twitter: Musk ritira l’offerta o è un bluff? Ecco cosa fare con le azioni

Twitter: Musk è pronto a ritirare l'offerta o è un bluff? Come muoversi sul titolo?

E’ Twitter oggi l’osservato speciale a Wall Street dopo i rumors delle ultime ore che vedrebbero Elon Musk pronto a ritirare l’offerta da 44 miliardi di dollari per il social media. Il motivo è sempre lo stesso e riguardano gli account spam che non sono verificabili e di conseguenza rendono non valutabile con certezza il valore dell’azienda. Ma il motivo potrebbe non solo essere questo ma risiedere anche nel prezzo delle azioni, che sono scese nell’ultime settimane sotto la soglia dei 40 euro allontanandosi dai 54 dollari offerti solo tre mesi fa.

Ricordiamo che in caso di retromarcia da parte del patron di Tesla si potrebbe innescare una battaglia legale e nella migliore delle ipotesi Elon Musk potrebbe comunque essere costretto a pagare oltre 1 miliardo di dollari, che sarebbe la commissione nel caso di rottura dell’accordo. Come finirà il tutto? Probabilmente Musk sta premendo sulla questione degli account spam solo per cercare di arriverà ad un accordo con il management di Twitter a prezzi inferiori rispetto a quelli concordati.

 

 

Azioni Twitter: analisi tecnica e strategie operative

In questo contesto andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce lo studio del grafico del titolo. Il rimbalzo di questa ottava partito sul titolo Twitter dai supporti situati sulla soglia dei 37 dollari, non ha al momento modificato il trend che rimane sempre confermato al ribasso. Il movimento delle ultime sedute ha però spinto le quotazioni in direzione delle prime resistenze di breve poste nei pressi dei 39,70-39,80 dollari, che se superate aprirebbero la strada ad ulteriori allunghi verso i 40,70 dollari e successivamente l’area dei 42 dollari. Solo l’eventuale break di questi livelli, che rappresentano i massimi degli ultimi 3 mesi, andrebbero a rafforzare la struttura grafica dell’azione. Al contrario un’eventuale discesa sotto i 37 dollari farebbe riprendere il trend discendente, che avrebbe un primo target sui 35,50 dollari e a seguire un test sui minimi degli ultimi 24 mesi posti sulla soglia dei 32 dollari. Fondamentale nel caso sarà la tenuta di quest’ultimi supporti onde evitare un ritorno sul bottom di giugno 2020 in area 28 dollari

 

 

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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