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UBS: le riforme del governo sul capitale potrebbero richiedere $ 20 miliardi

UBS: le riforme del governo sul capitale potrebbero richiedere $ 20 miliardi

UBS potrebbe aver bisogno di circa 20 miliardi di dollari aggiuntivi di capitale per sostenere le partecipazioni nelle unità bancarie estere. Il Consiglio federale svizzero ritiene che le banche di importanza sistemica detengano una quantità di capitale ben superiore rispetto al 60% attuale a copertura degli investimenti nelle filiali fuori dal Paese. Oggi, UBS è l’unica banca svizzera di importanza sistemica. Il governo ha avanzato delle proposte al riguardo per incrementare i requisiti patrimoniali necessari. Nel rapporto sulla stabilità bancaria della scorsa settimana, il Consiglio ha proposto un rafforzamento per tenere conto dei rischi futuri, soprattutto sulla base di quanto è successo lo scorso anno con il crollo di Credit Suisse e il salvataggio di emergenza proprio di UBS che ha decretato la scomparsa dello storico istituto finanziario del Paese.

Il governo quindi passa alla linea dura e tutto ciò per UBS si tradurrebbe, a giudizio di media e analisti, in un fabbisogno complessivo che va dai 15 ai 25 miliardi di dollari. Questo intervallo è stato considerato “plausibile” dal ministro delle Finanze svizzero, Karin Keller-Sutter. Secondo il quotidiano svizzero Handelszeitung, il colpo per UBS potrebbe essere di 25 miliardi di dollari; mentre per Stef Stalmann, analista di Autonomous Research, il capitale aggiuntivo ricadrebbe nella fascia tra 10 e 15 miliardi di dollari.

Tenendo conto di quanto riferito da un funzionario governativo, l’esecutivo può procedere a modificare l’ordinanza sul regime dei capitali senza ulteriore approvazione parlamentare, con l’attuazione che avverrà non prima del 2026. La reazione degli investitori alla Borsa di Zurigo è stata forte, con il titolo UBS che quasi a fine seduta perde circa il 3%. Il calo si unisce a quello della scorsa settimana (oltre il 6%), allorché è venuta fuori la notizia delle proposte governative.

 

UBS: quale impatto sugli azionisti della riforma

La riforma potrebbe avere una certa importanza per gli azionisti della più grande banca svizzera, in quanto vedrebbero probabilmente un freno al riacquisto di azioni proprie dalla società. Questo mese UBS ha riferito di voler dar vita a un piano di buyback fino a 2 miliardi di dollari nei prossimi due anni. Il programma però rischia di dover essere rivisto poiché “il calendario proposto per le riforme creerebbe una maggiore incertezza sulla pianificazione del capitale e sulle prospettive di pagamento”, ha sottolineato Stalmann di Autonomous.

La proposta governativa non è stata digerita dal presidente Colm Kelleher, che già il mese scorso si era opposto energicamente all’aumento dei requisiti patrimoniali, denunciando che in questo modo verrebbero penalizzati non solo gli azionisti, ma anche i clienti per via di servizi bancari che diventerebbero più costosi. “Abbiamo già riserve di capitale che sono ben al di sopra del minimo regolamentare”, aveva rimarcato. UBS ha chiuso il 2023 con un CET1 ratio – misura fondamentale di solidità finanziaria – al 14,5%, al di sopra della guidance di circa il 14%; mentre il coefficiente di leva finanziario CET1 si è attestato al 4,7%, oltre il 4% atteso.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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